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    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    .

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    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Quattro anni per pensare meglio parte seconda. 6. Sintesi del secondo anno di attività a Brunico.

Alexander WildNella prima parte dell’anno abbiamo imparato qualcosa sull’attacco e difesa, qualche esercizio sulla visualizzazione e memoria, e l’inchiodatura con matti relativi. Nella seconda parte abbiamo riproposto le inchiodature, una ripetizione sull’arrocco, lo scacco di scoperta e lo scacco doppio con gli esercizi di matto relativi, qualche esercizio “trova la minaccia”, qualche “labirinto” (tanti pezzi neri e un pezzo bianco che deve dare scacco da sei a sette mosse), un breve accenno al finale di Re contro Re e pedone e la difesa dal matto (dal mio libro “I Matti”) con relativi esercizi. Le ore di attività sono state 28 per ciascuna classe.

Come previsto, i problemi dei bambini di fronte al tema delle inchiodature (di cui ho parlato qualche tempo fa in altro post) non si sono presentati con i successivi argomenti, e questo mi porta a riflettere se non sia il caso di posticipare le lezioni sulle inchiodature anche se mi stravolgono il programma.

Come ho già accennato le lezioni sullo scacco di scoperta e scacco doppio non hanno creato nessun tipo di difficoltà. Qualche insicurezza è ancora presente nel risolvere gli esercizi di matto con lo scacco doppio, ma in linea di massima la maggior parte li risolve correttamente.

L’arrocco è stato recepito in maniera corretta, ma a parte qualche eccezione non è usato, e io non insisto con loro perché arrocchino. Forse l’anno prossimo spiegherò qualche concetto sulla strategia dell’apertura includendo nuovamente l’arrocco, ma non ho ancora deciso al riguardo, perché inizialmente prevedevo di iniziare con gli elementi di strategia solo in quinta classe, al quarto anno di corso.

Per le difese dal matto abbiamo usato la scacchiera a coppie e ho dettato le posizioni e poi abbiamo analizzato insieme. La classe più tranquilla ha reagito molto bene mentre la classe più esuberante un po’ meno bene, ma comunque a un buon livello di lavoro comune.
Non hanno ancora risolto gli esercizi sulle difese dal matto nel libro, perché siamo ancora in fase di studio con posizioni dettate sulla scacchiera; continueremo con gli esercizi l’anno prossimo.

Gli alunni troppo bravi possono essere un problema
Quando in classe manca Stefano – il bambino con il padre forte scacchista – i ragazzi sono leggermente più concentrati, attenti e si divertono di più ad analizzare le posizioni. È in questo lavoro di analisi che l’avere un ragazzo che la sa più lunga degli altri a rivelarsi un leggero svantaggio, che nell’altra classe non c’è. Dare a Stefano degli esercizi più impegnativi, mentre faccio lezione alla classe, gli va bene una volta si e due no.

Comunque ho sempre pronti un paio di esercizi per lui nel caso me li chieda, ma spesso non ne vuol sapere. È comprensibile che preferisca lavorare insieme al gruppo che da solo, ma anche perché è sempre il primo a trovare la soluzione e non posso mica farlo aspettare sempre. Cosi mi velocizza la lezione creando però qualche problema ai più lenti, che non trovano il tempo per entrare nella posizione.

Quando si è presentata un’occasione ho inserito, nella lezione, un accenno al finale di Re contro Re e pedone, giusto affinché l’avessero visto una volta. I finali non siamo riusciti a trattarli e saranno recuperati nel programma in quarta classe. Il resto del tempo lo abbiamo passato a giocare e osservare. Il tandem lo giocano più di rado dopo il calo del primo entusiasmo.

Il test finale pare buono
Abbiamo fatto il test finale sulla concentrazione e attenzione sulla base del test che abbiamo già presentato lo scorso anno e contrariamente alle aspettative del responsabile sembra abbiano aumentato ulteriormente la performance, ma aspettiamo ancora i risultati definitivi.
Fra qualche mese dovrei avere il rapporto di valutazione ufficiale.

Gli scacchi scolastici si diffondono
È progettato di inserire nel programma anche le nuove seconde classi per l’anno prossimo. Avremo in questa scuola tutte le seconde, le terze e le quarte che avranno lezioni di scacchi. Considerando che sono le insegnanti a decidere se partecipare o no mi sembra un’ottima posizione per gli scacchi scolastici. Anche considerando il fatto che ormai è sempre la stessa insegnante (per la sua classe) che segue gli scacchi, migliorando la qualità del progetto.
Nelle nuove classi c’è stato qualche problemino: 28 ore in meno per finire il programma di matematica quest’anno hanno pesato nelle attività scolastiche.  Ritengo che sia una questione di organizzazione e che soluzioni si possano trovare senza troppi problemi.

Quattro scuole su cinque vogliono ampliare il programma scacchistico alle nuove seconde classi  per il prossimo anno. Nella quinta ci sono stati problemi interni che hanno pregiudicato il progetto anche per la seconde attuali che ne avrebbero veramente bisogno (le mie tre classi da incubo). Ne dovrò discutere con il preside.

L’ufficio per il finanziamento scolastico ha confermato l’intenzione di finanziare i progetti partiti quest’anno e per gli ampliamenti alle nuove classi rimane ancora in sospeso. Staremo a vedere come va a finire; nel frattempo mi do da fare per trovare qualche finanziamento alternativo, meno burocratico😉. 

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