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    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    - 2008
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    .

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    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Imparare a muovere la torre non è cosa lineare

Una breve ripetizione e poi proseguiamo con la torre.

Tralascio gli esercizi  23 e 24 sul cavallo per poter introdurre gli altri pezzi, e nel frattempo cerco di alternare una lezione con un’ora di gioco.

Ho notato che molti bambini hanno difficoltà con gli esercizi dove devono fare i percorsi con ostacoli con i pezzi trattati. Mi sembra che le difficoltà siano aumentate negli ultimi cinque anni. Sembra che più bambini non riescono a risolvere adeguatamente gli esercizi. Mi vengono in mente alcune spiegazioni plausibili.
Potrebbe darsi che da parte mia, oggi, osservo più in dettaglio rispetto a cinque anni fa e probabilmente realizzo appena adesso quanti bambini hanno grandi difficoltà.
Può darsi che le difficoltà ci siano già state in passato solo che non le ho scoperte allora. D’altra parte è calata l’attenzione dei bambini, che non ascoltano più come prima (si dice che sia normale e tanto, quando ascoltano il 50% di quello che diciamo) quando do indicazioni sugli esercizi e questo si rispecchia nelle difficoltà a risolverli.
Può anche darsi che le scuole nei paesi siano più attente rispetto alle scuole più grandi in città. Nelle città l’attenzione mi sembra più bassa e anche i problemi sono maggiori.
Un’altra possibile causa la vedo nel “nuovo” modo di lavorare a scuola. I bambini ricevono fogli di lavoro già prestampati e rimane loro solamente da riempire gli spazi vuoti o barrare le risposte corrette. Non è più necessario essere creativi o elaborare autonomamente cosa e come ci sia da agire. Queste sono alcune delle riflessioni che mi pongo, ma posso anche sbagliare.

In futuro, nelle scuole in città, non proporrò immediatamente dopo aver trattato il pezzo gli esercizi, ma interporrò sempre almeno un’ora di gioco fra spiegazione e esercizi.

Spiego i movimenti della Torre che sono lineari, avanti e indietro, su colonne e traverse e a sinistra e destra. Uso in aggiunta anche il libro dove sono segnate le mosse della Torre e come cattura. Dopo passiamo all’esercizio 10 (cfr. Giocare a scacchi, volume 1, terza edizione).

Wild_8-9_fig_1

Trattiamo i diagrammi insieme e faccio controllare dai bambini se la soluzione sia corretta o meno. Ci sono abbastanza bambini che indovinano se dire di si oppure di no. Colgo l’occasione per ripetere che negli scacchi quando si indovina di solito si sbaglia ma si può calcolare e avere una maggiore probabilità di successo nel gioco. Nel frattempo noto che i bambini sono migliorati nel trovare i nomi delle case, il che facilita il mio lavoro.

Arriviamo all’esercizio 11 dove devono trovare un percorso con ostacoli entro un dato numero di mosse. Risolviamo il primo diagramma insieme e alla richiesta di alcuni bambini li lascio risolvere il resto da soli.

Wild_8-9_fig_2

Circa un terzo non ha problemi e finisce in breve tempo e poi gioca. Alcuni bambini sembrano non riuscire a trovare mosse corrette con la torre oppure sorvolano gli ostacoli anche con mosse di cavallo. Si potrebbe pensare che percorsi in linea retta non dovrebbero creare difficoltà ai bambini, ma sembra che non sia cosi semplice. Verso la fine dell’ora ci sono ancora alcuni bambini che non hanno risolto un diagramma correttamente. Cercherò di ricordarmi questi bambini per riportarli su questi diagrammi in futuro e recuperarli.

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