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    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    .

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    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

L’arrocco spiegato ai bambini di quarta elementare.

Nel suo ultimo articolo, Alexander Wild, parlando del suo secondo anno di corso a Brunico, con i bambini di terza elementare, ha scritto:

L’arrocco è stato recepito in maniera corretta, ma a parte qualche eccezione non è usato, e io non insisto con loro perché arrocchino. Forse l’anno prossimo spiegherò qualche concetto sulla strategia dell’apertura includendo nuovamente l’arrocco, ma non ho ancora deciso al riguardo, perché inizialmente prevedevo di iniziare con gli elementi di strategia solo in quinta classe, al quarto anno di corso.

Alessandro Pompa è convinto che in quarta elementare si possa parlare dell’arrocco ai bambini in chiave strategica. Vediamo come.
Da libro “I Bambini e gli Scacchi“, di A. Pompa, R. Miletto, M.R. Fucci, F. Morrone, pp. 113-114:

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L’Arrocco va considerato come una vera chiave strategica del re dei giochi: perciò tendiamo a proporlo, dalla media latenza [8-9 anni, NdR], al temine della trattazione dei temi tattici e strategici del medio gioco. E questa ci pare una buona sede per fornire al lettore una esposizione breve in proposito.

Un’importante acquisizione, che costituisce prerequisito per l’Arrocco, è l’idea dello “sviluppo dei pezzi”. Un lavoro che va ben calibrato nel gruppo. Si può partire dalla realistica concretezza del qui ed ora, come nell’esempio che segue tratto da un’esperienza in una quarta classe.

A. [indica Alessandro Pompa, NdR] si appoggia alla parete della classe, spalle al muro, e dando piccoli colpi alla parete con i gomiti e i talloni, con un’aria un po’ di costrizione:

Ma se sto qui al bordo della stanza, posso muovermi in tutte le direzioni?

Poi A. passa al centro della stanza, muove le braccia con circolarità e lo sguardo va compiaciuto in tutte le direzioni:

E qui, adesso, secondo voi, va meglio o peggio?

Per poi passare alla scacchiera murale:

Guardate questo Cavallo bianco nella sua stalla in g1 …anche lui ha le spalle al muro, eh?
Vogliamo farlo galoppare in mezzo alla prateria?
Allora, su ditemi dove lo mettiamo per farlo stare meglio, più libero di muoversi da tutte le parti …indicatemi le case…

E i bambini propongono. A.:

Bene… e in g1 quante case controllava? E quante sono le case partendo da e2? È meglio o peggio?

e così via. Passando poi allo sviluppo degli altri pezzi. Per capire che il centro offre al riguardo sempre di più. Se i Cavalli saltano, per altri pezzi, a cominciare dagli Alfieri, ci sono “porte” che devono essere aperte, costituite da Pedoni:

Se il centro è come una bella torta, per arrivarci dobbiamo aprire la porta dei Pedoni!
E nelle case a1 e h1, dove ci sono le Torri del Bianco, quali sono le porte?

Antonio (9,4 anni):
I Pedoni che stanno davanti! Oppure possono passare dove ha già mosso i pezzi… ma c’è ‘sto Re de mezzo…

A.: Hai ragione! Il Re impiccia, eh? Possiamo farlo diventare un “impiccione viaggiatore”! Guardate ora come lo faccio galoppare verso il suo castello… ecco la sua Torre, la sua Rocca… sì, va lì per …arroccarsi!

E così sposta il Re di due passi da e1 a g1, verso la Torre più vicina.

Eleonora (9,2 anni):
Maè… ma… ma il Re fa un passo!

A.: Hai proprio ragione… ma questo è l’Arrocco del Re! Una mossa veramente incredibile! Eccezionale… Non uno ma due balzi verso la sua Torre… che poi vola… Avete mai visto una Torre che vola, voi?

Coro: Nooo!!

A.: Appunto, anche per questo è una mossa eccezionale! Mai vista una cosa del genere, no? Il vecchio Re che corre veloce e la Torre che vola… Ma non finisce qui, eh no… Di solito quanti pezzi muoviamo per volta? Forse trentasette…

(perplessità nei bambini)

o forse uno?

Coro unanime.

A.: Bene e arroccando quanti pezzi abbiamo invece mosso? Sì, proprio così… lasciatemelo dire ‘sto Arrocco è proprio una supermossa!

Introdotto l’Arrocco corto, si può poi proporre quello lungo. Far fare al gruppo paragoni tra i due Arrocchi è solitamente una buona cosa; c’è un volo più corto ed uno più lungo delle due Torri e sono i bambini stessi che, in base al volo fatto, giungono alla denominazione del tipo di Arrocco.

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Alessandro Pompa Alessandro Pompa
Candidato Maestro di scacchi, istruttore FSI di scacchi e Responsabile della Commissione Formazione e Ricerca della Lega Scacchi UISP.
È stato campione italiano di scacchi “under 20”.
Insegna nella scuola d’infanzia.

 

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