
- Scacchista cieco in azione
Le regole degli scacchi consentono di toccare un pezzo e di non muoverlo se la mossa non è legale. Ma il titolo di questa breve segnalazione non si riferisce a questa possibilità, bensì al tocco con cui gli scacchisti non vedenti percepiscono la posizione sulla scacchiera.
Una giovane ragazza trevisana non vedente dalla nascita, Elena, ha cominciato un blog in cui racconta di sé in relazione con gli scacchi. Il blog si chiama ciecomatto (da checkmate!). Elena ci ha promesso di scrivere qualcosa anche per scacchi 012. Come impara a giocare a scacchi una persona che è cieca dalla nascita? E soprattutto, come riesce a migliorare?
Se, come rivelano gli studi recenti, l’abilità scacchistica si fonda sul riconoscimento degli schemi (”pattern recognition”), per i non vedenti si può dire lo stesso? Elena, che sta imparando e che mette il suo tanto entusiamo nel compito, ci saprà dire. Intanto andatevi a leggere cosa scrive sul suo blog.
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Il silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.





La recensione dei libri della serie
ehm… non è scaccocieco ma ciecomatto!
C’è bella differenza!
Toccare un pezzo senza doverlo muovere…detto, fatto:
in pratica uno scacchista orbo “tocca” un pezzo nel momento in cui lo toglie dal foro (i pezzi hanno dei piolini e le case della scacchiera dei fori dove infilare i vari pezzi)
Scusa. Stanchezza dopo 600 km di strada.
Ho corretto.
Ciao
Stefano
eh eh…adesso c’ho pure il dominio! http://www.ciecomatto.net! Alex mi sta insegnando a usare la scacchiera alla cieca. vediamo…