• scacchi012

    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    - 2008
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    .

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    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Gli scacchi e il counseling scolastico

Bambini giocano con scacchi gigantiLo psicologo Fernando Moreno, consulente delle scuole della contea di Montgomery nel  Maryland  (USA) promuove da anni gli scacchi come strumento di intervento verso gli alunni bisognosi di aiuto, sia esso psicologico, sia relazionale.
Su questo ha anche scritto un libro, Teaching Life Skills Through Chess (Insegnare le competenze della vita attraverso gli scacchi), pubblicato nel 2002 dall’editore American Literary Press, Inc..
Il libro, di 78 pagine appena, è diviso in quattro capitoli:
– Gli scacchi come analogia della vita
– Come usare gli scacchi nel counseling
– Le posizioni di scacchi da usare nel counseling
– Programmi di counseling con gli scacchi
Chi fosse interessato ad una recenzione può consultare quella del sito chessville.com, o anche questa. Io mi limito a riportare, tradotto, il soffietto editoriale ripreso dalla scheda di Amazon.com:

Presentando gli scacchi come una metafora della vita, Moreno realizza una corretta applicazione delle abilità e delle strategia necessarie per vincere a scacchi e per fare scelte vincenti nella vita. Ricco di riferimenti a ricerche cognitive e pedagiche collegate, così come di casi di studio e aneddoti riguardanti gli scacchi usati in interventi di counseling, Teaching Life Skills Through Chess  è una guida pratica e facile da seguire per consulenti, insegnanti e genitori che abbiano a che fare con studenti di ogni età.

Qualche idea in più sul contenuto del libro ce la dà questa  presentazione sul counseling con gli scacchi realizzata per un seminario dell’agosto 2006. Moreno sostiene:
1)  che gli scacchi sono ideali per l’insegnante perché nel gioco sono annullati gli effetti delle condizioni socio-economiche e linguistiche di partenza, conta solo la capacità di pensare;
2) il gioco (degli scacchi) permette  di ridurre o azzerare le barriere fra l’educatore o lo psicologo e il bambino. Giocando, il bambino esprime se stesso,  e nel gioco non percepisce più come minaccioso l’intervento dello psicologo;
3) la caratteristica di gioco strategico permette al bambino di esprimere i suoi disagi e, soprattutto, all’educatore/psicologo di usare le situazioni di gioco come metafore di possibili comportamenti o atteggiamenti nei confronti della vita.

Gli scacchi nelle scuole sono dunque, secondo Moreno, uno strumento potente per favorire l’apprendimento di risorse emotive (controllare gli impulsi, ritardare la gratificazione, identificare ed esprimere sentimenti ed emozioni, ridurre lo stress, ecc.), di risorse organizzative e strategiche.

I discorsi che collegano le posizioni sulla scacchiera con situazioni della vita reale promuovono [nel bambino] lo sviluppo di risorse e capacità emotive e di socializzazione.

Ecco una posizione usata da Moreno nell’attività di counseling:

Evitare lo scontro fa vincere la partita

Ed ecco come la affronta nell’aiuto terapeutico ai bambini:

Soluzione dei conflitti / lotta
Il Nero ha appena spinto in g6 il suo pedone. Tocca al Bianco muovere, cosa faresti?
Se il pedone bianco avanza, nessuno potrà più fermarlo. Sarà promosso a Donna e in seguito darà scaccomatto al re nero. Ma se il pedone bianco cattura quello nero,l’altro pedone lo catturerà a sua volta e nessuno vincerà. Finirà patta.
Consiglio per la vita: quando qualcuno ti sfida, ti infastidisce o entra nel tuo spazio, la tua prima reazione potrebbe essere di reagire e cacciarlo. È la decisione migliore? Potrebbe essere meglio pensare prima di muovere. Concentrati sul tuo obiettivo e allontanati dai guai. Il conflitto non risolve, nessuno vince.

Concludo dicendo che questo approccio mi convince poco. Sono convinto, come la dottoressa Filipp dell’Università di Treviri (leggi qui l’intervista), che gli scacchi non siano la panacea. Aggiungo di mio che trovo molto “americano” questo utilizzo disinvolto di qualsiasi attività – per Moreno gli scacchi – per trasformarla in terapia. Gli scacchi sono talmente vasti che si possono trovare posizioni che dimostrano qualsiasi strategia di vita o principio comportamentale vogliamo trasmettere. Ma anche il suo contrario.

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