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    - 2008
    - 2009
    .

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    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

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    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

La scacchiera: davvero uno spazio conquistato!

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Per il terzo anno consecutivo si è svolto il laboratorio di attività psicomotoria su scacchiera gigante presso l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Fabriano (AN), (descritto nei precedenti post).

COSTRUZIONE E DISTRUZIONE

Una delle attività preliminari, e basilari, del nostro percorso è la costruzione e “distruzione” della scacchiera, accompagnata dalle relative canzoncine.

Il materiale per la costruzione consiste in 64 quadrati  (25 cm x 25 cm) con una faccia scura e una chiara (double face) da inserire in un perimetro quadrato, delineato da quattro grandi fasce nere in materiale plastico. Tutta la scacchiera viene utilizzata per gli esercizi, comprese le fasce laterali.

Riteniamo quest’attività molto importante sia per lo sviluppo delle abilità sociali che quello cognitivo. I bambini insieme dovranno trovare una strategia per costruire in modo ordinato e corretto la scacchiera. All’inizio vengono lasciati liberi nel ricercare una soluzione, poi sono accompagnati, delicatamente, a trovare il modo per costruirla. Si è, così, osservato come nascano autonomamente dei ruoli: quelli che le distribuiscono, quelli che le posano, quelli che osservano e quelli che correggono.

La settimana scorsa abbiamo assistito ad un evento esilarante: durante la costruzione quattro maschi del gruppo si sono messi seduti, appoggiati al muro, con in mano il mucchietto delle case da disporre mentre le femmine andavano a prenderle e a posizionarle. Che idea  hanno delle donne questi bambini?!

La costruzione della scacchiera con la relativa canzoncina di “apertura” prepara i bambini alla concentrazione richiesta in seguito, durante il racconto della fiaba e l’esecuzione degli esercizi. Alla fine di ogni lezione viene cantata una filastrocca di “chiusura” simmetrica a quella di apertura, che servirà per la fase “distruttiva”.

FILASTROCCA DI APERTURA

Una casa Bianca e una casa Nera,
ecco pronta la nostra scacchiera.

Presto bambini che ci divertiamo
una scacchiera tutti insieme costruiamo
Incontreremo Re Regine e Fanti
nella scacchiera ci stanno tutti quanti!
RIT.
La solida Torre e il bizzarro cavallo
Voglion tutti andare al gran ballo
E il piccolo pedone se in fondo arriverà
in una Regina si trasformerà.
RIT.

FILASTROCCA DI CHIUSURA

Una casa nera e una casa bianca
la nostra scacchiera è proprio stanca.

Ora bambini la scacchiera va a riposare
Tanto abbiam saltato che è stufa di giocare.
Piano pianino le casette riponiamo
nel gran sacco che qui troviamo.
RIT.
Il Re la Regina vanno a dormir
Insieme al cavallo che vuol nitrire
Anche la torre , il pedone e i fanti
Non voglion piu’ andare avanti
RIT.

Durante tutto il laboratorio, la costruzione e lo smantellamento diventa esso stesso un percorso, suddiviso in varie fasi.

I FASE: Costruzione libera della scacchiera.

Ai bambini viene richiesto di seguire la canzoncina e di costruire una scacchiera (anche se non ne hanno mai vista una). Quindi, vengono invitati a prendere da un sacco, senza un ordine preciso, le case e di posizionarle liberamente partendo contemporaneamente da più punti. Metteremo solo il tappetino sotto per non far scivolare le case e le fasce laterali di contenimento. Gli insegnanti osservano senza dare nessun tipo di suggerimento o commento, poi aggiustano senza dire nulla.

II FASE: Scopriamo l’alternanza Bianco/Nero (la visione locale).

Prima di iniziare la costruzione della scacchiera viene fatto notare come i quadrati che servono per comporre la scacchiera possano essere bianchi o neri a seconda del lato osservato.

Posate le fasce laterali i bambini vi salgono sopra e percorrono il perimetro girando intorno, contando i lati e stando attenti a non uscire dalle fasce.

In questo modo sperimentano il quadrato e il suo perimetro

Si comincia con il rituale della costruzione della scacchiera accompagnandolo dalla filastrocca cantata di “Apertura”. Ora, si invitano i bambini a prendere, in modo ordinato, uno alla volta,  i quadrati da porre a terra; mentre i primi partono da un angolo che gli è stato indicato come una casa bianca (H1), un gruppetto viene invitato ad iniziare dal lato opposto; potrebbe accadere la non compatibilità dei colori tra le due aree indipendenti e qualcuno noterà l’errore; la linea di contatto potrebbe essere ampia e la correzione dell’errore un compito piuttosto difficile.
La correzione è il vero problema da risolvere, in maniera pacata, si cerca di insegnare ai bambini a non far prevalere le proprie convinzioni su quelle degli altri, chiedendo di argomentare la soluzione.
Nel momento della correzione abbiamo visto come i comportamenti siano i più diversi; spesso partono dei bambini a girare velocemente le case con l’intento di sistemare, girando sequenze anche lunghe di case, qualcuno arriva perfino alla casa d’angolo con cui è iniziata la costruzione; l’azione simultanea di tutti fa perdere qualsiasi riferimento di “casa buona”, per cui i bambini lavorano senza arrivare mai a una conclusione, fino all’intervento dell’insegnante che blocca le modifiche sulle parti corrette; i bambini, infatti gestiscono molto bene e rapidamente le situazioni localizzate, alla loro portata, ma non sono capaci di vedere la scacchiera nella sua globalità e di prevedere cause esterne all’ambito loro circoscritto.

III FASE: La diagonale (quando si introduce l’alfiere)

Questa fase è affrontata  quando viene presentato l’alfiere e il suo movimento in diagonale. Si procede con la costruzione della scacchiera disponendo le quattro case d’angolo, poi viene chiesto ai bambini di notare qualcosa di particolare: su una diagonale ci sono due case bianche e su quella opposta due case nere e si chiede ai bambini di percorrere un’immaginaria diagonale. La fanno tutti come se camminassero su un filo sospeso in aria.In seguito, divisi in quattro gruppi per angolo, costruiranno in autonomia la scacchiera al suono della filastrocca di apertura.

In questo modo focalizzeremo l’esperienza su i quattro vertici del quadrato e la diagonale.

Le modalità di costruzione possono essere differenti, un gruppo costruisce riproducendo un quadrato sempre più grande mentre un altro procede linearmente; alcuni bambini tendono ad unirsi rapidamente a quelli di un gruppo vicino, altri sembrano voler continuare ignorando chi gli sta accanto. Terminata la scacchiera di osservano le case con molta attenzione e si correggono gli spazi creati durante gli accostamenti. Viene riproposto di camminare lungo la diagonale, che ora è resa evidente dalle case dello stesso colore (strada del latte e della cioccolata), e, infine, si chiede di percorrere altre strade simili alla diagonale: linee parallele ad essa formate dalle case a fianco.

IV FASE: Con compostezza (quando si introduce la regina)

Si comincia a far costruire la scacchiera, in maniera diversa dalla precedente, questa volta richiedendo lo sforzo di seguire uno o piu’ “capocantieri” che, seduti su una sedia, consegneranno due case alla volta ai bambini, sistemati ordinatamente in fila indiana, oppure si puo’ dividere la classe in due gruppi: un gruppo consegnera’ le case e stara’ a guardare mentre l’altro le poserà in terra in silenzio.  L’esercizio di costruzione della scacchiera (apertura) e decostruzione (chiusura) della stessa sono due momenti che devono essere curati in modo particolare.

Durante il posizionamento i bambini discutono sul come metterle giungendo ad una soluzione diversa dalla precedente: mettere prima le case intorno al bordo poi procedere a riempire l’interno.

Il lavoro verrà  svolto in modo calmo e ordinato, massimo quattro bambini contemporaneamente sopra la scacchiera, con una riuscita sicuramente eccellente, infatti gli errori di posizionamento sono frequenti quando si inizia contemporaneamente in più punti.

Abbiamo osservato come quest’ultima fase nasca ogni volta spontaneamente, come se i bambini sentissero l’esigenza, dopo tanto disordine, di compostezza.

LE TRASFORMAZIONI 

Costruita la scacchiera, prima di introdurre i pezzi e’ possibile farle subire delle trasformazioni  e creare eventualmente delle tassellature. Una scacchiera rimovibile double face permette un maggior numero di attività, benché alcune di queste si possano fare anche con 32 case bianche e 32 nere. Dopo che l’insegnante ne ha guidato la costruzione quelle piu’ semplici vengono riprodotte anche su un foglio di carta in un momento diverso del laboratorio.


Si puo’ supplire alla mancanza di una scacchiera gigante con delle tessere adesive come descritto da  Sebastiano Paulesu nel suo blog.

Durante la settimana vengono svolte alcune attività di rinforzo, come nell’esempio che segue a supporto di quella descritta nel post “C’era una volta un Re…a San Michele. 2. Le trasformazioni“, dove la scacchiera è trasformata in una 4×4 e una 2×2.

Il primo disegno richiesto è quello di rappresentare liberamente le tre scacchiere che sono disegnate come una piccola, una media e una grande scacchiera in quanto sono percepite di dimensioni diverse. Nel secondo disegno, invece, viene proposto un reticolo pre-impostato da colorare.

Reticolo per scacchiera  8×8 / 4×4  / 2×2

Bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia

Insieme alla maestra Luana stiamo preparando un quaderno operativo, semplice, che può essere utilizzato durante la settimana, tra un laboratorio e l’altro, comprendente una serie di attività di potenziamento e rinforzo.

♦♦♦

Le puntate della prima esperienza:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo
10 : L’umile pedone

C’era una volta un Re…a San Michele (10) L’umile Pedone

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 10 : L’umile Pedone


Seguendo sempre la traccia dal prezioso libro  “I bambini e gli scacchi. Appunti per una teoria della mente” di A.Pompa, R. Miletto, M.R. Fucci, F. Morrone. presentiamo, in questa lezione, l’ultimo (non per questo meno importante ) personaggio del mondo degli scacchi: l’umile Pedone.

Riuscirà un personaggio piccolo come un bambino a catturare l’attenzione di altri bambini come sono riusciti a fare un Re, una Torre e gli altri personaggi? A rafforzare l’esile natura del Pedone ci saranno altri Pedoni, pronti a fare gruppo e a mostrare tutta la loro forza di squadra. I bambini saranno invitati a collaborare in attività di gruppo per sperimentare il senso di coesione e sincronizzazione. La vita del pedone è un’allegoria della vita di un bambino che è metamorfosi; se ben difeso e protetto potrà sfarfallare e diventare decisivo per il mondo circondante.

L’avventura cui va incontro un Pedone è intensa di significati: nel suo lento percorso è quasi sempre affiancato da altri Pedoni e sostenuto da amici più grandi di lui; partecipa alle operazioni perseguendo, oltre allo scopo comune, anche un desiderio individuale, quello di crescere e di affermarsi.
In molti contesti i personaggi degli scacchi vengono utilizzati per indicare livelli di crescita progressiva: il Pedone rappresenta il livello di partenza, lo stadio iniziale, Re e Regina quello di arrivo. Ai piccoli allievi oggi verrà spiegato che ogni percorso ha un inizio e che per arrivare da qualsiasi parte bisogna intraprendere un cammino. Il senso di solitudine scompare quando si riconosce la presenza forte degli altri e ci si sente sostenuti e protetti.

Con tranquillità e la conquistata cura componiamo, cantando, la scacchiera; ormai i bambini hanno raggiunto la capacità di costruirla senza bisogno di nessuna indicazione, con ritmo. Sono presenti due capocantieri: offrono le case della scacchiera ai loro compagni senza autorità, e i manovali le ricevono senza pretesa; sembra che ogni ruolo sia veramente compreso e accettato.

I colletti colorati

I giorni precedenti a questo incontro le maestre Valeria e Luana, insieme ai bambini, hanno preparato dei preziosi colletti di carta crespa colorata; “Sono per il nuovo personaggio degli scacchi”, hanno tenuto a precisare i bambini, un po’ per dimostrare di essere attenti e preparati, un po’ per giustificare quello strano indumento, che, a dire il vero, non tutti indossano volentieri. Anche il Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” indossa un colletto e, quando tutti sono pronti, racconta la natura di questo personaggio: il Pedone è soltanto un bambino, quello che conta è di essere in tanti, diversi, ognuno con il proprio talento.

Filastrocca del Pedone

Sulla scacchiera il MMS “Mauro” presenta la marcia dei pedoni mostrando che, essendo piccolini, partono sempre dalla seconda traversa (o dalla settima) in modo da essere davanti ai pezzi più grandi, come si fa per le fotografie; viene, quindi, proposta la filastrocca del Pedone con il ritornello da marcetta. Le parole del ritornello, imparate rapidamente dai bambini, serviranno per giocare con i passi; quelle delle strofe aiutano a dare valore al gruppo di pedoni.

Pin pan ma che scatto, pin pan poi pianino
Pin pan sempre dritto, pin pan nel cammino
Pin pan arrivo in fondo, pin pan ben contento
Pin pan quel che voglio, pin pan io divento

Otto fratellini bianchi, otto fratellini neri
si tengono per mano per andare avanti fieri
fanno spazio ai loro amici senza allontanarsi tanto
non è bello stare in fila, non aver nessuno accanto

(Ritornello)

Se la strada avrai sbarrata resta fermo ad aspettare
con qualcuno il tuo posto di traverso puoi scambiare
quando è libero il cammino puoi viaggiare senza affanno
i tuoi amici, attenti e forti, sempre ti proteggeranno

(Ritornello)

La canzoncina dei Pedoni è rivolta in modo molto diretto ai piccoli allievi con il colletto, e da come ascoltano, sembrano ben immedesimati nel personaggio. Quel “io divento” del ritornello diventa un intenso momento di riflessione e discussione: arrivando in fondo si diventa quello che si vuole: chi una infermiera, chi una principessa; e le bambine sembrano già più determinate per il loro futuro!

La storia: I sette corvi

I bambini ascoltano con attenzione la fiaba

La fiaba dei Sette Corvi, dei fratelli Grimm, è complessa e densa di significato. I fratellini cercano di primeggiare l’uno con l’altro per andare alla fontana mentre vanno a prendere l’acqua e, così finiscono per rompere la brocchetta; traspare, allora un comportamento antitetico dei bambini, che entrano in confusione e appaiono indecisi, e il padre che preso dall’impazienza, senza pensarci, li maledice; ogni decisione ha un proprio tempo, deve avvenire né troppo lentamente e né troppo in fretta. La sorellina, in seguito, andrà alla ricerca di tutti i fratellini, che vivono uniti; si farà aiutare dalle stelle, che anche loro, in armonia, stanno tutte insieme, e non dal rovente Sole o dalla glaciale Luna; e solo quando la bambina sacrificherà una parte di sé stessa i corvi si ritrasformano in umani. Nel racconto il MMS impersona uno dei fratelli trasformati in corvi; il senso di unione è stato rafforzato dalle belle immagini della storia: “la nostra sorellina ha fatto di tutto per ritrovarci, è fuggita dal sole e dalla luna che vivono soli nel cielo, si è seduta accanto alle stelline, tante e piccole”.

I pedoni pur non avendo una rilevante forza individuale possono, insieme, creare attacchi e difendere i pezzi più “grandi”. Non devono essere isolati o doppiati e come i corvi volano a forma di V. Le varie strutture che si possono creare con i pedoni ci permettono sulla scacchiera gigante di sperimentare diverse configurazioni, benché sarebbe stato meglio avere le case un po’ più grandi.

La marcetta

Alla partenza

Sfalsati

 

 

 

 

 

Otto bambini salgono sulla scacchiera per passeggiare a ritmo di filastrocca; il MMS “Mauro” li dispone tutti in fila nella posizione di partenza; dovranno muoversi sui PIN PAN del ritornello. Ogni movimento verrà eseguito in gruppo perciò, contemporaneamente, nel primo PIN PAN, chi sta sulla casa bianca fa solo un passo e raggiunge la casa nera, mentre chi sta sulla casa nera compie due passi raggiungendo sempre una casa nera. A questo punto ad ogni PIN PAN (senza cantare le strofe) i bambini si muoveranno all’unisono, compatti, un passo alla volta, fino a terminare con “io divento”; seppur partendo sfalsati arriveranno tutti comunque alla meta.

Ripetiamo l’esercizio, con un altro gruppo; si sperimenta anche una partenza in sequenza, in modo da avanzare con una catena in diagonale; ogni bambino partirà in un momento diverso dagli altri, ma poi proseguirà con il gruppo, con un movimento coordinato.

Il passo che permette al Pedone di avanzare costituisce uno degli elementi più importanti del nostro lavoro con i bambini. Il percorso che ognuno di noi intraprende per raggiungere obiettivi più o meno ardui, assomiglia al cammino del Pedone (“io divento”); anche un giocatore di scacchi potrebbe paragonare il suo lento progredire nella pratica e nella conoscenza del gioco al modo di avanzare del più modesto dei pezzi, e a noi piace vedere i piccoli allievi del nostro laboratorio di scacchi come tanti Pedoni desiderosi di crescere restando uniti.

La lezione termina con la canzoncina di chiusura: è arrivato il momento di riporre la scacchiera che è davvero “proprio stanca”.

Questa è l’ultima lezione di presentazione dei pezzi, nelle successive lavoreremo per la preparazione della festa di fine anno.

♦♦♦

Le puntate precedenti:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo

C’era una volta un Re…a San Michele (9) Il Bizzarro Cavallo

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 9 : Il Bizzarro Cavallo

La vita, istruzione per l’uso di G. Perec Percorso del cavallo scacchiera 10×10

La lezione sul Cavallo appagherà molto i bambini, così come è stata tanto apprezzata, dalle bambine, quella sulla Regina.  Il Cavallo è un pezzo il cui movimento è molto particolare, alterna ad ogni mossa il bianco con il nero e per un bambino prevedere la successiva posizione non è poi cosi’ banale.

Nell’immaginario di molti, il cavallo degli scacchi è l’emblema della mutevolezza improvvisa, il compagno di viaggio verso direzioni nuove e inesplorate, affascinanti e irrinunciabili. I giocatori di scacchi di tutte le epoche subiscono il fascino delle manovre combinate dei pezzi e con essi intraprendono un viaggio che è quasi un’avventura; spesso vivono la solidità della Torre o l’introversia dell’Alfiere; ma ancora di più cercano e sperimentano il voler essere Cavalli bizzarri, quasi illogici, per spezzare la regolarità in cui rischiano di fossilizzarsi. Ai bambini verrà presentato un personaggio con uno spirito estremamente vitale, più scalmanato di loro.

Iniziamo la lezione costruendo la scacchiera accompagnati dalla ormai nota Filastrocca di Apertura al “Mondo degli Scacchi”; come nel precedente incontro e’ stato designato il capocantiere pero’ qualcuno si mette seduto vicino a lui e a Mauro, il Mago del Mondo degli Scacchi, ad osservare e commentare il lavoro svolto dagli altri. Per costruire la scacchiera impiegano circa due minuti con grande concentrazione e partecipazione di tutti; si percepisce che iniziano a sentire e a vivere la scacchiera come spazio proprio.

Il modo con il quale i bambini costruiscono la scacchiera ne svela il temperamento: alcuni mostrano grande cura e pacatezza mostrando attenzione a non lasciare spazi tra le case, altri depongono le case velocemente e alla rinfusa, altri, invece, con sicurezza e decisione, infine alcuni rimangano a guardare.

Il cavallo del Re

“Oggi viene a trovarci il Cavallo del Re!”  – esclama MMS. I bambini rispondono entusiasti, in particolare i maschi, che cominciano ad imitarlo saltellando dappertutto. Siamo in un asilo della campagna marchigiana e in famiglia qualcuno lo possiede pure un cavallo. Non hanno, pero’, capito che ogni volta arriva un nuovo personaggio, e aspettano sempre l’arrivo del Re; egli occupa ogni spazio nel loro cuore.

Il MMS esce a chiamare il cavallo che sembra trovarsi di fuori e fa credere ai bambini che sia enorme, poi entra e invece e’ piccolo piccolo: un cavallino di lana impaurito e un po’ timido, pronto a catturare l’affetto dei bimbi e desideroso di raccontare la sua storia piena di peripezie, sono tutti molto emozionati.

Mauro chiede ai bambini di indovinare il nome del cavallo e tutti propongono nomi improbabili. Il Mago del Mondo degli Scacchi, usandolo come una marionetta, intavola un siparietto con lui, svelando cosi’ il suo nome : Luce.

La storia di Luce (storia araba)

La storia, una fiaba araba piena di simbolismi, è presa dal libro “Storie di cavalli” di N. Vézinet e R. Causse; riguarda una coppia di genitori, ormai in età avanzata, che desiderano tanto avere un figlio. La donna andando al mercato incontra una vecchia che le offre un’arancia(e qui Mauro mostra una bell’arancia) predicendole l’arrivo del tanto desiderato figlio, pero’  se sarà femmina, sarà di sua proprietà al compiere di 6 anni. Nasce proprio una bellissima bambina.,Aida, che verrà sottratta dalla strega come era stato predetto e portata in un palazzo in mezzo al deserto, lontano da qualsiasi contatto umano. Dopo qualche tempo la ragazza (ormai cresciuta) si accorge di non essere sola in quel luogo desolato e scopre che in una delle innumerevoli stanze è rinchiuso un principe con il suo cavallo, che si chiama Luce; purtroppo stanno morendo d’inedia, così di nascosto dalla strega gli porta del cibo fino a che non siano abbastanza forti da poter sopportare la fuga. Ad un certo punto riescono a fuggire in groppa a Luce, che si rivela davvero speciale. La strega li insegue e per tre volte Luce riesce a sconfiggerla ergendo delle barriere,dei fronti, che nascono allo scalpitio degli zoccoli: la prima volta una siepe spinosa, la seconda una catena altissima di montagne e infine una grande onda che sotterra definitamente la strega. Ogni volta che Luce sconfigge la strega riparte al galoppo (i bambini tutte le volte imitano il rumore dei zoccoli con la voce e battono ritmicamente i piedi  tutti insieme).

Finalmente i ragazzi si salvano raggiungendo la casa paterna e si sposano vivendo per sempre felici e contenti insieme a Luce, ora il cavallo del Re.

Filastrocca del Cavallo

Quando si chiede ai bambini di prepararsi a cantare un nuovo ritornello, partecipano sempre contenti, un po’ per fare felice il personaggio che è venuto a trovarli, un po’ perché vogliono prendere parte della musica e della poesia ritmata, senza rendersi conto di essere essi stessi a generarle. Tutto questo entusiasmo e energia verranno trasformati in attività vocale e motoria. Il Mago MMS “Mauro” introduce la filastrocca creata per il cavallo e dopo averne mostrato il suo movimento fuori dalla scacchiera, chiede a tutti i bambini di imitarlo al ritmo della nuova canzoncina: tanti piccoli cavalli dritti sulle zampe posteriori sono pronti a fare due salti, a girarsi da una parte e a completare la mossa con un terzo salto.

Opplì Opplì Opplà
L’allegro cavallo si muoverà
Opplì Opplì Opplà
Salta due case e svolta di la’

Il Re e la Regina hanno i loro cavalli
Con cui attraversano monti e valli
Volano al vento le belle criniere
Su case bianche e su case nere.

(Ritornello)

Nessun ostacolo potrà fermarlo
Se vuoi che scappi, prova a domarlo
Quando alla fine stanco sarai
Che bella sorpresa, accanto lo avrai.

(Ritornello)

Le passeggiate dei Cavalli

Sale sulla scacchiera, nella posizione A2, la maestra Sbagliona che mostra la mossa del cavallo, ovviamente sbagliando, mentre i bambini non vedevano l’ora di correggerla.

Ora salgono quattro bambini alla volta ed effettuano, al ritmo della canzoncina, il movimento ocorretto  due salti nella stessa direzione e poi un salto girandosi a destra o a sinistra; arrivano alle case centrali scalpitando con le mani/zampe e poi ritornano al punto di partenza (con alcuni si tentano delle coreografie).

Le parole della filastrocca aiutano molto e fanno sembrare il movimento abbastanza semplice, ma coordinare la sequenza di piccoli salti non è affatto facile. Sono tentato a rallentare la musica per regalare pause utili, ma forse l’esecuzione veloce obbliga a fare movimenti meno ragionati e comunque quasi sempre corretti.

Il MMS  “Mauro” invita a salire anche i bimbi di quattro anni che hanno qualche difficoltà con questo strano movimento, e, condotti dal mago li facciamo incontrare sui bordi, effettuando un percorso diverso dai grandi.

Quando tutti i bambini hanno completato l’esperienza, vengono fatti salire tutti sulla scacchiera e eseguendo il movimento del cavallo si accorgono subito che è possibile scegliere contemporaneamente la stessa casa di altri bambini, così si finisce tutto con un bell’abbraccio che viene sciolto da un saltellamento convulso sia da cavallo che da ranocchio.

Un tenero abbraccio

Il percorso del cavallo è tra i piu’ affascinanti e largamente studiati in matematica e permette di operare con con svariate geometrie.

Quadrati e Diamanti

Vari usi delle fasce laterali

Alla fine smantellano come cavalli impazziti la scacchiera, mentre le fasce laterali diventano la stola di un cardinale o le briglie di un cavallo. Dello smantellamento amano molto il ripiegare con cura il tessuto che viene messo sotto la scacchiera per non farlo scivolare. La scacchiera come il maiale,si apprezza tutto!

♦♦♦

Le puntate:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo
10 : L’umile pedone

Insegnare gli scacchi all’asilo: si può fare, e bene.

La copertina del libro "I Bambini e gli Scacchi"Ho cominciato a pensare che “I bambini e gli scacchi” potesse essere interessante dopo aver letto l’articolo di Giulio Francalancia sulla Rivista Scacchi n. 21, di Lucio Rosario Ragonese. L’articolo riferisce su un seminario di formazione per gli insegnanti tenuto da Alessando Pompa e Filomena Morrone. Francalancia riporta anche brani del libro con esempi delle attività didattiche realizzate da Pompa e Morrone, e sono stati proprio questi ad incuriosirmi.

La curiosità mi ha fatto scoprire un grande libro, che racconta come si possano insegnare gli scacchi ai bambini più piccoli della scuola materna (4-5 anni) e a quelli delle scuole elementari.

È un libro a otto mani, scritto da un insegnante della scuola dell’infanzia, Alessandro Pompa, che è anche istruttore di scacchi e formatore degli insegnanti (per l’UISP); da una insegnante elementare, Filomena Morrone, da una psicologa dell’età evolutiva, Maria Rosa Fucci, e da un neuropsichiatra infantile, Roberto Miletto.

Graficamente non è un granché, con diagrammi brutti e difficili da leggere perché realizzati con una font davvero malfatta. Però è un libro che consiglio a tutti coloro che insegnano scacchi nella scuola primaria, perché è davvero tanto quello che si può imparare leggendolo.

 La prima parte contiene otto lezioni – pardon, “unità di lavoro” – che costituiscono un corso completo, adatto per i bambini della scuola dell’infanzia, ma utilizzabile facilmente anche nella scuola primaria.

(…) abbiamo presentato materiale educativo tratto dalle esperienze fatte con i bambini in età prescolare.
Per la media latenza [9-10 anni] e la preadolescenza sono inevitabili degli adattamenti; siamo persuasi però che il lettore saprà prendere degli spunti dal nostro contributo. Per percorsi indubbiamente più celeri.

Le attività didattiche proposte privilegiano il movimento dei bambini su una scacchiera gigante. Le esperienze di Alessando Pompa con i suoi piccoli allievi sono riportate con dialoghi in cui compare spesso il romanesco. In questo modo il libro riesce a rendere benissimo l’atmosfera delle “lezioni”, e a trasmettere un metodo di insegnamento che pare davvero efficace.

La seconda parte contiene elementi della prosecuzione del corso. Il titolo, “Sulla pianificazione tattica e strategica”, può lasciare perplesso il lettore, come è successo a me. Infatti, visti i miei pregiudizi riguardo l’insegnamento degli scacchi nella scuola primaria, ero convinto che gli argomenti trattati fossero inadatti ai bambini che la frequentano, perché troppo complicati per loro. 

Ma i concetti tattici e strategici introdotti nelle “lezioni” sul finale, sul mediogioco, sul passaggio dalla tattica alla strategia e sull’apertura, sono pensati per chi ha 8-10 anni, sono illustrati da esempi tanto semplici quanto efficaci.
Gli autori, inoltre, mostrano una tabella – riproposta qui sotto – che riporta gli argomenti affrontabili in relazione alle diverse età dei bambini.

Percorso modulare nell'insegnamento degli scacchi

Percorso modulare nell'insegnamento degli scacchi

La suddivisione proposta non deve essere intesa in modo rigido. Ad esempio, con riferimento alla tattica, gli autori specificano che:

Non tutte le situazioni di gioco di tattica immediata possono, però, essere adatte a bambini di scuola dell’infanzia; anche se si può giungere con una sola mossa allo scacco matto (…) c’è la necessità di tenere nel contempo in considerazione troppi elementi per le capacità dei bambini più piccoli.
Pertanto, alcuni aspetti, sempre di tattica immediata, vanno proposti solo nella scolarità dell’obbligo (…)
p. 96

Che cosa otterrete da questo libro
1. un programma di insegnamento per la scuola d’infanzia e per la scuola primaria, in due livelli, base e avanzato;
2. schemi riepilogativi delle attività associate all’insegnamento del gioco
3. un metodo di insegnamento
4. tanti esempi tratti da situazioni reali e tanti consigli pedagogici
5. un bel po’ di posizioni esemplari spiegate in modo adatto ai più piccoli.

Però se non sapete già giocare a scacchi…
Se non sapete giocare a scacchi, questo libro non ve lo insegnerà e dovrete prima rivolgervi altrove.
Il metodo di insegnamento proposto mi pare davvero coinvolgente e, soprattutto, efficace anche dal punto di vista scacchistico, ma richiede conoscenza della materia da parte dell’sitruttore.

Se ancora non vi basta, eccovi il sommario:

Parte Prima
SULLA CONOSCENZA DELLE MOSSE DEI PEZZI
– Prima unità di lavoro: La scacchiera come spazio usato
– Seconda unità di lavoro: La scacchiera come spazio rappresentato
– Terza unità di lavoro: Entra in scena subito il Re
– Quarta unità di lavoro: Eppur si muove questa Torre
– Quinta unità di lavoro: L’Alfiere, un aiutante di campo che viaggia storto
– Sesta unità di lavoro: Quel gran pezzo forte della Donna degli scacchi
– Settima unità di lavoro: Quel Cavallo dai fascinosi salti
– Ottava unità di lavoro: Il Pedone, l’anima degli scacchi

Parte Seconda
SULLA PIANIFICAZIONE TATTICA E STRATEGICA
Premessa
Sul finale
Sul medio gioco
Dalla tattica alla strategia
Sull’apertura

Parte Terza
SUGLI ASPETTI COGNITIVI E METACOGNITIVI
La teoria della mente
Note conclusive
Appendice: gli scacchi nella didattica

Bibliografia

Il minimalismo non si addice alla fiaba.

illustrazione da Salto, scavalco, sorvolo.

Ho inseguito questo libro per più di un anno, affascinato dalle poche illustrazioni mostrate nella brochure di presentazione allora reperibile online. Non ho avuto successo, e solo da poco sono riuscito ad ottenerlo dal mio libraio di fiducia.

Salto, scavalco, sorvolo si presenta al lettore con immagini di gusto raffinato e una grafica molto originale nella stilizzazione dei pezzi: il pedone trasformato in due stivali con un cerchio sopra, l’alfiere sintetizzato nella forma triangolare – ma “organica” – del cappello, la torre vagamente diroccata.
Le colorate illustrazioni “avvolgono” il testo e si fanno guardare e riguardare con grande piacere.

La filastrocche / ballate sono gradevoli e si prestano a drammatizzazioni in classe.

Però …

Non c’è il plot!
…però manca una trama, manca l’azione.Copertina di Salto, scavalco, sorvolo?
Tutto quello che i personaggi fanno è riunirsi, badando bene di sottolineare le particolarità di movimento (suppongo sia una scelta didattica, ma uccide ancor di più l’emozione che un bambino e un adulto maturo si aspettano dalla fiaba) e salire dal re per poi risolvere con gli scacchi il conflitto con le genti dell’altro re.
Segue una parte didattica, raffinatissima nella grafica e, penso, piacevole da leggere anche in classe.

Ecco, avrei di gran lunga preferito un libro con solo le illustrazioni, le ballate e la parte didattica finale. Al limite con qualche gioco in più. Sarebbe stato un grande libro.

Così è un bel libro, ammosciato da una fiaba che non c’è. Rattristato dalla mancanza di emozioni.

Il dibattito no!
E i loghi di Federscacchi e del Coni, inseriti di forza nel retro copertina, stonano vistosamente con la grafica di qualità. E in un libro che si suppone destinato ai bambini le presentazioni, soprattutto quella del Coni provinciale di Piacenza, non hanno alcun senso. Che volete che interessi, ad un bambino, ma anche a un genitore che legge il libro con il bambino, che

Sport e gioco [sono] due elementi di una stessa molecola, due elementi che da sempre fanno parte del dna del Coni (…)
dalla presentazione del Comitato Provinciale del Coni di Piacenza

Il prezzo, infine, è leggermente più alto dei cartonati di pari livello.

Se oltre agli scacchi vi piacciono le belle illustrazioni e i libri per bambini, può valere la pena lo stesso di acquistarlo. Se lo regalate ad un bambino, leggete con lui o fategli leggere se lo sa fare da solo, le filastrocche.

illustrazione da Salto, scavalco, sorvolo.

Le immagini di questa recensione sono tratte dal libro Salto, scavalco, sorvolo?, di Matelda Paiella e Giovanna Sogni. Illustrazioni e grafica sono state realizzate da Cristian Arbasi, Isabella Genovese, Claudia Valla, del gruppo Coccodrilli a manovella .