• scacchi012

    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
    Il blog è aperto ai contributi dei ragazzi e dei loro genitori e agli interventi di altri istruttori e insegnanti.

    Per domande, interventi o collaborazioni ci potete contattare ai seguenti indirizzi di posta elettronica:


    Stefano Tescaro stefano.tescaro@gmail.com
    Alex Wild: sasschach@gmx.net
    Sebastiano Paulesu: sebpaul@tiscali.it

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  • Istruttori

    Sito degli istruttori di Federscacchi

    Il Forum degli istruttori del sito/blog Scacchierando

    Gli istruttori premiati dalla FSI per il 2010:

    FOTO: Gli istruttori dell'anno 2010: Roberta De Nisi, Olga Zimina, Eugenia Di Primio, Andrea Rebeggiani, Sebastiano Paulesu, Giuseppe Rinaldi

    Ne abbiamo scritto in un articolo su scacchi012.

    I premiati degli anni scorsi:
    - 2008
    - 2009
    .

  • Il nuovo libro di Alex!

    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

Oristano: Incontro sulla psicomotricità.

Nello scorso fine settimana il Comitato Regionale Sardegna della Federazione Scacchistica Italiana, grazie alla preziosa disponibilità logistica della Società Operaia di Mutuo Soccorso (SOMS) di Oristano, ed alla gentilissima collaborazione della maestra Paola Russo di Savigliano, Alessandro Pompa di Roma e del sottoscritto, ha potuto illustrare ad una platea composta da circa 30 insegnanti di ogni ordine e grado della scuola, una prima esposizione teorica della psicomotricità su scacchiera gigante.

Si tratta del primo evento che il Comitato Regionale sardo, presieduto da Giovanni Mascia di Cagliari,  ha pensato per inaugurare la costituenda “Struttura degli istruttori sardi”, che avrà lo scopo di colmare una lacuna: quella della formazione permanente degli istruttori, sia scolastici, sia sportivi sia “sociali”.

Ma torniamo all’evento. La mattina in qualità di coordinatore dell’incontro ho introdotto gli splendidi lavori di Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari – ottimamente testimoniati in questo sito – che purtropppo non siamo riusciti economicamente ad invitare di persona ad Oristano: ma siamo già daccordo che al prossimo appuntamento non mancheranno.

Ciò che ho voluto sottolineare di tutta l’esperienza nelle Marche è stata la grande condivisione coi bambini, in una creatività costruttiva che segna un vero modello didattico per tutti coloro che vorranno sperimentare la psicomotricità coi bambini dai 4 anni un su: la costruzione della scacchiera; l’introduzione della musica; le filastrocche; i giochi motori utilizzati; i momenti di attenzione, riflessione e comprensione… Non credo di esagerare nel dire che Maria Beatrice e Mauro, al loro primo anno di sperimentazione, hanno tratto il meglio dalle idee precedenti (Lazio, Piemonte, Sardegna)  ed abbiano introdotto a pieno merito le Marche all’avanguardia rispetto a questa innovativa pratica!Un momento dell'incontro.

Metodo ideografico.

Con l’ausilio di una mia scacchiera ideografica, ho voluto fare un quadro delle potenzialità formative della psicomotricità. Nel mio personale approccio alla psicomotricità non posso non citare il “quaderno” che ho sviluppato grazie al mio prezioso collaboratore Michele Devilla, che ha la funzione di “raccordare ” l’esperienza motoria a quella “scolastica” e viceversa, poichè gli esercizi proposti nel quaderno (puzzle, labirinti, pre-grafismi, disegni…) sono poi riportati nella “mappa” della scacchiera ideografica (con le solite icone delle orme, dei muri, dei fuochi ecc.) per poi essere eseguiti in coinvolgenti giochi corporei all’interno della scacchiera gigante. Il metodo ideografico, come ho scritto anche altrove, si completa realmente con questa pratica psicomotoria, perchè si passa dall’idea più astratta a delle immagini o dei suoni, quindi alla manipolazione di oggetti sullo sfondo di una griglia ben definita (la scacchiera 10×10!), infine nell’azione o rappresentazione anche plateale della stessa!

Gli scacchi come terapia.

Alessandro Pompa

Nel primo pomeriggio Alessandro Pompa, molto apprezzato da tutti i presenti, ha fatto una splendida premessa a partire dal convegno “Giocare a scacchi con la mente” svoltosi a Pomezia lo scorso anno, sulla potenzialità degli scacchi per l’inclusione di soggetti diversamente abili (“come noi tutti siamo” ha affermato Alessandro), sulla possibilità di riprogrammare le attività didattiche con un’azione di mediazione tra docente e discente (metodo Feuerstein, brillantemente esposto sempre a Pomezia dal Prof. Mauro di Mauro dell’Università Cà Foscari di Venezia).

L’esposizione di Alessandro, non scevra di continui giochi di parole secondo un suo ormai riconoscibile stile, ha poi illuminato i presenti sul valore educativo del gioco degli scacchi, ripercorrendo anche storicamente la funzione della FSI come ente morale e facendo degli omaggi a personaggi che si sono particolarmente distinti  nell’ambito della formazione.

La psicomotricità, secondo Pompa, può fungere benissimo un ruolo diagnostico non solo sulle capacità di apprendimento dei bambini, ma persino sulla capacità del sistema scolastico di rinnovarsi e di individuare buone pratiche per la didattica relativa allo sport ed alla consapevole cittadinanza delle future generazioni: iniziando con una condivisione – mettendosi in gioco – delle basilari regole. Proprio questo è stato il senso di una esemplificazione pratica che lo stesso Pompa ha mostrato, con l’aiuto di un suo vecchio allievo (Francesco Pes, venuto proprio per salutarlo) e della campioncina regionale Under 8 Maria Cristina Pannella. Il gioco consisteva nel togliere le case al Re (Alessandro) alzando le mani (Francesco e Maria Cristina) ogni volta che questi finiva sotto scacco.

Paola Russo

La scacchiera come palestra!

Nel pomeriggio ci ha raggiunto – dopo una breve “odissea” aerea – anche Paola Russo, che ha fatto una interessantissima relazione agli insegnanti (molti di loro insegnano proprio educazione fisica) sull’utilizzo della scacchiera gigante per fare interiorizzare concretamente molti concetti astratti curriculari di materie come la matematica, geometria, storia, geografia e motoria. L’enfasi della relazione di Paola era posto soprattutto nella ricerca di soluzioni adeguate di fronte alle molteplici difficoltà che si incontrano nel quotidiano, mostrando una costante di tutti gli approcci didattici: una sincera attenzione alla formazione globale dei giovani.

La struttura dell’intervento di Paola Russo è la suddivisione del metodo didattico in due distinti moduli di 8-10 lezioni ciascuno: nel primo modulo si passa dalla spontanea esplorazione dello spazio alla consapevolezza dei primi concetti spaziali, ritmici e numerici. Si passa alle prime esperienze guidate, all’assegnazione di istruzioni di gioco, al problem solving, promuovendo emotività e accentundo il momento creativo, relazionale e le competenze acquisite per consentire la trasferibilità ad altri contesti.

Gli strumenti proposti sono in genere facilmente reperibili: una scacchiera di stoffa, corde, cappelli, coni, palle, tamburelli e fischietti (persino una vera canna da pesca!); coi quali sono possibili molteplici varianti ai giochi proposti per graduarne la difficoltà e tenere sempre viva l’attenzione dei partecipanti.

Nel gioco poi vengono “tirati in ballo” i vari blocchi emotivi e relazionali, e vengono risolti grazie alla consapevole guida dell’istruttore che li usa come espedienti per fornire i “giocatori” di nuovi strumenti psicologici, per arricchire la formazione del carattere.

Battaglia scaccale

battagliascaccale_02Il libro “Children and Chess“, di Alexey Root, contiene numerose attività basate sugli scacchi e pensate per la scuola ementare e media.
Sono poche quelle che mi piacciono. Tra queste ce n’è una, chiamata “battleship chess“, che trovo molto interessante e valida per bambini di diversi età e livelli di apprendimento.

La “battaglia scaccale” si gioca con 4 pedoni e il re, che vengono disposti nella propria metà scacchiera all’insaputa dell’avversario. Uno schermo o barriera, come per battaglia navale impedisce all’avversario di vedere dove mettiamo i pedoni e dove il re.

Le regole di posizionamento sono molto semplici:
– re deve stare fra la prima e la tersa traversa (fra l’ottava e la sesta per il Nero);
– i pedoni possono stare fra la seconda e la quarta traversa (fra la settima e e la quinta per il Nero).

Completata la disposizione, si toglie lo schermo o barriera e si comincia a giocare con la prima mossa del Bianco.

A seconda delle età dei giocatori e del livello di conoscenza del gioco, la partita si conclude con il matto oppure semplicemente con la prima promozione a donna di un pedone.

Trovo questa attività molto interessante perché obbliga i giocatori a ragionare sulle possibilità dell’avversario fin dalla fase di posizionamento dei pedoni e del re.

Ovviamente il beneficio scacchistico si ottiene giocando molte volte e imparando quali sono le configurazioni migliori.

 

Per conoscere Alexey Root: link al suo blog

Il programma di insegnamento di Susan Polgar

Susan Polgar ha reso disponibile al mondo l’ultima versione del suo corso di introduzione agli scacchi.

Io l’ho scaricato e guardato superficialmente. L’impressione non è delle migliori: mi sembra troppo difficile per i bambini piccoli e pretenzioso nel mischiare cose facili e cose difficili.
Il lavoro contiene però numerosi esempi che possono essere utilizzati per le nostre attività. E per questo motivo può risultare appetibile anche per chi ha già un programma consolidato.

Il corso consta di 30 lezioni, distribuite in 62 pagine. Per chi volesse farsi un’idea prima di scaricarlo, ecco l’elenco degli argomenti trattati.

1. La scacchiera.
2. I pedoni.
3. Pedoni nel finale e la presa en-passant.
4. La torre; torre contro pedoni.
5. L’uso migliore della torre nel finale di torre contro torre e un pedone. L’alfiere.
6. L’alfiere contro i pedoni. La donna.
7. Donna contro pedoni. Donna contro due alfieri.
8. Il cavallo.
9. Il re. Il valore dei pezzi. Lo scaccomatto.
10. Dare scaccomatto in una mossa. Scacco, scaccomatto e stallo.
11. Matto con re e donna contro re.
12. La disposizione iniziale dei pezzi. I principi generali dell’apertura: centro, sviluppo, sicurezza del re. La notazione algebrica.
13.  Re e due torri contro re. Re e torre contro re.
14. Attacco doppio con pedone e con cavallo. Attacco triplo di cavallo.
15. Attacco doppio con donna, alfiere, torre e re. Come contrastare un attacco doppio.
16. Finale di re e due alfieri contro re. Inchiodatura, assoluta e relativa. Come inchiodare.
17. Usare l’inchiodatura. Contrastare l’inchiodatura.
18. Finale di re e pedone contro re: l’opposizione.
19. Lo scacco di scoperta. L’attacco di scoperta. Il vortice.
20. Lo scacco doppio. Intrappolare i pezzi avversari.
21. Il matto in ottava traversa (del corridoio). Come riconoscere gli schemi di matto in ottava.
22. L’infilata.
23. Trappole in apertura.
24. Attacco doppio nelle trappole in apertura. Il matto affogato.
25. Trappole in apertura nella difesa Francese: scoperta ed eliminazione del difensore.
26. Scacchi divertenti: Davide contro Golia, sotto-promozione e altri esempi.
27. Preparare l’attacco.
28. Le mosse intermedie.
29. Patta per stallo e patta per “scacco perpetuo”.
30. Ripasso degli argomenti (è solo un elenco).

Qui trovate i link per registrarvi e per scaricare il pdf con il corso, che ovviamente è scritto in inglese. Per scaricarlo gratuitamente è richiesta però la registrazione sul forum della Polgar, chessdiscussion.com.

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Aggiornato al 2 aprile 2013
Sito educational di Susan Polgar : http://www.getsmartthroughchess.com/
dal quale è possibile scaricare un’aggiornata versione del “Chess Training Guide for Parents and Teachers”

Dagli una spinta!

I bambini che frequentano i corsi della scuola di scacchi del circolo Palladio hanno imparato come si crea un pedone passato nel finale quando si è in vantaggio di un pedone.
Sanno che devono spingere per primo il pedone “libero”, altrimenti il pedone avversario riesce a controllarne due.

Ma sanno riconoscere quando una situazione simile si presenta nel mediogioco?

 

L’esperienza recente di uno fra i migliori corsisti, neanche troppo giovane, suggerisce una risposta negativa.
La situazione di gioco era quella tipica di molte est-indiane, con il Nero che aveva piazzato un cavallo in c5 e un pedone in a5 a difenderlo dall’attacco in b4. Ebbene, il promettente giovane ha spinto in a3 e dopo …a4 il suo piano di spinta in b4 è diventato impossibile.

Le nozioni apprese in un contesto (creare un pedone passato nel finale) non sono state automaticamente trasferite ad un altro (lo scontro 2-1 quando si tratta di spingere un pedone per attaccare una casa).

Vista l’età, 12 anni, e la pratica triennale degli scacchi, non possiamo attribuire la mancanza alla fase di  sviluppo cognitivo del bambino. E neanche alla concitazione della partita, perché il bambino è rimasto stupito dalla segnalazione dell’istruttore anche in analisi successiva. Vedremo in futuro se l’esperienza sarà servita o invece, come sosteneva Marcello Marchesi, sarà solo “la capacità di riconoscere un errore la seconda volta che lo si commette”.

Siamo quello che (ci) raccontiamo.

Una storia per imparareSi può “raccontare” una partita di scacchi?
Si deve! raccomanda lo scomparso professore argenti- no Jorge Laplaza, in questo articolo sul materiale didattico da consegnare agli allievi.
Laplaza, richiamandosi alle indicazioni del cubano Francisco Acosta Ruiz (l’articolo del quale si può leggere qui) raccomanda di evitare varianti chilometriche e suggerisce invece di abbondare con le spiegazioni verbali. Queste facilitano la lettura, rendendola accattivante e favoriscono  la formazione nella mente del lettore di una euristica degli scacchi, una estensione di quanto l’esempio ha mostrato a casi più generali.

Perciò in una lezione preparata a dovere, il racconto della partita dà struttura ai concetti.

Ma un altro autore, più famoso, ci avvisa anche dei problemi della narrazione applicata agli scacchi. Jonathan Rowson nel quarto capitolo del bel libro Chess for Zebras, prima chiarisce il suo punto di vista con una citazione della poetessa americana Muriel Rukeyser (1913-1980):

L’universo è fatto di storie, non di atomi.

per proseguire con una affermazione importante:

mentre stiamo pensando su una posizione, siamo, in molti modi,  narratori delle nostre partite.

e ancora:

lo scopo dell’analizzare accuratamente le vostre partite è farvi raccontare una storia accurata su di esse, al posto di valutazioni schematiche e vaghe come “ho cappellato”, o “non conoscevo l’apertura”, o “ho giocato senza un piano”.

e poi discute i pro e i contro della cosa, precisando, però che la creazione di storie è inevitabile, in quanto parte dell’essere umano.

Vediamo, seguendo Rowson, quali sono le caratteristiche della narrazione.

1) la narrazione crea una visione d’assieme – valutazione della posizione, obiettivi posizionali, manovre psicologiche – che dà senso alla parte (mosse, varianti).

2) ma attenzione perché
la narrazione potrebbe essere vaga e quindi portare a piani di gioco vaghi
–  la storia potrebbe farsi fabulazione, non più racconto dei fatti ma distorsione fantasiosa di essi attraverso il racconto. E in quanto si fa fabulazione, la narrazione ci può fuorviare. Rowson, con esempi tratti da partite sue e dei suoi allievi, ci mostra come la fabulazione può portare a giocare in modo stereotipato e inadeguato alle esigenze della posizione.

3) perciò una buona narrazione scacchistica è una storia

nella quale le valutazioni e le varianti che pensate danno senso le une alle altre
(…)
che ci dà l’esatta sensazione di capire cosa sta succedendo e perché
(…)
che contiene un elemento di incertezza (…) che lascia spazio alla versione degli eventi dell’avversario

Forse ho capito un’altra ragione che mi fa amare gli scacchi: sono una fonte inesauribile di storie, storie in cui gli elementi narrativi, i cosiddetti “princìpi” o “regole”, si ricombinano in modo sempre diverso e sempre riconoscibile (magari non subito, magari mediato dalle spiegazioni di un grande maestro, ma comunque riconoscibile). Chissà se Propp giocava a scacchi?

Come realizzare diagrammi scacchistici e materiale didattico da stampare.

AmanuensePrima o poi tocca a tutti. Che si tratti di un semplice esercizio di coloritura del campo d’azione di un pezzo, come quelli che usa Alex all’inizio dei suo corsi con i bambini, oppure di una complicata posizione ricca di tatticismi, capita di dover preparare materiale cartaceo da consegnare ai bambini.
Fortunatamente, grazie alla diffusione dei personal computer e dei collegamenti ad internet, il compito è diventato facile.

Ci sono varie soluzioni possibili, ma scriverò qui delle due che utilizzo sistematicamente, entrambe basate su un sistema di videoscrittura moderno che mi permette di curare anche l’impaginazione del tutto.
Vediamo cosa ci serve.

1. un programma di videoscrittura
con il quale scrivere e impaginare il documento didattico.
Va bene un qualunque Word processor; hanno tutti abbastanza funzioni per gestire l’impaginazione. Se non disponete del pervasivo Word di Microsoft, scaricatevi la suite OpenOffice (vi servirà anche Java) dal sito italiano: openoffice.org. Il programma si chiama Writer.

2. una o più font scacchistiche
che userete per comporre i diagrammi e per visualizzare le mosse  in notazione algebrica figurata.
Le font e molte altre risorse sono scaricabili dal sito danese enpassant. Io preferisco i caratteri Chess Mérida perché hanno un buon contrasto e sono più facili da usare delle font di Fritz.
Per la scrittura delle partite si possono usare font gratuite, come quelle che si trovano sul sito enpassant, (ecco i link per scaricarle: Figurine Symbol, versione per testi in Times New RomanFigurine Symbol, versione per testi in Arial) oppure la font FigurineCB AriesSP, distribuite da Chessbase con i suoi software scacchistici (il database Chessbase e i programmi di gioco Fritz, Junior, Shredder, Zap!Chess, ecc.) ma ottenibili anche scaricando il software gratuito Chessbase Light 2007

Con queste risorse, facili da reperire e gratuite, potrete creare i vostri diagrammi e scrivere le mosse in notazione algebrica figurata. Il tutto all’interno di un testo impaginato a piacere.
Nella sezione materiali ho aggiunto un documento nel formato di Word con diagrammi vuoti realizzati con la font Chess Merida nelle versioni con e senza coordinate della scacchiera. Clicca qui per scaricarlo (attenzione che per visualizzare correttamente il documento dovete avere i font Chess Merida e FigurineCB AriesSP installati nel vostro computer).

 

Preparare materiali didattici cartacei con i software di Chessbase

Una soluzione molto comoda e veloce, se si dispone di un programma Chessbase (solo uno di quelli a pagamento, non si può fare con la versione gratuita di Chessbase Light), è quella di inserire le partite con questo software e poi copiare la partita (menù File, opzione Copia, specifica, copia partita), per incollarla nel documento di videoscrittura. Vengono copiati anche i diagrammi che avevate inserito, i testi di commento e le varianti.
Fatto questo potete curare l’impaginazione. Se non vi interessa l’impaginazione, potete, ovviamente, stampare direttamente dal programma Chessbase.

Ho pubblicato nella sezione materiali un esempio di cosa si ottiene in questo modo e di quanto sia semplice e facile reimpaginarlo. Clicca qui per scaricare l’esempio (è in pdf).

Attenzione al ridimensionamento dei diagrammi. Essi sono creati con la font DiagramTTFritz che viene installata nel sistema quando si installa uno dei programmi di Chessbase. Questa font è preimpostata alla dimensione di 20 punti. Potete cambiare le dimensioni del diagramma, l’ho fatto anch’io nel file di esempio per distinguere il diagramma della partita da quello dell’analisi. Però dovete modificare di conseguenza anche il valore in punti dell’interlinea (in Word la voce è Formato, Paragrafo, Interlinea) dando lo stesso numero di punti della dimensione di carattere che avrete scelto.

Se da un programma di Chessbase anziché copiare la partita si copia la posizione, si ha una possibilità in più, che è quella di incollare il tutto in un programma di grafica bitmap, ottenendo una immagine grafica che ricalca quella della scacchiera del programma da cui avete copiato la posizione. In questo modo riuscite a conservare anche le evidenziazioni grafiche quali frecce e/o colorazione delle case. Il limite della grafica è la dimensione dei file così ottenuti e la relativa maggiore difficoltà a gestire l’impaginazione.

 

Usare il formato Pdf per rendere accessibili a tutti i documenti didattici

Dopo che avrete realizzato il vostro documento didattico, vi basterà stamparlo e consegnarlo su carta ai bambini. Se però volete renderlo accessibile anche ad altri nella versione elettronica, il sistema migliore è quello di crearne una versione elettronica in un formato leggibile anche da chi non ha le font di caratteri che avete usato per il vostro documento. Il formato standard più diffuso, potenzialmente accessibile a chiunque in quanto il lettore è scaricabile gratuitamente da internet, è il pdf.
Molti programmi di videoscrittura o impaginazione hanno già incorporata una funzione per creare anche la versione pdf del documento.
Per gli altri casi esiste in rete il programma gratuito PdfCreator.

Chi ha detto che a scacchi non si può dire “passo”?

Alcuni volumi della serie in inglese di Stappen MethodeI migliori incontri nascono per caso

Sabato 27 maggio 2006. Con Giuseppe, Sergio e Pietro andiamo a vedere le olimpiadi. Arriviamo in largo anticipo sull’inizio delle partite; Korcnoj, che deve presentare la sua autobiografia, non ha ancora cominciato, quindi ne approfitto per fiondarmi nel padiglione delle Due Torri. In uno degli stand ospitati vedo tanti volumi di quello che sembra un corso per ragazzi in lingua inglese, Sfoglio sia i manuali per gli istruttori, sia i quaderni degli esercizi e decido che il corso completo (5 manuali + 5 quaderni per esercizi) vale 75 dei miei euro. Pago e metto nello zaino e mi godo un po’ di Korcnoj e di olimpiadi.

Come mi capita sempre con i nuovi acquisti di libri di scacchi, li sfoglio avidamente. Trovo un sacco di consigli pratici e apprezzo la struttura del corso. Scopro che lo Stappen methode o metodo per gradi (passo passo) è nato in Olanda 20 anni prima ed è molto utilizzato in Olanda e Belgio, ma anche in Germania. Sebbene il metodo mi paia ottimo, non ne ho un utilizzo pratico immediato, perciò metto in libreria il tutto e per un po’ non ci penso.

Stappenmethode come base per un programma didattico 

Il circolo torna però ad avere un’attività sistematica di assistenza e istruzione ai giovani (ne ho parlato in un post precedente) e ricorro ai quaderni di esercizi dello Stappenmethode per dare ai bambini tanti esercizi sull’attacco doppio.

Il vero – e pieno – utilizzo c’è però quando devo scrivere il programma della scuola scacchi del circolo. L’idea iniziale era di raccogliere materiali vari da più fonti disparate: i libri di Seirawan della serie Winning Chess, partite ed esempi da vari volumi della Piccola Biblioteca di Scacchi, il manuale dei finali di Silman, Simple Chess, di Micheal Stean, e altri spunti dai libri della mia biblioteca e da internet.

Mentre annoto argomenti e spunti, mi rendo conto che la didattica richiede progressività nella complessità di quanto si insegna e un minimo di organicità del materiale presentato. Organizzo il corso base con le lezioni dei volumi 2 e 3 dello Stappenmethode …ma mi rendo conto alla fine che il materiale è troppo per le 30 lezioni scarse che faremo. E così il programma di questo anno (2007-2008) sarà poco più della metà di quello inizialmente previsto.

Alla fine ricorro a Stappenmethode anche per costruire il programma del corso avanzato. Poi in corso d’anno stiamo integrando con altri materiali e soprattutto con l’analisi in classe di qualche partita di torneo dei partecipanti, ma le lezioni dei volumi 4 e 5 sono molto utili e molto interessanti. Per quanto conosco, Stappenmethode è il miglior corso per bambini, per completezza e metodo.

Ma cos’è e com’è lo Stappenmethode?

Stappenmethode è un corso strutturato in 6 fasi o step (6 in Olanda, la versione tedesca e quella in lingua inglese hanno solo 5 fasi). Il modello didattico è quello della spirale, cioè ciclicamente gli argomenti sono riproposti in versione via via più complessa e più ampia. In ogni lezione l’argomento è spiegato in modo graduale, prima con esempi più semplici e poi con esempi più complessi. Il metodo punta a favorire il riconoscimento di schemi e posizioni tipiche (pattern recognition), e per fare questo usa principalmente situazioni tattiche. Per i livelli avanzati (4 e 5) sono previste anche lezioni di tecnica, soprattutto finali, ed elementi di strategia.
Per ogni livello/fase c’è un manuale per l’istruttore e un quaderno di esercizi collegati a ciascuna lezione. Quest’anno in Olanda sono usciti nuovi quaderni, con ulteriori esercizi. Manca ancora, però, la traduzione in lingua inglese.

I manuali per gli istruttori sono molto istruttivi. Gli autori hanno considerato anche gli istruttori meno abili scacchisticamente e laddove ad essi è richiesto un impegno maggiore (simultanee, analisi di posizioni complesse) forniscono le indicazioni guida per disimpegnarsi in modo soddisfacente. Indicazioni pedagogiche accompagnano quelle scacchistiche.

Il corso è adottato da molti circoli e organizzazioni olandesi e belghe, e ha acquisito grande popolarità in Germania, dove è preferito da 3 istruttori su 4.

Gli autori

Lo Stappenmethode è stato creato da Rob Brunia e da Cor Van Wijgerden.
Brunia, nato nel 1947 e morto nel gennaio 2005,  è stato un istruttore molto famoso in Olanda, e ha avuto come allievi anche i giovani grandi maestri Daniel Stellwagen (classe 1987, Elo 2639 ad ottobre 2007) ed Erwin l’Ami (classe 1985, Elo 2577 ad ottobre 2007).
Cornelis (Cor) Van Wijgerden è un Maestro Internazionale olandese nato nel 1950 (Elo 2430 ottobre 2007) che si è specializzato nell’insegnamento.

Il sito dello Stappenmethode
Stappenmethode