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	<title>Commenti per Scacchi 012</title>
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	<description>Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi.</description>
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		<title>Commenti su Scacchi a scuola in Sardegna. I successi del metodo ideografico. di Alberto</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2009/06/05/sardegna/#comment-271</link>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:57:10 +0000</pubDate>
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		<description>basta seguire un corso organizzato dalla federazione l&#039;elenco corsi si trova su http://www.federscacchi.it/
ciao
Alberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>basta seguire un corso organizzato dalla federazione l&#8217;elenco corsi si trova su <a href="http://www.federscacchi.it/" rel="nofollow">http://www.federscacchi.it/</a><br />
ciao<br />
Alberto</p>
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		<title>Commenti su Scacchi a scuola in Sardegna. I successi del metodo ideografico. di alessandro</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2009/06/05/sardegna/#comment-270</link>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:36:32 +0000</pubDate>
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		<description>sarebbe interessante poter estendere ulteriormente tali iniziative anche ad altre scuole.
come si diventa istruttori di scacchi per le scuole elementari?
grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sarebbe interessante poter estendere ulteriormente tali iniziative anche ad altre scuole.<br />
come si diventa istruttori di scacchi per le scuole elementari?<br />
grazie</p>
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		<title>Commenti su Matematica e scacchi! Il metodo di Carmelita Di Mauro. di carmelita</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2009/10/11/matematica_e_scacchi/#comment-268</link>
		<dc:creator>carmelita</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 18:56:23 +0000</pubDate>
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		<description>Ti ringrazio molto per i complimenti ........
Fatti da  una persona competente come te ....valgono più del   triplo!
Ciao
 Carmelita</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio molto per i complimenti &#8230;&#8230;..<br />
Fatti da  una persona competente come te &#8230;.valgono più del   triplo!<br />
Ciao<br />
 Carmelita</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su Matematica e scacchi! Il metodo di Carmelita Di Mauro. di runner</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2009/10/11/matematica_e_scacchi/#comment-267</link>
		<dc:creator>runner</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 19:56:49 +0000</pubDate>
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		<description>Troppo belli questi video!
Iscrivo subito Scacchierando al canale di Scaccolandia.
Ottimo lavoro Carmelita :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Troppo belli questi video!<br />
Iscrivo subito Scacchierando al canale di Scaccolandia.<br />
Ottimo lavoro Carmelita <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo sgobbone batte l&#8217;intelligente di Stefano Tescaro</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2008/09/16/deliberate_practice_01/#comment-266</link>
		<dc:creator>Stefano Tescaro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 16:26:32 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie sia per la difesa d&#039;ufficio, sia per l&#039;apprezzamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie sia per la difesa d&#8217;ufficio, sia per l&#8217;apprezzamento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo sgobbone batte l&#8217;intelligente di jazztrain1</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2008/09/16/deliberate_practice_01/#comment-264</link>
		<dc:creator>jazztrain1</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 07:52:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scacchi012.wordpress.com/?p=605#comment-264</guid>
		<description>Ho scritto due righe sul mio blog perché un tizio ha strumentalizzato il vostro post per sostenere tesi stravaganti del tipo che non bisogna essere intelligenti per giocare a scacchi (sic!)
Non ti conoscevo, quasi quasi ti linko!

Jazztrain</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scritto due righe sul mio blog perché un tizio ha strumentalizzato il vostro post per sostenere tesi stravaganti del tipo che non bisogna essere intelligenti per giocare a scacchi (sic!)<br />
Non ti conoscevo, quasi quasi ti linko!</p>
<p>Jazztrain</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lo sgobbone batte l&#8217;intelligente di L&#8217;ermeneutica del nobil giuoco &#171; Jazztrain1&#39;s Blog</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2008/09/16/deliberate_practice_01/#comment-263</link>
		<dc:creator>L&#8217;ermeneutica del nobil giuoco &#171; Jazztrain1&#39;s Blog</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 22:51:45 +0000</pubDate>
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		<description>[...] L&#8217;autore di questo link http://scacchi012.wordpress.com/2008/09/16/deliberate_practice_01/ [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] L&#8217;autore di questo link <a href="http://scacchi012.wordpress.com/2008/09/16/deliberate_practice_01/" rel="nofollow">http://scacchi012.wordpress.com/2008/09/16/deliberate_practice_01/</a> [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Scacchi a scuola in Sardegna. I successi del metodo ideografico. di Alberto Collobiano</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2009/06/05/sardegna/#comment-262</link>
		<dc:creator>Alberto Collobiano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 20:28:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scacchi012.wordpress.com/?p=1382#comment-262</guid>
		<description>mi congraturo con te per l&#039;ottimo lavoro svolto
leggerò con attenzione i tuoi lavori per cercare di migliorare il mio ciao
Alberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi congraturo con te per l&#8217;ottimo lavoro svolto<br />
leggerò con attenzione i tuoi lavori per cercare di migliorare il mio ciao<br />
Alberto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Agonismo per i bambini? Meglio di no di Sebastiano Paulesu</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2009/08/30/agonismo/#comment-258</link>
		<dc:creator>Sebastiano Paulesu</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 12:18:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scacchi012.wordpress.com/?p=1881#comment-258</guid>
		<description>&lt;strong&gt;A scuola l&#039;agonismo non serve&lt;/strong&gt;
Alla base di questo scambio di vedute c&#039;è sempre un equivoco di fondo: &lt;strong&gt;tu parli quasi sempre &lt;/strong&gt;esclusivamente &lt;strong&gt;di scacchi scolastici, come se fosse l&#039;unico contesto in cui possono essere proposti gli scacchi ai bambini&lt;/strong&gt;.
Naturalmente in questo ambito io sono abbastanza daccordo con te, specialmente nelle scuole primarie.  Del resto la stessa Federazione Scacchistica Italiana propone i GSS per le primarie solo in forma promozionale. &lt;strong&gt;Concordo&lt;/strong&gt;, insomma, &lt;strong&gt;che nella scuola gli svantaggi dell&#039;agonismo siano superiori ai vantaggi&lt;/strong&gt;.

&lt;strong&gt;Gli scacchi sono anche uno sport&lt;/strong&gt;
Non sono invece così daccordo quando parliamo di &lt;strong&gt;scacchi sportivi&lt;/strong&gt;, che non sono quelli che si praticano a scuola, ma quelli che si praticano nei CAS, nelle scuole scacchi e nei circoli, e dove gli istruttori passano a delle lezioni più tecniche e mirate alle competizioni, quindi all&#039;agonismo...
Sono però anche io del parere che l&#039;&lt;strong&gt;agonismo&lt;/strong&gt; sia tutto &lt;strong&gt;da ripensare&lt;/strong&gt;, perché non è ammissibile che i nostri giovani perdano di vista i valori in campo più importanti della vittoria spicciola: per contegno sportivo intendo il massimo rispetto per il prossimo, che sia il proprio antagonista, l&#039;arbitro o chiunque altro; intendo che non si ricerchi la vittoria con dei mezzucci che vanno dal disturbo psicologico, dalla derisione dell&#039;avversario, da vere e proprie scorrettezze come quella di richiedere l&#039;intervento dell&#039;arbitro per denunciare a sproposito un &quot;pezzo toccato&quot;, per intenderci...

Fatta questa chiarezza io però &lt;strong&gt;sono del parere che per il progresso tecnico e la crestita caratteriale anche l&#039;agonismo abbia il suo valore&lt;/strong&gt;: la discrezionalità decisionale viene forgiata anche da situazioni sotto stress; tutti i momenti importanti della vita sono spesso sotto la pressione di agenti esterni che devono essere affrontati. Per sostenere una prova di esame spesso i candidati devono misurarsi nei limiti ristretti di un tempo prefissato, per fare un esempio.
Inoltre non avremmo avuto un progresso nella teoria del gioco degli scacchi se non ci fossero stati i campionati per il titolo mondiale.

&lt;b&gt;Niente agonismo negli scacchi sociali!&lt;/b&gt;
C&#039;è infine un altro contesto, pochissimo esplorato, dove l&#039;agonismo non dovrebbe assolutamente entrare: sono gli scacchi sociali!
Negli scacchi sociali, rivolti come elemento ludico e di aggregazione (per esempio ad anziani, a disabili, a giovani in situazioni di rischio devianza) gli scacchi dovrebbero essere solo un modo di collaborare insieme e la vittoria o sconfitta non dovrebbero avere alcun peso.

Ecco, questo per chiarire il mio pensiero, perché non devi &quot;&lt;em&gt;convincermi&lt;/em&gt;&quot; visto che per lo più sfondi porte aperte... :-D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A scuola l&#8217;agonismo non serve</strong><br />
Alla base di questo scambio di vedute c&#8217;è sempre un equivoco di fondo: <strong>tu parli quasi sempre </strong>esclusivamente <strong>di scacchi scolastici, come se fosse l&#8217;unico contesto in cui possono essere proposti gli scacchi ai bambini</strong>.<br />
Naturalmente in questo ambito io sono abbastanza daccordo con te, specialmente nelle scuole primarie.  Del resto la stessa Federazione Scacchistica Italiana propone i GSS per le primarie solo in forma promozionale. <strong>Concordo</strong>, insomma, <strong>che nella scuola gli svantaggi dell&#8217;agonismo siano superiori ai vantaggi</strong>.</p>
<p><strong>Gli scacchi sono anche uno sport</strong><br />
Non sono invece così daccordo quando parliamo di <strong>scacchi sportivi</strong>, che non sono quelli che si praticano a scuola, ma quelli che si praticano nei CAS, nelle scuole scacchi e nei circoli, e dove gli istruttori passano a delle lezioni più tecniche e mirate alle competizioni, quindi all&#8217;agonismo&#8230;<br />
Sono però anche io del parere che l&#8217;<strong>agonismo</strong> sia tutto <strong>da ripensare</strong>, perché non è ammissibile che i nostri giovani perdano di vista i valori in campo più importanti della vittoria spicciola: per contegno sportivo intendo il massimo rispetto per il prossimo, che sia il proprio antagonista, l&#8217;arbitro o chiunque altro; intendo che non si ricerchi la vittoria con dei mezzucci che vanno dal disturbo psicologico, dalla derisione dell&#8217;avversario, da vere e proprie scorrettezze come quella di richiedere l&#8217;intervento dell&#8217;arbitro per denunciare a sproposito un &#8220;pezzo toccato&#8221;, per intenderci&#8230;</p>
<p>Fatta questa chiarezza io però <strong>sono del parere che per il progresso tecnico e la crestita caratteriale anche l&#8217;agonismo abbia il suo valore</strong>: la discrezionalità decisionale viene forgiata anche da situazioni sotto stress; tutti i momenti importanti della vita sono spesso sotto la pressione di agenti esterni che devono essere affrontati. Per sostenere una prova di esame spesso i candidati devono misurarsi nei limiti ristretti di un tempo prefissato, per fare un esempio.<br />
Inoltre non avremmo avuto un progresso nella teoria del gioco degli scacchi se non ci fossero stati i campionati per il titolo mondiale.</p>
<p><b>Niente agonismo negli scacchi sociali!</b><br />
C&#8217;è infine un altro contesto, pochissimo esplorato, dove l&#8217;agonismo non dovrebbe assolutamente entrare: sono gli scacchi sociali!<br />
Negli scacchi sociali, rivolti come elemento ludico e di aggregazione (per esempio ad anziani, a disabili, a giovani in situazioni di rischio devianza) gli scacchi dovrebbero essere solo un modo di collaborare insieme e la vittoria o sconfitta non dovrebbero avere alcun peso.</p>
<p>Ecco, questo per chiarire il mio pensiero, perché non devi &#8220;<em>convincermi</em>&#8221; visto che per lo più sfondi porte aperte&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Agonismo per i bambini? Meglio di no di Alexander Wild</title>
		<link>http://scacchi012.wordpress.com/2009/08/30/agonismo/#comment-257</link>
		<dc:creator>Alexander Wild</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 02:46:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://scacchi012.wordpress.com/?p=1881#comment-257</guid>
		<description>Ad alcuni bambini può servire l’agonismo per mettere „la testa a posto“, ma quanti sono?
I cuccioli smettono di giocare, quando il gioco non serve più ed inizia la ricerca del cibo e tutto il resto. Se gli animali si mettessero a fare gli agonisti probabilmente morirebbero di fame. Forse diventeranno i migliori a “saltare sull’altro” o “a mordere la coda dell’altro meglio di tutti”? Nel regno animale non c’è Mc. Donalds che sponsorizza il cibo e le femmine. Il gioco è propedeutico, d’accordo. È necessario? D’accordo anche qui. Meno male che ancora non ci sono tornei nel giocare con le bambole. Nei giochi di forza però i tornei ci sono, ma non sono più propedeutici. Non sono più un gioco propedeutico per acquisire abilità o capacità future. Non possiamo rimanere bambini, forse dovrei dire non dovremmo, per sempre. L’agonismo cambia la valenza del gioco, il valore e il ruolo che il gioco rappresenta per loro. Non credo si possa mettere sullo stesso piano, intendo con gli stessi valori, il gioco come aspetto propedeutico e perché no come soggetto di studi con relative conclusioni sul loro valore per lo sviluppo umano, con il gioco agonistico. Il gioco agonistico prolunga un piacere (giocare) al di là del tempo necessario. Nella nostra società non si muore di fame giocando, ma si può addirittura diventare famosi o vivere dalla pratica del gioco. Non è più la stessa cosa. Sono due concetti differenti e hanno scopi differenti.

Non vale affiancare il primo giorno di scuola, la visita dal dentista, le battaglie con i genitori e con fratelli/sorelle maggiori, le battaglie per farsi capire, le battaglie per trovare il proprio ruolo nel gruppo di amici e tante altre battaglie che si risolvono con sconfitte e vittorie, con l’agonismo.
Le prime sono obbligatorie e necessarie e sono tante le cose per le quali i bambini combattono e imparano. Lo sport in generale o anche l’agonismo sono necessari cosa portano in più?  Il movimento? Si muovono tutto il giorno e quei pochi che non si muovono non si muoveranno comunque. Al massimo si fanno un mazzo a causa delle lezioni obbligatorie di ginnastica a scuola e appena possono le evitano. Ma pure i bambini ai quali non piace la ginnastica in un ambiente più adatto giocano corrono si muovono e non necessariamente hanno bisogno di agonismo o sport particolari per muoversi.
Non voglio mettere in discussione lo sport, ma solamente la necessità o utilità aggiuntiva dello sport agonistico. Il bambino non ha bisogno di ulteriori combattimenti per “imparare” ad accettare vittorie e sconfitte. Per alcuni può essere utile praticare sport agonistici, per alcuni possono anche essere necessari, ma sono e rimarranno sempre una minoranza. Il problema è capire a chi serve, a chi è utile.
Non bastano tutte le battaglie e discussioni nel corso della loro ancora breve vita a dare loro una dimensione civile? Almeno per la maggioranza? Serve a qualcosa aggiungere anche la competizione? A chi?
La disciplina intesa come rispetto per le regole del gioco, (del giusto contegno sportivo?), del concentrarsi, l’attenzione, del silenzio durante il gioco, dell’immergersi nel gioco, nel cercare di scoprire le mosse migliori, nel calcolare, nel destreggiarsi in posizioni sfavorevoli, insistere nel cercare soluzioni, non arrendersi prima del tempo, riflettere e cosi via.
Sono convinto che la base sia il piacere nel gioco almeno negli scacchi. Se piace il gioco la disciplina esce dal gioco e non devo aggiungere niente. Il tempo necessario e abbastanza (individuale) pratica. La disciplina scaturisce dal gioco, non dall’agonismo. L’agonismo può forzare i tempi e la forza, ma non la qualità della disciplina, che sarà comunque sempre individuale.

Penso che la loro lotta quotidiana per la vita sia già abbastanza dura senza dover aggiungerne altre.

Visto che gli svantaggi sono maggiori dei vantaggi, o nel dubbio, credo sia meglio non aggiungere un ulteriore fardello. Magari quando ne saprò (sapremo) di più, sul come identificare i bambini che possono trarre dei vantaggi dall’agonismo, se ci sono al di fuori dei luoghi comuni, allora forse il rischio vale la candela.

Voglio anch’io aumentare i giocatori di scacchi, non necessariamente, ma eventualmente solo in conseguenza dell’aumento di giocatori (giocatori nel senso che piace loro il gioco), i soci della federazione scacchistica per esempio. Alla fine dei conti è alla federazione sportiva dove ci conduce l’agonismo. .. e nessuno lo può negar.. 
Mi piacerebbe convincerti che i vantaggi sono molto esigui ;) relativi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ad alcuni bambini può servire l’agonismo per mettere „la testa a posto“, ma quanti sono?<br />
I cuccioli smettono di giocare, quando il gioco non serve più ed inizia la ricerca del cibo e tutto il resto. Se gli animali si mettessero a fare gli agonisti probabilmente morirebbero di fame. Forse diventeranno i migliori a “saltare sull’altro” o “a mordere la coda dell’altro meglio di tutti”? Nel regno animale non c’è Mc. Donalds che sponsorizza il cibo e le femmine. Il gioco è propedeutico, d’accordo. È necessario? D’accordo anche qui. Meno male che ancora non ci sono tornei nel giocare con le bambole. Nei giochi di forza però i tornei ci sono, ma non sono più propedeutici. Non sono più un gioco propedeutico per acquisire abilità o capacità future. Non possiamo rimanere bambini, forse dovrei dire non dovremmo, per sempre. L’agonismo cambia la valenza del gioco, il valore e il ruolo che il gioco rappresenta per loro. Non credo si possa mettere sullo stesso piano, intendo con gli stessi valori, il gioco come aspetto propedeutico e perché no come soggetto di studi con relative conclusioni sul loro valore per lo sviluppo umano, con il gioco agonistico. Il gioco agonistico prolunga un piacere (giocare) al di là del tempo necessario. Nella nostra società non si muore di fame giocando, ma si può addirittura diventare famosi o vivere dalla pratica del gioco. Non è più la stessa cosa. Sono due concetti differenti e hanno scopi differenti.</p>
<p>Non vale affiancare il primo giorno di scuola, la visita dal dentista, le battaglie con i genitori e con fratelli/sorelle maggiori, le battaglie per farsi capire, le battaglie per trovare il proprio ruolo nel gruppo di amici e tante altre battaglie che si risolvono con sconfitte e vittorie, con l’agonismo.<br />
Le prime sono obbligatorie e necessarie e sono tante le cose per le quali i bambini combattono e imparano. Lo sport in generale o anche l’agonismo sono necessari cosa portano in più?  Il movimento? Si muovono tutto il giorno e quei pochi che non si muovono non si muoveranno comunque. Al massimo si fanno un mazzo a causa delle lezioni obbligatorie di ginnastica a scuola e appena possono le evitano. Ma pure i bambini ai quali non piace la ginnastica in un ambiente più adatto giocano corrono si muovono e non necessariamente hanno bisogno di agonismo o sport particolari per muoversi.<br />
Non voglio mettere in discussione lo sport, ma solamente la necessità o utilità aggiuntiva dello sport agonistico. Il bambino non ha bisogno di ulteriori combattimenti per “imparare” ad accettare vittorie e sconfitte. Per alcuni può essere utile praticare sport agonistici, per alcuni possono anche essere necessari, ma sono e rimarranno sempre una minoranza. Il problema è capire a chi serve, a chi è utile.<br />
Non bastano tutte le battaglie e discussioni nel corso della loro ancora breve vita a dare loro una dimensione civile? Almeno per la maggioranza? Serve a qualcosa aggiungere anche la competizione? A chi?<br />
La disciplina intesa come rispetto per le regole del gioco, (del giusto contegno sportivo?), del concentrarsi, l’attenzione, del silenzio durante il gioco, dell’immergersi nel gioco, nel cercare di scoprire le mosse migliori, nel calcolare, nel destreggiarsi in posizioni sfavorevoli, insistere nel cercare soluzioni, non arrendersi prima del tempo, riflettere e cosi via.<br />
Sono convinto che la base sia il piacere nel gioco almeno negli scacchi. Se piace il gioco la disciplina esce dal gioco e non devo aggiungere niente. Il tempo necessario e abbastanza (individuale) pratica. La disciplina scaturisce dal gioco, non dall’agonismo. L’agonismo può forzare i tempi e la forza, ma non la qualità della disciplina, che sarà comunque sempre individuale.</p>
<p>Penso che la loro lotta quotidiana per la vita sia già abbastanza dura senza dover aggiungerne altre.</p>
<p>Visto che gli svantaggi sono maggiori dei vantaggi, o nel dubbio, credo sia meglio non aggiungere un ulteriore fardello. Magari quando ne saprò (sapremo) di più, sul come identificare i bambini che possono trarre dei vantaggi dall’agonismo, se ci sono al di fuori dei luoghi comuni, allora forse il rischio vale la candela.</p>
<p>Voglio anch’io aumentare i giocatori di scacchi, non necessariamente, ma eventualmente solo in conseguenza dell’aumento di giocatori (giocatori nel senso che piace loro il gioco), i soci della federazione scacchistica per esempio. Alla fine dei conti è alla federazione sportiva dove ci conduce l’agonismo. .. e nessuno lo può negar..<br />
Mi piacerebbe convincerti che i vantaggi sono molto esigui <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  relativi?</p>
]]></content:encoded>
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