• scacchi012

    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    Ne abbiamo scritto in un articolo su scacchi012.

    I premiati degli anni scorsi:
    - 2008
    - 2009
    .

  • Il nuovo libro di Alex!

    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Quattro anni per pensare meglio. Terza settimana.

alex_header_wildzeit.jpgPrima di iniziare la terza lezione propongo un primo test (pubblicato nella sezione materiali di questo blog) per confermare le mie impressioni. Il test può sembrare troppo semplice per un adulto, anche digiuno di scacchi, ma mi aiuta a comprendere quanti ragazzi imparano leggendo ed ascoltando e quanti hanno bisogno di una integrazione pratica o addirittura di lezioni personalizzate (mentre gli altri risolvono gli esercizi). Il tema oggetto di questa prova, le case d’angolo, laterali e centrali, era stato insegnato velocemente e solo verbalmente, con l’aiuto del testo Giocare a scacchi, vol. 1.
Il risultato del test mi porta a pensare che su 27 ragazzi solo 5 o 6 imparano dai libri e verbalmente mentre gli altri hanno bisogno di dimostrazioni pratiche aggiuntive! Ciò conferma che in questa età è meglio parlare poco e fare molta pratica, meno materiale ma insegnato in modi diversi, da più punti di vista.

È interessante notare che la maggior parte dei ragazzi non comprende il significato intrinseco delle parole usate nel test o non riesce a collegare quel significato agli scacchi, malgrado i concetti siano stati tutti spiegati due settimane fa. Ad esempio, il concetto di “casa d’angolo” è intuibile facilmente per un adulto a partire dalle parole stesse, ma almeno la metà dei ragazzi non collega la parola al suo significato scacchistico e cosi, se non ha capito perfettamente durante la lezione, tira ad indovinare. I ragazzi non hanno ancora avuto occasione di imparare a collegare. Forse è troppo presto, ma gli scacchi aiutano e stimolano a collegare, così questi ragazzi impareranno a farlo prima dei loro coetanei che a scuola non hanno lezioni di scacchi.
L’esercizio è piaciuto molto a tutti e per la maggioranza era facile da risolvere.
Alla prossima occasione dovrò ripetere in modo pratico, sulle scacchiere davanti a loro, la parte della lezione sulle case.

Inizio la lezione con il gruppo B. Racconto la storiella sul Cavallo (sta nel Manuale per gli insegnanti) e faccio notare che è l’unico pezzo che può saltare sopra gli ostacoli che siano avversari o propri. Spiego come muove il Cavallo poi do ai ragazzi i pedoni di colore contrario al Cavallo e glieli faccio mettere a turno sulle case dove il Cavallo può muovere. Gli ultimi ragazzi hanno meno case a disposizione, l’ultimo solamente una, e spesso hanno difficoltà a trovarla almeno finche non porto la loro attenzione sull’esempio della ruota del Cavallo che è stata appesa in classe.
Poi metto il Cavallo in un angolo e chiedo il numero di case controllate e faccio mettere i pedoni nelle case; l’esercizio serve per far comprendere il controllo delle case da parte del Cavallo.
Proseguo mettendo il Cavallo in a7, quindi una casa in più da controllare, poi in a6 un’altra casa in più e infine lo metto in a5 per vedere se si lasciano trascinare. Infatti in a5 la maggior parte crede (tirando ad indovinare sulla base della progressione appena sperimentata, dato che dà meno lavoro indovinare che contare) che il Cavallo controlli una casa in più e dicono cinque!. Rifaccio notare, come ho già spiegato precedentemente che negli scacchi a provare ad indovinare si sbaglia spesso, e che calcolando invece, si dà più spesso la risposta giusta.
Per ultimo chiedo ai ragazzi di non contare il movimento del Cavallo sulla scacchiera ma nella mente e di muoverlo direttamente sulla casa d’arrivo. Andiamo in cortile, dove c’è una scacchiera gigante, faccio diventare i ragazzi dei Cavalli e devono saltare da una parte della scacchiera all’altra. Infine lascio entrare tutti i ragazzi sulla scacchiera meno uno, il quale sarà il Cavallo che dovrà catturare il maggior numero di compagni.
Questo esercizio crea non pochi problemi ai ragazzi. Andrà meglio dopo aver finito tutti gli esercizi sul Cavallo. Per la prossima ora sono previste le partite ridotte con il Cavallo e i pedoni e qualche esercizio. Il “copione” quando si tratta di esercizi pratici si dimostra molto perspicace e gli ripeterò le lezioni, mentre risolve gli esercizi, credo che impari esclusivamente in modo visivo e che abbia bisogno inoltre di una maggiore attenzione personalizzata.

Nel gruppo A identica lezione con due differenze significative:

  • la lezione è più veloce e finisco, come le altre volte, un po’ prima rispetto al gruppo B;
  • pochi si lasciano “ingannare” dal Cavallo in a5.
  • In questo gruppo ci sono due o tre ragazzi da seguire in modo personalizzato, mentre ci sono tre ragazzi che imparano subito e non necessitano di particolari attenzioni. Il ragazzo che già conosce tutto il libro si rivela abbastanza preparato sulla teoria e un po’ meno nella pratica, ma mi ripropongo di usarlo come assistente, dato che dovrebbe già avere un rango abbastanza alto nel gruppo di classe. Lo scopo, oltre che migliorare la sua opinione di sé, è è anche di far comprendere senza doverlo dire che il rango più elevato implica anche prendersi cura dei compagni più indietro.

    Le idee che intuiscono da soli sono quelle che entrano a far parte della personalità e difficilmente cambieranno opinione solamente perché noi diciamo qualche cosa che per noi suona logica.

    Scopro che il ragazzo in questione, dall’anno scorso, sta imparando con il programma per bambini di “Fritz”. Per alcuni sembra funzionare abbastanza bene questo programma, vedremo in seguito.

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