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    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
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    - 2008
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    .

  • Il nuovo libro di Alex!

    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Alfiere, Donna e un po’ di Re

5 minuti bastano
pezziLa solita breve ripetizione di quanto spiegato in precedenza, come ogni lezione, e poi proseguo con l’alfiere. Contrariamente ai miei propositi iniziali di seguire il programma predefinito con il libro Giocare a Scacchi, volume 1 ho preferito velocizzare il programma. Niente scacchiera e niente scacchiera magnetica, solamente indicazioni verbali, e per non più di 5 minuti. Spiego come muove l’Alfiere, lo riassumo una volta e passiamo subito al gioco. Contrariamente al cavallo e ai pedoni, che si prestano molto bene spiegazioni in più modi, gli altri pezzi sono troppo semplici per poter sfruttare altri metodi in modo costruttivo. La noia prende il sopravvento e l’attenzione dei bambini svanisce.

Nella lezione successiva parliamo della donna, che si muove o come una torre oppure come un alfiere, ma non contemporaneamente. Tralascio di spiegare che comunque controlla entrambe le case (torre e alfiere) perché mi sembra, a questo punto, che crei confusione inutile. Lo farò in seguito quando tratteremo lo scacco matto. Ripeto ancora una volta il movimento della donna e li lascio giocare per il resto dell’ora.

C’è anche il Re!
Ormai alcuni sanno già muovere il re e mi chiedono di poterci giocare. Mi sembra una buona idea e spiego brevemente i movimenti del re, che si muove in tutte le direzioni, ma una casa per volta. Lascio a loro la scelta se giocare già con il re o meno, cambiano però le regole per vincere una partita. Chi gioca con i re non vince più portando un pedone in promozione, ma catturando il re. Subito fioccano proteste: “Ma non si può mica catturare il Re!”. Ormai sappiamo tutti che il Re non si mangia, ma che gli si dà scacco matto. In via eccezionale possiamo mangiare il re fino a quando non giochiamo agli scacchi veri, fino a quando non abbiamo imparato a dare scacco matto. Ci vorranno ancora alcune ore di gioco prima di iniziare con lo scacco matto come lezione alla classe. Individualmente qualche idea già si può proporre, ovviamente solo a richiesta o in una posizione ideale. Le caratteristiche del re, il controllo delle case da parte dei pezzi, lo scacco e lo scacco matto richiedono, come base, una buona padronanza dei movimenti dei pezzi. In caso contrario le basi, sulle quali appoggiare le lezioni sullo scacco e sullo scacco matto, sono ancora troppo deboli per una comprensione soddisfacente. Nelle ore successive ripetiamo il movimento dei pezzi da parte dei bambini e giochiamo subito. Do un suggerimento breve riguardo alle case sicure per il Re, che non dovrebbe mettersi su case controllate da pezzi avversari altrimenti lo mangiano e la partita finisce presto. Per il momento basta un “dovrebbe” evitare case controllate dall’avversario, ma più tardi diverrà un  “non può” mettersi sulle case in questione. Lascio a loro la scelta se giocare con lo scacco matto o con la cattura del Re. Prevedo di iniziare nella quindicesima lezione a trattare lo scacco e lo scacco matto.

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