• scacchi012

    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    - 2008
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    .

  • Il nuovo libro di Alex!

    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

dxc6 o bxc6?

Con quale pedone riprendo?Vicenza, 21 ottobre, si sta giocando l’ultimo turno del torneo B del Grand Prix. È un torneo fra bambini che hanno imparato da poco a giocare; quelli un po’ più esperti o scafati giocano nell’A. Un bambino riprende in c6 col pedone d. Correttamente, perché mantiene due sole isole pedonali e apre la diagonale c8-h3 al suo alfiere.

L’istruttore del bambino, colui che gli ha insegnato e gli sta insegnando a giocare a scacchi nei corsi delle scuole elementari, lo rimprovera dicendogli di riprendere coi pedoni sempre verso il centro.

Sono presente e fra me e l’altro istruttore, del mio stesso circolo, nasce una pacata discussione. Io sostengo che non si dovrebbe intervenire per correggere una mossa valida. L’altro istruttore sostiene invece che è meglio rinforzare un concetto – una “regola” nel linguaggio del bambino – anche nei casi in cui la sua applicazione si dovesse rivelare scorretta, come in questo caso.

Razionalmente capisco la sua logica: i bambini hanno bisogno di regole certe, sono molto più “assolutisti” di noi e questo serve anche a non disorientarli. Ma resto dell’idea che avrebbe fatto meglio a non intervenire, anche se sono confuso al riguardo.
Sbaglio?

2 Risposte

  1. Anche se i bambini hanno bisogno di sicurezze questo non vale in questo caso. Qui si parla di gioco corretto venuto dalla fantasia o creatività del ragazzo.

    Il livello di gioco più alto per i ragazzi è quando riescono a trovare le eccezioni alle regole e sanno sfruttarle, non togliamo ai ragazzi questa possibilità futura.

    1. Se lo correggiamo con una regola o per rinforzare una regola (di solito si cattura verso il centro ma non sempre!) quando ha giocato correttamente raggiungiamo di solito che il ragazzo inizi a giocare dogmaticamente con regole imposte senza curarsi della posizione tanto c’è la regola quindi non devo più pensare a quello che mi piacerebbe fare. Cerchiamo di non creare dogmatismo negli scacchi dato che spesso vengono rivisti o cambiati, ce lo insegna la storia degli scacchi.

    2. Sopratutto agli inizi bisogna assolutamente che impari da solo senza troppi interventi dall’esterno. Deve trovare la sua strada, cosi non esplora più gli scacchi, imparerà a memoria le aperture e poi sbaglierà nel mediogioco e perderà tante partite per seguire le regole (ci sono troppe eccezioni proprio negli scacchi).

    Se portato all’estremo (ne ho visti molti nei CI U16), cioè ogni volta che contravviene alle regole interviene un istruttore, il ragazzo avrà paura di giocare e prima di effettuare la mossa cercherà lo sguardo dell’allenatore per tentare di capire cosa fare. Se non smette prima di giocare.

    Se l’intromissione è ricorrente, il ragazzo pensa che

    “l’istruttore mi dice cosa devo giocare ma io voglio giocare come piace a me”.

    Lo scopriranno anche da soli prima o poi!

  2. Non sono un didatta ma non credo che inculcare regole troppo rigide faccia poi così bene. Se il bambino ha fatto una buona mossa perchè riprenderlo? Magari sarebbe più sensato chiedergli prima il motivo della sua mossa. Se per esempio sempre lo stesso bambino giocasse dopo 1.e4 la mossa 1…Cf6 senza averla mai vista sui libri (ok, magari non proprio con le idee di Alekhine…) andrebbe rimproverato solo perchè potrebbe muovere lo stesso pezzo due volte in apertura? Secondo me andrebbe insegnato ai principianti a valutare sempre la posizione mossa per mossa e mantenere sempre una certa elasticità nel proprio ragionamento. Il mio discorso chiaramente non tiene conto dell’età, non sono un didatta e non ho la minima idea di come si insegnino gli scacchi ai più piccoli, quindi non siate troppo duri con i commenti😀

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