• scacchi012

    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
    Il blog è aperto ai contributi dei ragazzi e dei loro genitori e agli interventi di altri istruttori e insegnanti.

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    Stefano Tescaro stefano.tescaro@gmail.com
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    Ne abbiamo scritto in un articolo su scacchi012.

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    - 2008
    - 2009
    .

  • Il nuovo libro di Alex!

    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Quattro anni per pensare meglio. 22. Due gruppi a confronto

Gioco in classeSvolgiamo gli esercizi rimasti in sospeso nell’ultima lezione e scopro che alcuni li hanno gia risolti a casa. Dopo un controllo li lascio giocare. Dopo circa 10 minuti anche gli altri hanno finito gli esercizi e si mettono a giocare.
Nelle ultime lezioni ho notato che questa classe è leggermente più attenta e concentrata nel gioco dell’altra classe e in misura superiore e non spiegabile a fondo con le differenze che scaturiscono dalla diversa composizione dei ragazzi in classe. Sfrutto perciò il fatto che la loro attenzione adesso è fortemente concentrata sul gioco per “interrogare” la maestra. E questa mi rivela che nella classe lo scatolone con le scacchiere è sempre presente in aula, perché anche quando rimane nell’altra classe dove faccio corso, pensa lei a recuperarlo. La stessa maestra permette ai ragazzi di giocare a scacchi in ogni occasione, dato che oramai giocano in silenzio e non disturbano gli altri che magari hanno ancora da finire qualche lavoretto. Inoltre una scacchiera, magari con una posizione interessante da finire, può rimanere su un banco e restare lì fino a quando non c’è la pausa o un’altra occasione per riprendere la partita.

Si potrebbe presumere che la differenza nasca dalla maggiore pratica della prima classe, ma non tutti i bambini di quella classe giocano di più, perché i più lenti nel gruppo giocano meno, dato che devono finire prima il lavoro scolastico per poter giocare. Consideriamo però anche che a volte rimangono 10-15 minuti prima della fine della scuola e li giocano poi tutti insieme.
Credo che la differenza fra le due classi dipenda prevalentemente dalla maggiore o minore importanza data agli scacchi. Nella prima classe gli scacchi occupano una parte regolare nella vita scolastica, sono una presenza quotidiana che quasi si fonde con le normali lezioni. Gli scacchi non sono più solamente un gioco da farsi una volta a settimana, ma parte integrante della scuola. Sono scuola!

Ma mi domando come mai nell’altra classe non sia così.
Indago e scopro che nella seconda classe lo scatolone con le scacchiere di solito non è presente; scopro che di solito i ragazzi hanno bisogno di quasi tutto il tempo per finire i lavori assegnati. Scopro, inoltre, una differenza nella composizione del corpo insegnanti, che credo abbia anche una certa influenza. Nella prima classe ci sono due insegnanti principali e hanno a disposizione alcune ore in più per insegnante e riescono a gestire la cosa più semplicemente o efficacemente se vogliamo. Nella seconda, invece, gli insegnanti sono tre, due fissi e una part-time. Lo svantaggio è che le ore a disposizione per le maestre fisse diminuiscono e trovare spazio per gli scacchi diventa più difficile, anche se non impossibile.
Io credo che sul rendimento scacchistico (e scolastico) influisca negativamente, anche se di poco, il maggior numero di insegnanti. I bambini in questa età preferiscono meno insegnanti, dato che è per loro più facile gestirne uno (ideale) che tre. Più sono più difficoltà hanno. Ovviamente questa è una mia opinione personale.
Scopro infine che quando le classi si cimentano in progetti che coinvolgono, dentro scuola, sia bambini che genitori, che i genitori della prima classe sono leggermente più disciplinati e collaborativi dei genitori della seconda classe. Sembra confermarsi la tesi che i figli sono il prodotto dei genitori e in linea di massima si comportano similarmente. C’è la possibilità che anche questo fatto influisca in parte sull’attenzione e concentrazione diversa delle due classi, oltre a, naturalmente, gli scacchi!!

Per le prossime tre lezioni sono previste prove tecniche per il torneo finale, con le due classi insieme; ancora qualche esercizio di matto e il torneo finale, sabato 7 giugno. Contemporaneamente si faranno i test di valutazione per capire quali risultati sono stati raggiunti grazie agli scacchi scolastici.

E dopo, tutti in ferie!

3 Risposte

  1. Ciao Stefano,
    sto preparando degli articoli per Scacchitalia, sulla tematica Scacchi/Disabili, eventualmente hai notizie di corsi,tornei, iniziative e programmi su questo tema, puoi tranquillamente contattarmi.
    Grazie di tutto!!!

  2. Somehow i missed the point. Probably lost in translation🙂 Anyway … nice blog to visit.

    cheers, Isotherm.

  3. Thank you

    Stefano

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