In risposta all’articolo che ho scritto su come ho insegnato a giocare a scacchi a mia figlia Juliane (clicca qui per leggerlo), il lettore Sergio mi ha chiesto come avvicinare agli scacchi suo figlio di 4 anni.
Riporto la richiesta di Sergio:
Gradirei alcuni consigli per iniziare ad insegnare gli scacchi a mio figlio. Ha 4 anni e vorrei che iniziasse ad avvicinarsi a questo splendido gioco.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa innanzitutto del fatto di non usare scacchiere tradizionali, ma magari con i pezzi fatti a forma di pupazzetti o personaggi a lui noti, o se invece conviene partire direttamente con i pezzi classici.
Inoltre, vorrei sapere quale libro posso acquistare per imparare io stesso le tecniche di insegnamento che devo utilizzare.
Siccome penso che la cosa possa interessare anche tanti altri lettori, riporto qui la risposta a Sergio.
1. Per prima cosa abitualo a pezzi e scacchiera.
Il bambino è molto giovane, troppo per qualcosa di più di un avvicinamento alla scacchiera e ai pezzi. Ci vuole molta pazienza.
Non prenderei pupazzetti vari o altre cose perché egli sarà affascinato proprio dai pezzi degli scacchi. Per il momento consiglierei di mettergli davanti la scacchiera con i pezzi come se fosse un gioco qualsiasi e non tenterei nemmeno lontanamente di spiegarli come si muovono i pezzi. Non fa differenza se gira con le automobiline sulla scacchiera e se magari ci fa salire sopra i pedoni e li porta a spasso, gioca con lui come e quando vuole lui. Da due a cinque anni se vuoi insegnarli i movimenti è più facile che si spaventi, dato che non riesce a seguirti. Se vuole giocare a soldatini o alla fattoria sulla scacchiera assecondalo e partecipa (può farlo, con altrettanta efficacia, anche la tua compagna).
2. Gioca con lui a terra.
Quando giochi con lui se possibile gioca per terra!! e quando sei tu a muovere i pezzi in giro, muovili come si devono muovere secondo regolamento ma senza dirglielo o cercare di farglielo capire, sarà lui ad imparare piano piano osservandoti. Poi, incuriosito, ti chiederà il motivo delle tue mosse.
Muovi poco il Cavallo e non muovere il Re, lascialo da qualche parte.
3. Usa come aggancio quello che il bambino sa e che gli piace.
Tu conosci sicuramente le preferenze del tuo ragazzo, cerca di sfruttare le sue preferenze nel proporgli gli scacchi. Se andate a passeggiare, osserva se vedi qualcosa di simile alla scacchiera per terra nei parchi , tracciane una sulla sabbia, fai il movimento di un pezzo sulle mattonelle in piazza; vedi tu cosa ti viene in mente quando siete fuori casa. Nei boschi, se ne frequentate, ci sono tanti materiali adatti a simboleggiare i pezzi e la scacchiera. Si tratta per lo più di trovare collegamenti fra scacchi e vita quotidiana del bambino.
4. Cerca di conquistarlo, ma non forzarlo mai.
Inoltre se il ragazzo può lasciare in giro per la casa i suoi giocattoli, lascia in giro anche la scacchiera con i pezzi (dovrai cercare solo di mantenerli insieme); tratta gli scacchi come qualsiasi altro gioco che lui ha. Mai dire “Concentrati!”, “Pensa!”, “Rifletti!”. Non serve assolutamente a niente. Gli scacchi devono intrufolarsi: se arriva a pensare che tu voglia a tutti i costi insegnargli a giocare a scacchi, puoi stare certo che non imparerà.
5. Usa scacchi di grandi dimensioni
La scacchiera e i pezzi prendili, se puoi, in legno, perché trasmettono calore, ma puoi prendere anche quelli in plastica. Assai più importante è la dimensione: prendi i pezzi più grandi che trovi, da tavolo, ovviamente, non da giardino. Quelli in legno mi sembra di ricordare si trovano in misure più grandi di quelle da torneo.
L’unica cosa che importa al momento è che prenda confidenza con la scacchiera e i pezzi. Poi quando si è sbizzarrito con gli scacchi a modo suo (difficile dire quando, probabilmente dopo 6 a 18 mesi, ma dipende dal ragazzo) inizia il gioco del trovare la casa preferita di ogni singolo pezzo, ovviamente la posizione iniziale. Fallo con un pezzo per volta, senza fretta, deciderà lui quando smettere il “gioco”. Magari potrai giocare a trovare la casa per il pezzo, usando la metafora del letto su cui il pezzo va a dormire.
Ma ricordati sempre che la prima regola è la pazienza.
Ci sono, infatti, alcune capacità che servono per gli scacchi che ancora non possiede a causa della giovanissima età. Se tu gli dici qualche cosa e vedi che dopo un po’ guarda a destra e guarda a sinistra oppure ti guarda in viso o guarda in alto, puoi stare sicuro che è troppo per lui e li bisogna smettere o cambiare discorso.
6. Se può smettere quando vuole, vorrà giocare più spesso
Se può smettere quando vuole, verrà più spesso a chiederti di giocare o imparare. Non dimenticare che per lui, anche quando avrà cinque o sei anni, gli scacchi sono difficilissimi e vanno somministrati in piccole dosi.
Poi quando saprà dove sono posizionati i pezzi si può spiegare come preferisce muoversi un pezzo; ma sempre un pezzo alla volta e devi inventarti un gioco con il movimento giusto. Magari prima di mostrargli come preferisce muoversi un pezzo gli racconti una storiella sul pezzo. Un esempio per ogni pezzo lo trovi nel mio manuale per istruttori. Usala come ispirazione, e adattala alle tue esigenze.
Quando ti dirà che adesso il Re se ne va a nanna o cose simili, assecondalo. Ancora non ha importanza che muova tutti pezzi correttamente, segui il tuo istinto anche se sembra ci sia una regressione nel gioco del ragazzo (ormai avrà 5 fino a 6 anni) non preoccuparti è normale. Le fasi di buon gioco si alternano con gioco pessimo, è un’altalena naturale.
7. La velocità di apprendimento non conta
Non preoccuparti della velocità, non essere impaziente, eviterai un sacco di problemi.
Non ha importanza per il suo sviluppo personale se gioca bene a 5,6,7,8 o 9 anni , l’importante è che si diverta e che gli piaccia giocare.
8. Giocate a scacchi in famiglia, se potete.
Positivo sarebbe se si giocasse a scacchi anche in famiglia: la motivazione di fare quello che fate voi lo avvicina di più agli scacchi.
Ma ricorda, niente costrizioni, aspetta che sia lui a venire da te. Se ti metti a giocare per conto tuo, probabilmente vorrà partecipare
.
Questi sono solo suggerimenti, non verità assolute bisogna sempre considerare come reagisce il ragazzo. Le femmine sono diverse quindi vedi un po’ come va e reagisci di conseguenza. E fammi (facci) sapere come va.
Se vuoi sapere come insegnare gli scacchi ai bambini posso consigliarti i miei libri “Manuale per istruttori” e “Giocare a Scacchi vol. 1” delle Edizioni Ediscere (vedi anteprime sul sito) poiché il primo spiega come usare il secondo. Ma non usarlo adesso, i libri sono pensati per ragazzi dagli 8 – 9 anni in su accompagnati da un istruttore o insegnante. Non c’è, per quello che ne so, in italiano un testo per bambini cosi piccoli. C’è qualcosa in tedesco (per l’asilo) ma in italiano non ho visto ancora niente. (magari in inglese qualcosa si trova). Comunque sono contrario all’insegnamento in gruppo ai piccolissimi, le differenze fra soggetto e soggetto sono troppo grandi.
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Il silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.
La recensione dei libri della serie
Se vuoi sapere come insegnare gli scacchi ai bambini posso consigliarti i miei libri “Manuale per istruttori” e “Giocare a Scacchi vol. 1” delle Edizioni Ediscere (vedi anteprime sul sito).
NON TROVA IL LINK DEL SITO
Grazie per la segnalazione.
Adesso funziona.