• scacchi012

    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    Ne abbiamo scritto in un articolo su scacchi012.

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    - 2008
    - 2009
    .

  • Il nuovo libro di Alex!

    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Tempo al tempo. Una questione di punti di vista

Per vedere il sistema di lavoro dei ragazzi uso gli esercizi 1 e 2 del mio Manuale per gli insegnanti. Si tratta di finire e colorare una scacchiera vuota. Su un centinaio di ragazzi il 20% inizia a colorare le diagonali, mentre il restante gruppo si suddivide in uguale misura fra quelli che partono con le colonne e quelli che partono dalle traverse. Annoto se partono da sotto o da sopra anche se non so ancora cosa farmene, ma non si sa mai forse scopro un senso in futuro.

Nell’ultima classe c’era un ragazzo indiano che colorava le case a caso, senza alcun sistema apparente. Per esempio iniziava in c5, poi in f2, in a4, e cosi via. Senza un sistema logico il lavoro riflessivo aumenta e di conseguenza anche la possibilità di sbagliare. Ora questa mancanza di sistema per me è l’espressione del suo modo di vedere e spiegare il mondo in base alle sue particolari esigenze. La mancanza di “sistema” rende le cose che fa più movimentate; c’è più movimento, c’è più caos. Caos che precede di norma un salto nello sviluppo dei ragazzi. In quel momento ho pensato di avere in questo ragazzo, molto individualista, un buon giocatore di scacchi.
Il ragazzo è entrato a far parte di una classe appena quest’anno e il livello della classe (che è una classe modello) è molto alto.

Poco tempo dopo l’insegnante mi fa notare la mancanza di sistema logico del ragazzo in questione e si dimostra preoccupato per questo fatto. Per l’insegnante la situazione rappresenta piuttosto un problema, sia per sè che per il ragazzo. La velocità di esecuzione del bambino diminuisce, e cosi anche il seguire le indicazioni diventa problematico, vista la sua incomprensione del sistema scolastico, e il ragazzo rimane indietro (almeno cosi sembra).

Abbiamo due punti di vista opposti ma non necessariamente uno dei due sbagliato, solamente modi diversi di vedere le cose.

Se il ragazzo non riceve troppi feedback negativi, con molta probabilità egli manterrà il suo sistema individuale e si arrangerà alla mancanza di sistema logico. È molto difficile, con l’aumentare dell’età, cambiare modi di pensare basilari, che fanno parte del suo modo di vedere il mondo.

Se i feedback sono molto negativi, probabilmente cambierà il suo sistema o nel peggiore dei casi non farà più niente.

A scuola raramente si tiene conto dei diversi sistemi di pensiero e di azione dei ragazzi e della necessità di più tempo per riflettere che accomuna buona parte di loro. Tra parentesi il sistema scolastico è congengnato in modo tale che rende praticamente impossibile tener conto dei diversi sistemi di pensiero.

La nostra società gratifica la velocità e il rendimento visibile, soprattutto nella scuola.

Ora se dovessimo andare a Roma potremmo prendere l’aereo (il modo più veloce), viaggiare in macchina, prendere il treno oppure andare a piedi.
Se prendo l’aereo ci metto un paio d’ore e poi posso dedicare il tempo guadagnato a cose “più importanti”.
Se vado a piedi ci metto un paio di mesi, però tocco con mano i paesaggi che attraverso, parlo con le persone che incontro, vedo le diversità nella cultura delle regioni che attraverso e ricevo un sacco di impressioni e stimoli di vita reale, grazie ai quali posso crescere personalmente.
Chi decide cosa sia più importante tra la velocità (tante cose nuove “più importanti”) o l’esperienza personale (tante cose nuove “più importanti”)?

A cosa mi serve relazionarmi sempre con cose nuove, se non ho il tempo di rifletterci sopra che già all’orizzonte si profila un’altra novità? Magari una via di mezzo? Daremo un po’ di tempo ai ragazzi?

foto: Phitar/Flickr

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