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La scacchiera: davvero uno spazio conquistato!

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Per il terzo anno consecutivo si è svolto il laboratorio di attività psicomotoria su scacchiera gigante presso l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Fabriano (AN), (descritto nei precedenti post).

COSTRUZIONE E DISTRUZIONE

Una delle attività preliminari, e basilari, del nostro percorso è la costruzione e “distruzione” della scacchiera, accompagnata dalle relative canzoncine.

Il materiale per la costruzione consiste in 64 quadrati  (25 cm x 25 cm) con una faccia scura e una chiara (double face) da inserire in un perimetro quadrato, delineato da quattro grandi fasce nere in materiale plastico. Tutta la scacchiera viene utilizzata per gli esercizi, comprese le fasce laterali.

Riteniamo quest’attività molto importante sia per lo sviluppo delle abilità sociali che quello cognitivo. I bambini insieme dovranno trovare una strategia per costruire in modo ordinato e corretto la scacchiera. All’inizio vengono lasciati liberi nel ricercare una soluzione, poi sono accompagnati, delicatamente, a trovare il modo per costruirla. Si è, così, osservato come nascano autonomamente dei ruoli: quelli che le distribuiscono, quelli che le posano, quelli che osservano e quelli che correggono.

La settimana scorsa abbiamo assistito ad un evento esilarante: durante la costruzione quattro maschi del gruppo si sono messi seduti, appoggiati al muro, con in mano il mucchietto delle case da disporre mentre le femmine andavano a prenderle e a posizionarle. Che idea  hanno delle donne questi bambini?!

La costruzione della scacchiera con la relativa canzoncina di “apertura” prepara i bambini alla concentrazione richiesta in seguito, durante il racconto della fiaba e l’esecuzione degli esercizi. Alla fine di ogni lezione viene cantata una filastrocca di “chiusura” simmetrica a quella di apertura, che servirà per la fase “distruttiva”.

FILASTROCCA DI APERTURA

Una casa Bianca e una casa Nera,
ecco pronta la nostra scacchiera.

Presto bambini che ci divertiamo
una scacchiera tutti insieme costruiamo
Incontreremo Re Regine e Fanti
nella scacchiera ci stanno tutti quanti!
RIT.
La solida Torre e il bizzarro cavallo
Voglion tutti andare al gran ballo
E il piccolo pedone se in fondo arriverà
in una Regina si trasformerà.
RIT.

FILASTROCCA DI CHIUSURA

Una casa nera e una casa bianca
la nostra scacchiera è proprio stanca.

Ora bambini la scacchiera va a riposare
Tanto abbiam saltato che è stufa di giocare.
Piano pianino le casette riponiamo
nel gran sacco che qui troviamo.
RIT.
Il Re la Regina vanno a dormir
Insieme al cavallo che vuol nitrire
Anche la torre , il pedone e i fanti
Non voglion piu’ andare avanti
RIT.

Durante tutto il laboratorio, la costruzione e lo smantellamento diventa esso stesso un percorso, suddiviso in varie fasi.

I FASE: Costruzione libera della scacchiera.

Ai bambini viene richiesto di seguire la canzoncina e di costruire una scacchiera (anche se non ne hanno mai vista una). Quindi, vengono invitati a prendere da un sacco, senza un ordine preciso, le case e di posizionarle liberamente partendo contemporaneamente da più punti. Metteremo solo il tappetino sotto per non far scivolare le case e le fasce laterali di contenimento. Gli insegnanti osservano senza dare nessun tipo di suggerimento o commento, poi aggiustano senza dire nulla.

II FASE: Scopriamo l’alternanza Bianco/Nero (la visione locale).

Prima di iniziare la costruzione della scacchiera viene fatto notare come i quadrati che servono per comporre la scacchiera possano essere bianchi o neri a seconda del lato osservato.

Posate le fasce laterali i bambini vi salgono sopra e percorrono il perimetro girando intorno, contando i lati e stando attenti a non uscire dalle fasce.

In questo modo sperimentano il quadrato e il suo perimetro

Si comincia con il rituale della costruzione della scacchiera accompagnandolo dalla filastrocca cantata di “Apertura”. Ora, si invitano i bambini a prendere, in modo ordinato, uno alla volta,  i quadrati da porre a terra; mentre i primi partono da un angolo che gli è stato indicato come una casa bianca (H1), un gruppetto viene invitato ad iniziare dal lato opposto; potrebbe accadere la non compatibilità dei colori tra le due aree indipendenti e qualcuno noterà l’errore; la linea di contatto potrebbe essere ampia e la correzione dell’errore un compito piuttosto difficile.
La correzione è il vero problema da risolvere, in maniera pacata, si cerca di insegnare ai bambini a non far prevalere le proprie convinzioni su quelle degli altri, chiedendo di argomentare la soluzione.
Nel momento della correzione abbiamo visto come i comportamenti siano i più diversi; spesso partono dei bambini a girare velocemente le case con l’intento di sistemare, girando sequenze anche lunghe di case, qualcuno arriva perfino alla casa d’angolo con cui è iniziata la costruzione; l’azione simultanea di tutti fa perdere qualsiasi riferimento di “casa buona”, per cui i bambini lavorano senza arrivare mai a una conclusione, fino all’intervento dell’insegnante che blocca le modifiche sulle parti corrette; i bambini, infatti gestiscono molto bene e rapidamente le situazioni localizzate, alla loro portata, ma non sono capaci di vedere la scacchiera nella sua globalità e di prevedere cause esterne all’ambito loro circoscritto.

III FASE: La diagonale (quando si introduce l’alfiere)

Questa fase è affrontata  quando viene presentato l’alfiere e il suo movimento in diagonale. Si procede con la costruzione della scacchiera disponendo le quattro case d’angolo, poi viene chiesto ai bambini di notare qualcosa di particolare: su una diagonale ci sono due case bianche e su quella opposta due case nere e si chiede ai bambini di percorrere un’immaginaria diagonale. La fanno tutti come se camminassero su un filo sospeso in aria.In seguito, divisi in quattro gruppi per angolo, costruiranno in autonomia la scacchiera al suono della filastrocca di apertura.

In questo modo focalizzeremo l’esperienza su i quattro vertici del quadrato e la diagonale.

Le modalità di costruzione possono essere differenti, un gruppo costruisce riproducendo un quadrato sempre più grande mentre un altro procede linearmente; alcuni bambini tendono ad unirsi rapidamente a quelli di un gruppo vicino, altri sembrano voler continuare ignorando chi gli sta accanto. Terminata la scacchiera di osservano le case con molta attenzione e si correggono gli spazi creati durante gli accostamenti. Viene riproposto di camminare lungo la diagonale, che ora è resa evidente dalle case dello stesso colore (strada del latte e della cioccolata), e, infine, si chiede di percorrere altre strade simili alla diagonale: linee parallele ad essa formate dalle case a fianco.

IV FASE: Con compostezza (quando si introduce la regina)

Si comincia a far costruire la scacchiera, in maniera diversa dalla precedente, questa volta richiedendo lo sforzo di seguire uno o piu’ “capocantieri” che, seduti su una sedia, consegneranno due case alla volta ai bambini, sistemati ordinatamente in fila indiana, oppure si puo’ dividere la classe in due gruppi: un gruppo consegnera’ le case e stara’ a guardare mentre l’altro le poserà in terra in silenzio.  L’esercizio di costruzione della scacchiera (apertura) e decostruzione (chiusura) della stessa sono due momenti che devono essere curati in modo particolare.

Durante il posizionamento i bambini discutono sul come metterle giungendo ad una soluzione diversa dalla precedente: mettere prima le case intorno al bordo poi procedere a riempire l’interno.

Il lavoro verrà  svolto in modo calmo e ordinato, massimo quattro bambini contemporaneamente sopra la scacchiera, con una riuscita sicuramente eccellente, infatti gli errori di posizionamento sono frequenti quando si inizia contemporaneamente in più punti.

Abbiamo osservato come quest’ultima fase nasca ogni volta spontaneamente, come se i bambini sentissero l’esigenza, dopo tanto disordine, di compostezza.

LE TRASFORMAZIONI 

Costruita la scacchiera, prima di introdurre i pezzi e’ possibile farle subire delle trasformazioni  e creare eventualmente delle tassellature. Una scacchiera rimovibile double face permette un maggior numero di attività, benché alcune di queste si possano fare anche con 32 case bianche e 32 nere. Dopo che l’insegnante ne ha guidato la costruzione quelle piu’ semplici vengono riprodotte anche su un foglio di carta in un momento diverso del laboratorio.


Si puo’ supplire alla mancanza di una scacchiera gigante con delle tessere adesive come descritto da  Sebastiano Paulesu nel suo blog.

Durante la settimana vengono svolte alcune attività di rinforzo, come nell’esempio che segue a supporto di quella descritta nel post “C’era una volta un Re…a San Michele. 2. Le trasformazioni“, dove la scacchiera è trasformata in una 4×4 e una 2×2.

Il primo disegno richiesto è quello di rappresentare liberamente le tre scacchiere che sono disegnate come una piccola, una media e una grande scacchiera in quanto sono percepite di dimensioni diverse. Nel secondo disegno, invece, viene proposto un reticolo pre-impostato da colorare.

Reticolo per scacchiera  8×8 / 4×4  / 2×2

Bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia

Insieme alla maestra Luana stiamo preparando un quaderno operativo, semplice, che può essere utilizzato durante la settimana, tra un laboratorio e l’altro, comprendente una serie di attività di potenziamento e rinforzo.

♦♦♦

Le puntate della prima esperienza:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo
10 : L’umile pedone

Una Risposta

  1. Ottimo Lavoro Bice!

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