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    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Quattro anni per pensare meglio. 12. Catturare il re.

Il re è stato catturatoNell’ultima lezione prima di Natale abbiamo trattato il Re, ma senza esercizi.
Abbiamo visto dove il Re può stare e dove non può stare e infine abbiamo ancora visto la differenza fra matto e stallo e la definizione della parola “scacco”. 

Siccome i ragazzi, anche se sanno che il Re non si può catturare, lo catturano comunque, preferisco lasciare loro la libertà di catturarlo. E fino a quando non avremo trattato a sufficienza i matti elementari ho intenzione di lasciar loro questa libertà, anche se sono consapevolissimo che questa “scorrettezza” farà rizzare i capelli agli scacchisti “Duri e Puri”. Ma tengo a ribadire che per me gli scacchi scolastici sono semplicemente un mezzo e non lo scopo ultimo e come tale penso di poter sospendere temporaneamente una o più regole se questo mi sembra adatto allo scopo, cioè far sì che tutti – o quasi – si divertano e giochino volentieri a scacchi. Ovviamente mi prendo anche tutte le responsabilità personali necessarie per queste sospensioni.

Quale vantaggio mi porta lasciar catturare il Re? I vantaggi sono due:
1) dare scacco matto è complesso per i ragazzi, dato che bisogna calcolare più mosse, tenendo conto delle possibili risposte dell’avversario. Al momento, però, i miei piccoli allievi giocano ancora da soli, cioè muovono seguendo loro piani, senza considerare che anche l’avversario ha i suoi piani. Per arrivare a questo livello serve ancora un po’ di pratica. 
Perciò nella maggior parte dei casi, quando catturano il Re, lo fanno – pur sapendo che è una mossa irregolare – soprattutto perché non sanno come fare a dare matto e per loro è più semplice così.
Quando catturano il Re e vengono a dirmi che hanno vinto chiedo loro come hanno fatto a dare matto; e mi spiegano che l’avversario ha messo il Re in scacco e loro si sono sentiti in dovere di catturarlo, semplice no? Alla mia domanda “Ma si può mangiare il Re?” cambiano espressione, come se si trovassero fra due fuochi, e alla fine balbettano “No,no”. Siccome non mi piace metterli spesso in imbarazzo preferisco far loro mangiare temporaneamente il Re.

2) Il secondo motivo è aumentare l’attenzione di fronte allo scacco e di conseguenza anche a migliorare l’attenzione delle mosse dell’avversario. Quando il tuo Re è stato catturato subito e perdi così un paio di partite, cominci a fare attenzione alle mosse dell’avversario, soprattutto quando attacca il tuo Re.

Un terzo fattore, secondario, è che riescono a finire le partite senza dover contare i punti per definire il vincitore.

Quando i bambini saranno abbastanza sicuri di riuscire a dare scacco matto reintrodurrò la regola del Re che non può essere catturato.

Ovviamente i ragazzi che parteciperanno al campionato regionale dovranno attenersi alle regole e degli altri chi vuole può ancora giocare catturando il Re.

Una Risposta

  1. Due cose (da “Duro e Puro”?).

    1. Consentire la cattura del re mi pare un peccato veniale. E, per ironia, quella che fu la gloriosa (?) enciclopedia ipertestuale di Microsoft, Encarta, nella versione italiana riporta, testuale,

    Scopo del gioco è catturare il re dell’avversario, cioè dare scacco matto.

    (fonte: http://it.encarta.msn.com/encyclopedia_761565896/Scacchi.html)
    Aspetto comunque con interesse che tu ci faccia partecipi dei tuoi esercizi per avvicinare i bambini allo scacco e allo scacco matto.

    2. Pessimo, invece, che le partite siano assegnate ai punti. Si fa(ceva) anche nei tornei informali scolastici del vicentino, ma mi sono sempre rifiutato di assegnare partite così. Quando sono stato costretto, ho sempre fatto fare qualche mossa ai due giocatori per vedere se sapevano vincere, altrimenti assegnavo patta, al di là degli equilibri materiali.

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