• scacchi012

    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
    Il blog è aperto ai contributi dei ragazzi e dei loro genitori e agli interventi di altri istruttori e insegnanti.

    Per domande, interventi o collaborazioni ci potete contattare ai seguenti indirizzi di posta elettronica:


    Stefano Tescaro stefano.tescaro@gmail.com
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    Ne abbiamo scritto in un articolo su scacchi012.

    I premiati degli anni scorsi:
    - 2008
    - 2009
    .

  • Il nuovo libro di Alex!

    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Consigli a chi vuole insegnare gli scacchi ai bambini piccoli.

bimbo.jpgIn risposta all’articolo che ho scritto su come ho insegnato a giocare a scacchi a mia figlia Juliane (clicca qui per leggerlo), il lettore Sergio mi ha chiesto come avvicinare agli scacchi suo figlio di 4 anni.

 

Riporto la richiesta di Sergio:

 

Gradirei alcuni consigli per iniziare ad insegnare gli scacchi a mio figlio. Ha 4 anni e vorrei che iniziasse ad avvicinarsi a questo splendido gioco.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa innanzitutto del fatto di non usare scacchiere tradizionali, ma magari con i pezzi fatti a forma di pupazzetti o personaggi a lui noti, o se invece conviene partire direttamente con i pezzi classici.
Inoltre, vorrei sapere quale libro posso acquistare per imparare io stesso le tecniche di insegnamento che devo utilizzare.

Siccome penso che la cosa possa interessare anche tanti altri lettori, riporto qui la risposta a Sergio.

1. Per prima cosa abitualo a pezzi e scacchiera.
Il bambino è molto giovane, troppo per qualcosa di più di un avvicinamento alla scacchiera e ai pezzi. Ci vuole molta pazienza.
Non prenderei pupazzetti vari o altre cose perché egli sarà affascinato proprio dai pezzi degli scacchi. Per il momento consiglierei di mettergli davanti la scacchiera con i pezzi come se fosse un gioco qualsiasi e non tenterei nemmeno lontanamente di spiegarli come si muovono i pezzi. Non fa differenza se gira con le automobiline sulla scacchiera e se magari ci fa salire sopra i pedoni e li porta a spasso, gioca con lui come e quando vuole lui. Da due a cinque anni se vuoi insegnarli i movimenti è più facile che si spaventi, dato che non riesce a seguirti. Se vuole giocare a soldatini o alla fattoria sulla scacchiera assecondalo e partecipa (può farlo, con altrettanta efficacia, anche la tua compagna).

2. Gioca con lui a terra.
Quando giochi con lui se possibile gioca per terra!! e quando sei tu a muovere i pezzi in giro, muovili come si devono muovere secondo regolamento ma senza dirglielo o cercare di farglielo capire, sarà lui ad imparare piano piano osservandoti. Poi, incuriosito, ti chiederà il motivo delle tue mosse.
Muovi poco il Cavallo e non muovere il Re, lascialo da qualche parte.

3. Usa come aggancio quello che il bambino sa e che gli piace.
Tu conosci sicuramente le preferenze del tuo ragazzo, cerca di sfruttare le sue preferenze nel proporgli gli scacchi. Se andate a passeggiare, osserva se vedi qualcosa di simile alla scacchiera per terra nei parchi , tracciane una sulla sabbia, fai il movimento di un pezzo sulle mattonelle in piazza; vedi tu cosa ti viene in mente quando siete fuori casa. Nei boschi, se ne frequentate, ci sono tanti materiali adatti a simboleggiare i pezzi e la scacchiera. Si tratta per lo più di trovare collegamenti fra scacchi e vita quotidiana del bambino.

4. Cerca di conquistarlo, ma non forzarlo mai.
Inoltre se il ragazzo può lasciare in giro per la casa i suoi giocattoli, lascia in giro anche la scacchiera con i pezzi (dovrai cercare solo di mantenerli insieme); tratta gli scacchi come qualsiasi altro gioco che lui ha. Mai dire “Concentrati!”, “Pensa!”, “Rifletti!”. Non serve assolutamente a niente. Gli scacchi devono intrufolarsi: se arriva a pensare che tu voglia a tutti i costi insegnargli a giocare a scacchi, puoi stare certo che non imparerà.

5. Usa scacchi di grandi dimensioni
La scacchiera e i pezzi prendili, se puoi, in legno, perché trasmettono calore, ma puoi prendere anche quelli in plastica. Assai più importante è la dimensione: prendi i pezzi più grandi che trovi, da tavolo, ovviamente, non da giardino. Quelli in legno mi sembra di ricordare si trovano in misure più grandi di quelle da torneo.

L’unica cosa che importa al momento è che prenda confidenza con la scacchiera e i pezzi. Poi quando si è sbizzarrito con gli scacchi a modo suo (difficile dire quando, probabilmente dopo 6 a 18 mesi, ma dipende dal ragazzo) inizia il gioco del trovare la casa preferita di ogni singolo pezzo, ovviamente la posizione iniziale. Fallo con un pezzo per volta, senza fretta, deciderà lui quando smettere il “gioco”. Magari potrai giocare a trovare la casa per il pezzo, usando la metafora del letto su cui il pezzo va  a dormire.
Ma ricordati sempre che la prima regola è la pazienza.
Ci sono, infatti, alcune capacità che servono per gli scacchi che ancora non possiede a causa della giovanissima età. Se tu gli dici qualche cosa e vedi che dopo un po’ guarda a destra e guarda a sinistra oppure ti guarda in viso o guarda in alto, puoi stare sicuro che è troppo per lui e li bisogna smettere o cambiare discorso.

6. Se può  smettere quando vuole, vorrà giocare più spesso
Se può smettere quando vuole, verrà più spesso a chiederti di giocare o imparare. Non dimenticare che per lui, anche quando avrà cinque o sei anni, gli scacchi sono difficilissimi e vanno somministrati in piccole dosi.

Poi quando saprà dove sono posizionati i pezzi si può spiegare come preferisce muoversi un pezzo; ma sempre un pezzo alla volta e devi inventarti un gioco con il movimento giusto. Magari prima di mostrargli come preferisce muoversi un pezzo gli racconti una storiella sul pezzo. Un esempio per ogni pezzo lo trovi nel mio manuale per istruttori. Usala come ispirazione, e adattala alle tue esigenze.
Quando ti dirà che adesso il Re se ne va a nanna o cose simili, assecondalo. Ancora non ha importanza che muova tutti pezzi correttamente, segui il tuo istinto anche se sembra ci sia una regressione nel gioco del ragazzo (ormai avrà 5 fino a 6 anni) non preoccuparti è normale. Le fasi di buon gioco si alternano con gioco pessimo, è un’altalena naturale.

7. La velocità di apprendimento non conta
Non preoccuparti della velocità, non essere impaziente, eviterai un sacco di problemi. 
Non ha importanza per il suo sviluppo personale se gioca bene a 5,6,7,8 o 9 anni , l’importante è che si diverta e che gli piaccia giocare.

8. Giocate a scacchi in famiglia, se potete.
Positivo sarebbe se si giocasse a scacchi anche in famiglia: la motivazione di fare quello che fate voi lo avvicina di più agli scacchi.
Ma ricorda, niente costrizioni, aspetta che sia lui a venire da te. Se ti metti a giocare per conto tuo, probabilmente vorrà partecipare🙂.

Questi sono solo suggerimenti, non verità assolute bisogna sempre considerare come reagisce il ragazzo. Le femmine sono diverse quindi vedi un po’ come va e reagisci di conseguenza. E fammi (facci) sapere come va.

Se vuoi sapere come insegnare gli scacchi ai bambini posso consigliarti i miei libri “Manuale per istruttori” e “Giocare a Scacchi vol. 1” delle Edizioni Ediscere (vedi anteprime sul sito) poiché il primo spiega come usare il secondo. Ma non usarlo adesso, i libri sono pensati per ragazzi dagli 8 – 9 anni in su accompagnati da un istruttore o insegnante. Non c’è, per quello che ne so, in italiano un testo per bambini cosi piccoli. C’è qualcosa in tedesco (per l’asilo) ma in italiano non ho visto ancora niente. (magari in inglese qualcosa si trova). Comunque sono contrario all’insegnamento in gruppo ai piccolissimi, le differenze fra soggetto e soggetto sono troppo grandi.

8 Risposte

  1. Se vuoi sapere come insegnare gli scacchi ai bambini posso consigliarti i miei libri “Manuale per istruttori” e “Giocare a Scacchi vol. 1” delle Edizioni Ediscere (vedi anteprime sul sito).

    NON TROVA IL LINK DEL SITO

  2. Mio figlio, di 4 anni pure lui, mi chiede con insistenza in questi giorni di giocare ed io lo assecondo. Conosce come sistemarei pezzi sulla scacchiera e come si muovono , sarebbe utile, o anche più motivante, piuttosto che fare una intera partita, fargli dare qualche Matto? Dove posso trovare degli esercizi semplicissimi?

    • Anche la mia bimba di 4 anni ogni tanto gioca volentieri a scacchi… non ha molta “autonomia” gioca per 10minuti poi si stufa.
      Però abbiamo cominciato a giochicchiare quando era molto piccola… abbiamo cominciato proprio dal capire che si muove uno per volta🙂 ora siamo arrivati a capire un pò il concetto di pezzi difesi e pezzi che minacciano…. muove tutti i pezzi abbastanza correttamente, non ha ben chiaro cos’è lo scacco. Ma ieri dopo una partita veloce in cui ho cercato di cambiare tutti i pezzi per semplificare al massimo, mi ha dato (ovviamente su suggerimento) scacco matto con la torre nera in e1 al re bianco in g1 intrappolato dietro i propri pedoni.
      E’ stata molto felice della novità… voleva giocare ancora! Per attirare il suo interesse ho preferito dirle che non avremmo fatto un’altra partita subito, ma di aspettare il giorno seguente…. chissà se oggi si ricorda e mi chiede di giocare ancora.
      Adesso vorrei comprare una bella scacchiera in legno, perché stiamo giocando con la scacchiera da torneo di “cartoncino” e pezzi di plastica… ma soprattutto mi piacerebbe conoscere se esiste un metodo per appassionare di più i bimbi, degli esercizi piacevoli e specifici per i piccolissimi, sapete darmi qualche indicazione?

      • Ti consiglio di non tentare niente di più di quanto non chieda tua figlia.
        Se tua figlia ti chiede di giocare ancora accontentala e non credere di aumentare il suo interesse se non la ascolti. Ti dice di voler giocare? allora falla giocare moolto meglio se vince lei. Il piccolo aiuto non viene percepito come aiuto. Ascolta attentamente quello che ti dice e assecondala, non importa se a volte non segue le regole con precisione. Parlo per esperienza personale. Mia figlia ha iniziato a giocare secondo le regole a 5 anni. Avevo la scacchiera in legno , la più grande che c’era, Mettevo posizioni semplici di matto in uno, non diagrammi sul libro, e questo per circa 30 – 50 min. al giorno, non ogni giorno però. Quando mi sembrava stanca smettevo ma a dieci anni mi ha detto che spesso avrebbe voluto continuare… Per questo ascolta bene i desideri di tua figlia e non fidarti di “metodi”per appassionare i bambini!!! Mossa dubbia? Potresti ottenere l’effetto opposto. portapazienza è ancora presto.
        Ripeto seguila quando vuole giocare e non forzare niente. Magari più tardi potrai iniziare a mettere posizioni di matto in uno con lo stessso tema in modo che riconosca il matto piì facilmente. Anche se dai una mano all’inizio a trovarlo il matto probabilmente riuscirà sempre pi<ú spesso a trovarli da sola. E mi raccomando di non esagerare con le difficoltà.
        cordiali saluti
        Alex

  3. Io e mia moglie abbiamo scoperto da poco un programma pensato specificamente per bambini. A me piace giocare, ma non sapevo come insegnare le regole a mio figlio in modo semplice e comprensibile. Sottraendo tempo a giochi meno intelligenti, abbiamo notato che sta imparando poco alla volta, attraverso le spiegazioni di gatto Vittorio, la funzione dei vari pezzi e le regole. Alla fine dovrebbe poter giocare online con altri bambini e disputare piccole partite. Speriamo si appassioni e che io possa avere un degno avversario!🙂

  4. Si chiama Europe Chess Promotion. Sul sito c’è un video che spiega come funziona. Stamattina, tra l’altro, ho trovato questo video sul sito di Susan Polgar. Condivido perché mi è piaciuto molto: https://www.youtube.com/watch?v=4emYaDbaJ8w

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