• scacchi012

    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
    Il blog è aperto ai contributi dei ragazzi e dei loro genitori e agli interventi di altri istruttori e insegnanti.

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    Ne abbiamo scritto in un articolo su scacchi012.

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    - 2008
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    .

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    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Scacchi a 5 anni.

Ancora prima di finire il corso per insegnanti di scacchi, la maestra Maria Angela Comparotto ha cominciato a sperimentare con i bambini della scuola dell’infanzia Marco Polo di Vicenza un piccolo corso di scacchi.

Ovviamente le attività realizzate hanno tenuto conto dell’età e delle potenzialità dei bambini.

Punto di partenza sono stati i lavori di Alessandro Pompa e l’esperienza realizzata a San Michele, che erano stati presentati nel corso per gli insegnanti di scacchi.

Inventata una storia da cui partire, la maestra Maria Angela ha presentato ai bambini la scacchiera e i personaggi degli scacchi, utilizzando filastrocche adattate o inventate appositamente. I bambini hanno imparato come muovono i pezzi e venerdì 11 giugno 2010 hanno dato un saggio della competenza acquisita a una platea di genitori e qualche nonno.

La storia che ha fatto da sfondo a tutte le attività è semplice ma efficace, anche se talvolta un po’ didascalica:

Nell’antica India, un re vede che i suoi due figli sono in continua competizione, perciò affida loro due parti del suo territorio, e li invita ad abitare in due zone confinanti, con i loro soldati e amici. Stabilisce però che alla sua morte uno solo diventerà Re e per trovare una soluzione che non sia cruenta li invita a simulare uno scontro attraverso il gioco degli scacchi. In tal modo vince chi sa ragionare “meglio”, chi sa trovare migliore strategie di riuscita, chi è più saggio e riflessivo, non chi usa meglio le armi. I vincitore governerà tutto il regno.
Il Regno è disposto a scacchiera: 4 torri a difesa, donne, cavalli, alfieri, pedoni, equamente distribuiti, che indossano abiti che li contraddistinguono e che difendono e proteggono il loro re.
Prima di iniziare la disputa, i due figli, preoccupati, convocano il loro esercito per trovare con esso le strategie per riuscire vittoriosi. Le donne al loro fianco, astute, decidono di andare da una maga che loro conoscono per chiedere quyale può essere la tattica migliore. All’insaputa l’una dell’altra, si rivolgono alla stessa maga, la quale consiglia mosse particolare  e diverse per ogni personaggio, in modo tale da ingannare l’avversario. All’inizio della partita ognuno scopre che i personaggi si muovono allo stesso modo in ambedue i “campi”. I movimenti si succedono a parità di forze.
A questo punto riuscirà vincitore chi sarà più abile nel capire le mosse dell’avversario e saprà prevenirlo.

L’apertura e la chiusura del saggio sono state ritmate dalla Filastrocca degli scacchi di Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari (tratta dall’esperienza della Scuola Materna di San Michele, raccontata in questo blog).

Uno ad uno, a turno, i bambini hanno disposto a terra la scacchiera, mettendo poi cartelli con i numeri a indicare le traverse e a indicare le colonne cartelli con il disegno di un animale e la lettera ad esso associata.

Una volta “montata” la scacchiera, i bambini vi hanno preso posto, schierandosi nella casa di partenza del  pezzo impersonato. Da lì si sono mossi seguendo le indicazioni delle maestre, e hanno risposto correttamente alle domande sulle possibilità di eseguire una cattura quando era il loro turno di muoversi.

Alla fine del saggio i bambini hanno “smontato” la scacchiera recitando la filastrocca degli scacchi.

L’esperimento ha funzionato molto bene. L’esecuzione dei movimenti sulla scacchiera gigante ha fatto imparare le regole degli scacchi ai bambini e alcuni di essi riuscivano a prefigurare la mossa successiva (esempio: un pezzo/bambino si muove e ne cattura un altro; arrivato sulla casa di cattura “vede” che con una ulteriore mossa potrebbe effettuare un’altra cattura). Mica male a 5-6 anni!

3 Risposte

  1. Ci sentiamo molto onorati nell’essere stati presi come spunto per questa iniziativa. Le filastrocche, di apertura, chiusura e di presentazione di ogni pezzo, sono state tutte musicate e non appena abbiamo sistemato tutto il materiale saremo contenti di inviarlo alla maestra Maria Angela.

    Riguardo le dimensioni della scacchiera (25cmx25cm) ci siamo resi conto che la nostra è troppo piccola per occupare su una stessa traversa tutti i bambini, perciò stiamo valutando se prepararne una con case più grandi tenendo conto delle dimensioni della stanza che si ha a disposizione.

    Beatrice

    • Il vostro lavoro è eccezionale e merita una diffusione e una evidenza maggiore di quelle che può dare questo blog (ma aspetto sempre lo spinoso alfiere🙂 )

      Per quanto riguarda la dimensione della scacchiera concordo. Ero al saggio finale un mese fa e i bambini stavano stretti.

      Stefano

  2. ¡Gran trabajo, enhorabuena! Ojalá estas experiencias se repitieran más a menudo…

    Un saludo desde España!

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