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    .

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    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

La storia: maestra di vita ma non di scacchi.

La copertina di “San Pietroburgo 1909″Nella mia biblioteca scacchistica c’è un libro storico sul torneo dei grandi maestri di San Pietroburgo del 1909.  È un libro molto curato dal punto di vista grafico, con una bella appendice con le biografie e le foto di tutti i partecipanti al torneo. Le partite sono riportate in ordine cronologico con i commenti del vincitore del torneo, Emanuel Lasker, allora campione del mondo. Sembrerebbe un libro ideale per il principiante e per chi voglia migliorare: tante partite commentate, giocate in un periodo in cui si potevano ancora fare piani “lunghi” senza che l’avversario li contrastasse. Per giunta con i commenti del campione del mondo e vincitore del torneo.

Ma sono proprio questi commenti, scarni ed essenziali, che tolgono validità didattica al libro. Prendiamo, ad esempio, la partita Teichmann-Bernstein, giocata al nono turno. Lasker evidenzia la posizione dopo la 23.ma mossa del Bianco, diagrammandola.

1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Cc3 Cf6 4.Ab5 d6 5.d4 Ad7 6.0-0 Ae7 7.Te1 exd4 8.Cxd4 0-0 9.Axc6 bxc6 10.b3 Te8 11.Ab2 Af8 12.Dd3 g6 13.Tad1 Ag7 14.f3 Db8 15.Ac1 Db6 16.Ca4 Db7 17.Cb2 c5 18.Ce2 Ab5 19.c4 Ac6 20.Cc3 Cd7 21.Ae3 Cb6 22.Tb1 a5 23.Af2

Teichmann-Bernstein, San Pietroburgo 1909, dopo 23.Af2

e commenta:

Con questa mossa il Nero si obbliga a riprendere il pedone in un momento successivo. Il suo campo tuttavia presenta una perniciosa debolezza in f6, che il Bianco riesce nel frattempo a sfruttare. Bisognava perciò giocare prima 23…Dc8 e continuare a5-a4 o adoperarsi sull’ala di re secondo le circostanze 

seguono le altre mosse della partita: 
23. …a4 24.Cbxa4 Cxa4 25.bxa4 Da6 26.Te2 Axa4 27.Cd5 Ta7 28.Ah4 Ad4+ 29.Rh1 Rg7 30.Af2

Qui c’è un altro commento di Lasker (il quarto e ultimo di tutta la partita):

La strategia del Bianco prevedeva il cambio degli alfieri camposcuro: ora che ha ottenuto questo obiettivo, è in grado di prendere possesso della diagonale a1-h8 con la donna. In questo modo si può innescare un attacco finale in cui la casa f6 funga da avamposto sicuro per i pezzi bianchi. La partita è istruttiva per via della pianificazione strategica.

e poi le mosse finali della partita:
30. …Axf2 31.Txf2 Da5 32.Dd2 f6 33.Db2 Tf8 34.g4 h6 35.h4 g5 36.f4 gxh4 37.Cxf6 Tf7 38.g5 Ac6 39.Tg1 Da3 40.gxh6+ Rxh6 41.Th2 Axe4+ 42.Cxe4 Df3+ 43.Dg2 Dxg2+ 44.Thxg2 Txf4 45.Tg6+ Rh7 46.Cf6+ Txf6 47.Txf6 1-0

Trovo il commento di Lasker insufficiente dal punto di vista didattico. Segnala che la partita è “interessante per la pianificazione strategica“,  ma non mostra come il piano strategico è stato realizzato dal Bianco (e permesso dal Nero).

Il centro di partita - copertina della seconda edizione italiana.Prendiamo ora un libro, scritto qualche decennio dopo quello di Lasker,  per insegnare ai giovani dell’Unione Sovietica gli elementi fondamentali del mediogioco, Il centro di partita di Piotr Ilich Romanovskij e vediamo come tratta la stessa partita.
Romanovskij commenta solo la parte rilevante della partita, quella in cui il Bianco mette in atto il suo piano di indebolimento delle case scure attorno al re Nero. Le spiegazioni guidano il lettore mossa dopo mossa alla comprensione della manovra del Bianco. Vediamo come. Si parte dal diagramma della posizione che si verificò in partita dopo la 27.ma mossa del Nero, …Ta7. Le mosse sono rinumerate.

Teichmann-Bernstein, San Pietroburgo 1909, posizione dopo27. …Ta7

 1. Ah4 minacciando non tanto 2.Af6, quanto 2.Cf6+, dopodiché il Nero sarebbe costretto a cambiare l’Alfiere per il Cavallo, con la conseguenza che l’Alfiere bianco attestato sulla diagonale a1-h6 creerebbe una situazione da matto in vista di una discesa della Donna in h6. Il Nero cerca di sventare la minaccia giocando 1…Ad4+ 2.Rh1 Rg7. Ora il punto f6 è difeso due volte e il Nero può sperare di ricacciare il Cd5 dalla sua posizione centrale con la spinta in c6. Il Bianco però è in grado di rinnovare la minaccia di cambiare gli Alfieri su casa nera.

Qui Romanovskij mette un altro diagramma, per sottolineare la conclusione della manovra con cui il Bianco ha forzato il cambio degli alfieri camposcuro. Il commento prosegue:

3.Af2! la manovra Af2-h4-f2 si rivela ora decisiva. Il Nero non ha tempo di giocare 3…c6 perché il Bianco prenderebbe in d4 con scacco, né è possibile ritirare l’Alfiere, con la conseguenza che la casa f6 diventa ora debole al massimo (…)

E il commento continua così per un’altra pagina. Al lettore resta impressa la manovra e l’uso della tattica a fini strategici. Ha imparato senz’altro qualcosa.

Che dire dopo questo confronto? I libri storici sono interessanti ma non sono indicati per l’uso didattico. Almeno non questo di Lasker. La storia sarà anche maestra di vita, ma non è maestra di scacchi. La didattica è altra cosa.

2 Risposte

  1. Personalmente non generalizzerei riguardo la categoria “libri storici”. Della stessa collana, il testo di Tal sul match del 1960 tra lui e Botvinnik ha un alto valore didattico perché era nell’intenzione dell’autore creare un manuale che rivelava il pensiero di un GM in partita viva. Non a caso ogni 2 mosse al massimo si trovano ottimi commenti ed analisi. Lasker purtroppo è troppo stitico nei commenti….

  2. Sono d’accordo che il libro di Tal sul match del 1960 con Botvinnik è davvero bello. Molto bello e decisamente consigliabile.
    Ma, come scrivi, Tal lo ha scritto per far capire come ragiona un GM. È un libro nato (anche) con intenti didattici.
    Quindi sì, esistono libri storico-didattici! (anche questo di Tarrasch che sta per uscire dicono abbia notevole valore didattico).
    Grazie per la puntualizzazione. Mi sono lasciato prendere dalla mia antipatia per il libro di Lasker e poi dal titolo ad effetto.

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