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    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

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  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Quattro anni per pensare meglio. Diario della prima settimana.

alex_header_wildzeit.jpgQuesto progetto (descritto nella seconda parte dell’intervista ad Alex Wild) è stato promosso dai genitori dei ragazzi e non dagli insegnanti, quindi comincio un po’ così, in attesa di vedere come si comporteranno gli insegnanti.

Arrivo a scuola mi presento all’insegnante responsabile e definiamo i particolari. Mi chiedono di cambiare gli orari una volta le prime due ore poi la prossima volta le ultime due ore e se possibile magari cambiare anche i giorni per non far perdere troppe ore allo stesso insegnante. Iniziamo bene! Posso capire le loro esigenze ma spiego che con tanti insegnanti diversi si perde qualcosa durante il percorso, buona parte dei vantaggi per gli insegnanti. Si, si, mi dice, va bene non c’è problema, mi dice. Non mi ha sentito, vabbé pazienza, sondo un po’ il terreno e mi sembra che in linea di massima vedano il progetto come buono. Di più non mi serve, sono tranquillo, non mi devo aspettare ostruzionismo, almeno non con i primi due insegnanti che già nelle prime ore erano molto positivi sia nella collaborazione che nell’atteggiamento.

sono tranquillo, non mi devo aspettare ostruzionismo dagli insegnanti

Parto con un gruppo di 13 ragazzi, molto omogeneo,  senza grandi differenze nella velocità di comprensione e svolgimento degli esercizi. Siccome è la prima ora, ho tutta la loro attenzione. Vediamo come proseguirà. Tutti dicono di saper già giocare a scacchi! Vedremo.
Spiego la storiella di Gilgamesch sulla scacchiera e parto con le coordinate e i nomi delle case della scacchiera e chiedo se hanno già visto da qualche parte qualcosa di simile. Nessuna reazione. Chiedo se per caso hanno mai giocato a battaglia navale. Sorpresa! tutti hanno imparato la scorsa settimana durante la lezione di Italiano (da noi seconda lingua 4/5 ore a settimana)  e adesso, finalmente, si accorgono della base comune, le coordinate. Interessante il fatto che ancora non riescono molto bene a individuare l’elemento comune di due cose diverse fra loro, scacchiera e battaglia navale.

i bambini di seconda elementare non riescono ancora a collegare cose diverse con un elemento astratto in comune (scacchiera e tabella per la battaglia navale).

Chiedo il numero di case della scacchiera e scopro che hanno appena iniziato a studiare le tabelline e 8×8 è al di là delle loro possibilità di calcolo. Mi appunto mentalmente di chiedere all’insegnante dell’altra classe cosa hanno già studiato, prima di fare domande che mettono in imbarazzo i bambini. Comunque semplifico la domanda, mostro solo un quarto della scacchiera e chiedo loro di calcolare quante sono le case. Alcuni ancora non ce la fanno e si mettono a contare le case una ad una. Alla fine concordiamo che studiare le tabelline  serve comunque a risparmiare tempo.
Gli esercizi uno e due non creano nessun problema, ai più veloci chiedo se riescono a capire cosa bisogna fare nell’esercizio successivo e vedo che se la cavano egregiamente da soli. Eseguire esercizi senza indicazioni non è facile, a questa età, e necessita di un po’ di pratica, lo scopo è imparare a svolgere compiti leggendo le indicazioni. Quando tutti hanno finito almeno 4 diagrammi dico loro che possono finire i diagrammi a casa oppure quando finiscono prima alcuni esercizi successivi possono tornare indietro e finire gli esercizi incompleti.
L’esercizio 3 è definito in modo troppo vago perché possano capire da soli cosa devono fare, quindi spiego alla lavagna cosa è richiesto che facciano.
Mi accorgo che sono stanchi e l’ora sta per finire quindi non insisto a fare scrivere le case della diagonale ma solamente di segnare la diagonale.
Mi restano alcuni minuti e anticipo il programma della prossima lezione.  Penso di tralasciare l’esercizio 4 e passare direttamente agli esercizi del Manuale per Insegnanti 1 e 2  poi prevedo di passare al valore dei pezzi con l’esercizio 5 GS1 (Giocare a scacchi, vol. 1) e magari riesco a raccontare la storia del Cavallo negli ultimi minuti.

L’altro gruppo è composto da 14 ragazzi. La prima impressione è che sia meno omogeneo rispetto alla velocità  di esecuzione e comprensione. Tutti eccetto due dicono di saper già giocare a scacchi! Anche qui staremo a vedere.

Seguo la stessa procedura dell’altra classe ma qui nessuno conosce battaglie navali e nemmeno carte geografiche né piante stradali. Scelgo di impiegare qualche minuto in più per spiegazioni ed esercizi sulla lavagna, poi passo agli esercizi 1 e 2 di GS1: il primo diagramma si fa insieme e gli altri dovranno farli da soli. A tre di loro devo spiegare individualmente quello che devono fare, mi basta un diagramma perché capiscano e poi proseguono da soli. A questo punto un ragazzo che mi spiega da 20 minuti che queste cose le sa già, mi dice che tutto quello che c’è sull’ indice lui lo conosce già. Ah perbacco!? Lo terrò d’occhio. I diagrammi li svolge a tempo di record e comprende anche l’esercizio 2 da solo, ce ne sono tre quattro di molto veloci poco meno del sopra citato ragazzo, in questa classe. Arriva poi all’esercizio 3 che non è molto chiaro e qui si ferma, ovvio. Piccola battuta d’arresto necessaria per evitare problemi di carattere sociale. Scopro adesso che il padre, che conosco bene, ha la forza di gioco almeno al livello di CM e che ha già insegnato alcune cosette al figlio. Un problemino da risolvere dato che il ragazzo ha già giocato parecchie volte ha un vantaggio considerevole verso gli altri compagni, meno considerevole nello svolgere esercizi ma a livello di gioco. Nelle prossime ore si rivelerà quale materiale aggiuntivo devo portare per lui. Il ragazzo finisce l’esercizio tre completo con scrittura delle case delle diagonali (altrimenti era troppo avanti agli altri) e poi passa all’esercizio 4 il più micidiale, troppo da scrivere. Gli dico che questo esercizio dovrei spiegarglielo io, che bisognava ancora definire le differenze fra case centrali, d’angolo e laterali, mi interrompe spiegandomi che già conosce la differenza! Ah bè allora fai pure.., già il 4 è micidiale ma senza spiegazioni in questa fascia d’età fanno un casino. Gli suggerisco di fare molta attenzione o scrive un sacco di lettere e numeri per niente, (tendono sempre a lavorare il meno possibile, e scrivere è lavoro pesante!) e dovrà ricominciare daccapo. So già che al 99% sarà cosi. Infatti lo lascio scrivere per 4 righe e poi incomincio a chiederli cosa sono le case laterali e quali siano le case laterali dell’ottava traversa e cosi via, alla fine capisce, si riporta con i piedi per terra e incomincia a concentrarsi meglio. Abbiamo chiarito chi la sa più lunga e adesso possiamo iniziare a costruire.
Finiamo l’esercizio 3 per la classe che riesce anche a scrivere qualche casa delle diagonali. Riassumo brevemente la lezione e anticipo il programma per la prossima settimana.

Il secondo gruppo mi sembra meno omogeneo, ma c’è buon feeling fra me e loro. Sento che sarà buon corso.

Anche se il gruppo mi sembra meno omogeneo (più velocità diverse) ma proprio per questo finiamo lo stesso materiale in 8 o 9 minuti prima del secondo gruppo. Presumo che essendoci alcuni più veloci tirano tutta la classe a diventare più veloci. Si vedrà poi nelle prossime lezioni che saranno più pratiche come proseguirà.
Un bel gruppetto con un buon feeling, dovrebbe diventare un bel corso, vediamo come saranno gli altri insegnanti collaboratori.

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