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    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    .

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    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

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    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Gli scacchi come il nuoto. Una scommessa da vincere.

Questo articolo è stato scritto da Alessandro Dominici.

 

scacchi in piscina (foto di Domingo Sandoval / Flickr)Ho iniziato a insegnare nelle scuole della provincia di Cuneo nel 2002, grazie ad un progetto provinciale che fu finanziato dalla Regione Piemonte e da diverse Fondazioni bancarie.

Mi sono subito reso conto dell’entusiasmo che scaturiva dai ragazzi verso il gioco; probabilmente non ci avrei scommesso su, se me lo avessero chiesto prima…

Ora mi accorgo che la scommessa l’ho fatta ugualmente. Infatti da allora continuo ad insegnare e ad occuparmi di scacchi nelle scuole, a tempo pieno.

Istruttore di scacchi professionista.
La scommessa che ho fatto, che ad oggi non so ancora se è vinta o persa, è quella di fare l’Istruttore di scacchi professionista.
Non so ancora come andrà a finire perché “si naviga a vista”, perché ogni anno non sai cosa succederà l’anno successivo e non so mai , ripeto mai, se l’anno in corso sia l’ultimo per quanto riguarda “scacchi a scuola” oppure il prossimo anno si potrà continuare.
La cosa non mi preoccupa più di tanto, credo che faccia parte della scommessa. Anzi l’indeterminazione è una componente stimolante, non  ti lascia mai il tempo di pensare inutilmente, e soprattutto fa di me un ottimo procacciatore di corsi e di fondi, di attività e proposte che siano legate all’utilizzo del gioco degli scacchi come strumento pedagogico.

Ma non può funzionare a lungo.

Dare continuità al professionismo
Credo che il ruolo dell’Istruttore di scacchi, riferendomi soprattutto agli “scacchi a scuola”, sia di utilità verso la società, verso i bambini e gli adulti (anche i genitori sono coinvolti) e credo che un Istruttore dovrebbe proprio poter fare il suo lavoro con continuità e apprezzamento.
L’apprezzamento c’è già, ed è notevole e dichiarato da parte di tutti, anche se penso, parlo per me, sia più un merito degli scacchi che mio; la continuità invece non esiste ancora.
Ma forse chi potrebbe fare non fa abbastanza, forse non lo sa nemmeno che cosa si può fare con gli scacchi, nelle scuole intendo, senza dubbio è così!

L’esempio che ci viene dal nuoto
Vi ricordate all’inizio degli anni 70 che cosa è successo in Italia con il nuoto?
Hanno iniziato a costruire le piscine, hanno creato lo slogan “Il Nuoto è salute” e via! Partiti!
Bellissimo!
Chi ha costruito le piscine?
I Comuni, le Regioni, le Fondazioni bancarie, i privati, lo Stato!
Hanno fatto benissimo, credo proprio che il nuoto sia salute e credo che tutto questo abbia contribuito a migliorare la nostra società.

L’acqua piace ai bambini lo sapete? Quasi a tutti. Ma direi proprio che sia bello sguazzare in qua e in là, senza per questo dover diventare dei campioni di nuoto. È bello imparare a galleggiare, a tuffarsi, è bello ancora di più riuscire a fare una vasca intera senza fermarsi.
Sapete quanti sapevano nuotare all’inizio degli anni settanta? Non è una questione di numeri, ma immagino che la crescita sia stata esponenziale, in 30 anni.

Per i bambini gli scacchi sono come l’acqua.
Per i bambini gli scacchi sono come l’acqua. È bello starci, è bello sguazzare in su e in giù, è bello imparare a dare matto.
È salute anche se non si giocherà per diventare dei campioni, o no?
Ma chi lo sa?
Quanti di quelli che potrebbero fare lo sanno che è così? Chi del Ministero dell’Istruzione è informato dei risultati delle numerosissime ricerche scientifiche che sono state fatte con gli scacchi e soprattutto dei risultati significativi che hanno fornito?

Quanti Comuni che pagano il pulmino alle scuole per portare i ragazzi in piscina,  contribuiscono anche ai corsi di scacchi nelle scuole? Temo non molti.

Istruttori è tempo di muoversi!
Credo sia compito nostro, da Istruttori, metterci in campo, fare luce su ciò che stiamo facendo, fornire i dati del nostro lavoro e soprattutto incontrarci fra noi.
Non solo per arricchirci vicendevolmente sulla didattica, che è già una gran cosa, ma per capire quello che possiamo fare per creare una realtà incontrovertibile, di solida esistenza della nostra professione e collocazione nella società.

Dobbiamo farlo da noi, perché non ci sarà nessuno a farlo per noi.
Ci sono potenzialità enormi nel nostro lavoro, che non sono ancora state espresse e da molti di voi, credo, nemmeno immaginate.

Gli scacchi, un gioco per crescere.
Tra un mese avremo un’occasione unica, da cogliere tempestivamente. Il Convegno Gli scacchi: un gioco per crescere, che si svolgerà a Torino dal 25 al 27 febbraio 2009, ci fornirà l’occasione di incontrarci tutti, di conoscere le altre realtà di diffusione scacchistica a livello scolastico nel mondo, di imparare come sia stato possibile creare la figura dell’istruttore di scacchi professionale in altri paesi.

Vi saranno molte possibilità di arricchimento in quanto il convegno sarà incentrato sulle modalità dell’insegnamento scacchistico in ambito scolastico e sulle potenzialità dell’insegnamento scacchistico nello sviluppo delle competenze cognitive e della personalità degli alunni.

È rivolto al mondo della scuola, quindi saranno presenti moltissimi insegnanti, dirigenti scolastici, nonché rappresentanti del Ministero dell’Istruzione.
Venite per favore, fatevi vedere.

 

Alessandro Dominici

L’autore

Alessandro Dominici è istruttore giovanile qualificato.  Coordina i corsi di scacchi nelle scuole in Piemonte.

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