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    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    - 2008
    - 2009
    .

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    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

La vita è tutta un quiz

Angelo Cillo (da win.scacchisticatorinese.it)Passaggio dalle lezioni ai quiz
Nelle ultime settimane ho cambiato impostazione alle mie lezioni alla Scuola di scacchi del Circolo Palladio.
Ho eliminato la parte descrittiva, di pura spiegazione, e ho introdotto i quiz.

I motivi per cambiare
Le ragioni sono molteplici. Da una parte dovevo recuperare l’attenzione di qualcuno dei miei allievi, dall’altra volevo evitare la competizione per rispondere alle mie domande e la conseguente sovrapposizione delle voci, quando non delle mani per muovere i pezzi sulle scacchiere. C’era inoltre l’esigenza di avere un riscontro più immediato della comprensione di ognuno, visto che a 11 anni scarsi questi bambini ultraimpegnati faticano a fare esercizi a casa.
A questo si è aggiunto un periodo piuttosto affannoso e sovraccarico di impegni anche per me, che ha ridotto il tempo per preparare le lezioni. Perciò ho cominciato a preparare schede con posizioni da risolvere (qui l’articolo su come fare).

Le fonti
Ho tratto le posizioni dai seguenti libri:
– serie Chess School di Convekta, n. 1B, di S. Ivashchenko, e n. 4, di Guliev, che contengono rispettivamente posizioni tattiche e finali;
Looking for Trouble, di Dan Heisman, molto interessante perché parte dall’analisi delle minacce.
Ovviamente ho introdotto anche posizioni tattiche prese altrove, o posizioni aggiustate per renderle più didattiche o più facili, come quella che riporto verso la fine di questo articolo.

I contenuti dei quiz
I quiz hanno una componente tattica prevalente. Alcune schede sono state strutturate per favorire il  riconoscimento di schemi tattici. Qualche posizione, invece, è stata scelta perché richiede il calcolo preciso delle mosse.
Molte posizioni proposte hanno riguardato i finali, sia con posizioni teoriche o didattiche, sia con posizioni a contenuto tattico.

Funziona? pare proprio di sì!
Dopo alcune settimane di sperimentazione devo dirmi soddisfatto del cambiamento. I bambini sono impegnati e quindi più tranquilli e inoltre si ritrovano più volte ad affrontare temi visti in passato nelle lezioni, soprattutto per ciò che riguarda i finali.
La discussione delle soluzioni permette di richiamare i concetti teorici e di agganciarli a situazioni pratiche, e la risoluzione o la discussione di posizioni standard ne favorisce l’assimilazione.
L’attenzione è migliorata, e non perdona le imprecisioni dell’istruttore! Quando i miei allievi si sono trovati di fronte a questa posizione riarrangiata 

La posizione "improbabile"

ne hanno rilevato subito l’improbabilità. Infatti il Bianco ha perso il pedone f, ma in questa posizione è difficile immaginare una sequenza sensata di mosse che possa aver portato alla cattura da parte del Nero senza alcuna conseguenza o scambio.
E in effetti la posizione  vera era priva dei pedoni e4 e d5, aggiunti per rendere facile la soluzione, ma era troppo complicata da analizzare. Gliel’ho sottoposta un paio di settimane dopo, come esercizio di analisi con possibilità di muovere i pezzi.

Tre schede d’esempio sono pubblicate nella sezione materiali:
Individua la minaccia e reagisci
– Due esercizi di analisi e calcolo
– dodici quiz sui finali.

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