• scacchi012

    Riflessioni, appunti e spunti sul gioco degli scacchi, sul loro insegnamento a bambini e ragazzi, soprattutto nelle scuole.
    Il blog è aperto ai contributi dei ragazzi e dei loro genitori e agli interventi di altri istruttori e insegnanti.

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    FOTO: Gli istruttori dell'anno 2010: Roberta De Nisi, Olga Zimina, Eugenia Di Primio, Andrea Rebeggiani, Sebastiano Paulesu, Giuseppe Rinaldi

    Ne abbiamo scritto in un articolo su scacchi012.

    I premiati degli anni scorsi:
    - 2008
    - 2009
    .

  • Il nuovo libro di Alex!

    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

    Wild, i matti

  • I racconti di Kob

    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.
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Il pedone

Il pedone (illustrazione dai volumi del corso della Kasparov Chess Foundation)Dopo le solite domande su quanto fatto nella lezione precedente, inizio la nuova lezione con un episodio della storia di Gilgamesh. Oggi tocca al Pedone.

In alcune classi devo interrompere il racconto, dato che non c’è un grande interesse, la maggioranza si dedica ad altro. Interrompo la storia facendo notare che con questo volume e questo interesse non riesco a continuare a narrare.

Bambini affiancati

Dopodiché creo gruppi da due che si dividono una scacchiera e i bambini siedono affiancati davanti alla scacchiera. Non li faccio sedere uno di fronte all’altro per consentire loro di avere la stessa prospettiva.

I pezzi vengono posizionati ai lati della scacchiera, ormai hanno capito abbastanza bene cosa devono fare all’inizio. Inizio a spiegare i movimenti del pedone senza mostrare nulla, solo a voce. Senza scacchiera murale mi accorgo subito e più chiaramente come lavora la classe. Mi accorgo del grado di attenzione dei singoli bambini, della disposizione ad ascoltare e di come riescono a eseguire le indicazioni. Da notare che non sono abituati a lavorare in questo modo e difficoltà iniziali sono normali.

Faccio posizionare un pedone in e2 e spiego che il pedone muove sempre sulla stessa linea (colonna), colgo l’occasione per avere conferma che sappiano cos’è una colonna, che il pedone si può muovere solo in avanti e mai tornare indietro né spostarsi a sinistra o destra. Spiego che il pedone si muove di una casa per volta e poi lascio muovere il pedone alternativamente ai bambini di ogni coppia. Fin qui un bambino era responsabile per i bianchi e uno per i neri, perciò l’istruzione di operare tutti e due, alternativamente, sullo stesso pedone non è recepita immediatamente. Approfitto della situazione per ripetere l’indicazione di muovere il pedone in avanti di una casa e spiego che questo si chiama “fare una mossa”. Adesso funziona e i bambini eseguono la loro mossa. Ora tocca al compagno eseguire la sua mossa con lo stesso pedone. Questa indicazione non viene recepita da molti bambini che prendono in mano un pedone nero e aspettano che dica loro dove metterlo. Rispiego che muovono lo stesso pedone già presente sulla scacchiera e già funziona meglio. Ripeto le indicazioni fino a quando il pedone non raggiunge l’ottava traversa (e8) e spiego la promozione. Poi mettiamo un pedone bianco in e4 e uno Nero in e5. Se un pedone incontra un ostacolo sulla sua strada si ferma e non può più proseguire. Negli scacchi si chiama “bloccato” il pedone è bloccato e non ha più mosse a sua disposizione. Poi spiego che il pedone ha due tipi di movimento a disposizione, uno come si muove e uno come cattura. Per  dimostrarlo faccio posizionare i pedoni bianchi in e4 e d4 e i pedoni neri in e5 e d5 e indico loro di catturare un pedone. Ancora qualche esempio poi posizioniamo i pedoni bianchi in seconda traversa e quelli neri in settima. Spiego ancora il passo doppio iniziale, mentre l’en-passant lo tratteremo in seguito. Ora possiamo giocare con i pedoni. Vince il primo che riesce a portare un pedone in promozione.

Questa classe era una buona classe, al di sopra della media per quanto riguarda l’attenzione e l’osservanza delle indicazioni. Le due classi seguenti si rivelano invece l’esatto contrario. Con lo stesso programma non c’è stato quasi nessun progresso e alla fine non è rimasto tempo per giocare. È stato necessario dare spiegazioni ulteriori a ogni singola coppia, i pedoni venivano spostati a casaccio e ogni 5 minuti sono stato costretto a cercare di recuperare l’attenzione dei bambini sul tema trattato. In una classe, l’insegnante voleva essere deciso per quanto riguarda la disciplina e ha tolto alcuni bambini dalla classe occupandoli con altre attività. Il fatto si rivela uno svantaggio, dato che dovrebbero essere proprio questi i bambini ad avere i maggiori vantaggi dagli scacchi. In aggiunta la classe senza insegnante non era ben gestibile da parte mia, non sono riuscito a portare un po’ di tranquillità.

Bambini di fronte

Per questi motivi ho cambiato programma nelle classi successive. Ho messo i bambini uno di fronte all’altro e fatto posizionare un pedone bianco in e3 e uno nero in c7, dando loro l’istruzione di muovere in alternanza fino alla promozione. Qualche ripetizione, a seconda dei casi, poi mettiamo i pedoni sulla stessa colonna e li faccio muovere fino a quando non sono bloccati, per spiegare il concetto di pedone bloccato. Alla fine disponiamo i pedoni in seconda e settima traversa e si rivela che i concetti di colonna e traversa non sono ancora stati compresi da tutti, ma non ci vuole tanto tempo per sistemare correttamente. Spiego ancora il passo doppio del pedone e possiamo iniziare a giocare. Vince chi porta per primo un pedone in promozione.

L’attenzione è un fattore di lingua (e cultura)?

La mia prima impressione è: nel senso di attenzione, la propensione ad ascoltare e seguire le indicazioni, ho due classi sopra la media, cinque classi nella media e due classi sotto la media. Le classi di madrelingua italiana sono più vivaci, il volume è più alto, sono meno attenti e ascoltano meno. Mi serve un bel po’ di tempo e impegno aggiuntivo per presentare la stessa materia che peraltro viene recepita in modo minore. Può naturalmente essere un caso, ma i casi aumentano e presumo che sia veramente cosi. Probabilmente il motivo è semplicemente culturale, uno sfondo culturale diverso dalle classi in lingua tedesca. Mi sembra plausibile un maggior grado di medialità nei bambini, intendo che i bambini di lingua italiana passino più ore con i media (TV,Computer, cellulari, I-Pod ecc) rispetto ai loro coetanei di lingua tedesca in Alto Adige. Probabilmente anche l’ambiente più vivace nel senso di volume più alto fa la sua parte. Il rapporto volume maggiore dei bambini e volume maggiore dell’insegnante non è chiaro se parte dall’insegnante o dai bambini. È colpa dei bambini se l’insegnante è “costretto” ad urlare o viceversa? Un fattore aggiuntivo potrebbe essere una parte maggiore di bambini extracomunitari in classe.

Le classi con una maggiore disponibilità ad ascoltare sono ovviamente più facili da gestire, sono più silenziose e questo dovrebbe avere effetti positivi sull’apprendimento, anche se non necessariamente nella misura che ci si può aspettare. Presumo, come ho già spiegato nell’articolo sulle dinamiche di gruppo, che anche se sembra ci sia più attenzione non sempre è effettivamente cosi. L’apparenza a volte inganna. C’è più silenzio in classe e probabilmente più concetti rimangono in mente, ma dall’altra parte fino alla prossima ora passa del tempo e molto può essere e sarà dimenticato.

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Psychomotricity on giant-sized Chessboard at a Kindergarten

Written by
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

The psychomotor activity here described, performed on a giant chess board, was developed at a kindergarten, which is part of the IC “Marco Polo” School Institute of Fabriano (AN), in the Marche Region, Italy, and it is a collaboration with Mauro Gaspari,chess lover, and the teacher Luana. This project is the result of inspiration drawn from various sources: the works of A. Pompa, S. Paulesu, C. di Mauro, the A.Wild’s inspiration, and of an adaptation of the PSG protocol (Psychomotor Activity on a giant Chessboard) by Prof. Trinchero from the University of Turin.

The aim of this workshop is neither learning how to play chess, nor the acquisition of the competition attitude which is necessary to win games or to set up challenges. At this stage we do not intend to associate the world of chess with the desire for competition; on the contrary, we would like the children to approach that world with the same curiosity they have when listening to a fairy tale, trying to enter it gradually, until they become part of it. At the end of the school year they become capable of interpreting this world through a theatre performance.

In the magical world of chess children stroll up and down a giant-sized chessboard, they meet characters (the pieces of the game), they learn to move like them, dressed up to look similar to them, forming orderly arrangements, and singing songs and rhymes along with them (at least one for each type of move the characters are able to make).

The children thus make experience of the sense of geometrical space and of the options for movement that this offers, also in relation with the presence of other children; then they experience the sense of time, the rhythm marking the actions, but also the slow pace of the pawn or the speedy passing-by of the bishop, and, lastly, the sense of energy emerging from collaboration: characters who help one another, such as the two rooks, acting together, or like the many pawns lined up in array, ready to march forward supporting one another.

Scheme of the activities

Each lesson starts with the construction for the chessboard and it ends with its dismantling in the rhythm of the relevant opening and closing songs.

The arrangement of the chess pieces takes always place while a fairy tale is being told, a tale that contains the characteristics of the piece in question, of the game of chess, and the moral qualities of a good chess player. The moves of the pieces are shown while rhymes (which have been written and put to music for this purpose) are being sung.

The fairy tales all belong to the folk tradition, drawn from the Brothers Grimm collection, except for the one for the knight, which is a tale from the Arab cultural tradition.

Most of the activities are based on a spirit of cooperation and collaboration, therefore the individual child’s satisfaction arises from well accomplished work, and in the case of the individual or group exercises, from the congratulations he/she receives from his/her class mates. We have never spoken of checkmate and the pieces are never captured, let alone ‘eaten’.

The scheme of a sample lessonis as follows:

  • “Opening” sung rhyme while building up the chessboard
  • Animated narration of a fairy tale
  • Sung rhyme relevant to the piece and presentation of its movement
  • Individual and group exercises
  • “Closing” sung rhyme and dismantling of the chessboard

Construction and “Destruction” of the Chessboard

One of the preliminary and most important activities of our project is the building up and the “dismantling” of the chessboard.

For building it up the chessboard 64 squares are needed measuring  25×25 cm, with one side white and one side dark (double sided), which have to be arranged in a square perimeter, marked by four large black bands made of plastic material. The whole of the chessboard is used for the exercises, including the side strips.

The chessboard that we make is not actually giant-sized, as its dimensions represent a compromise with the space available in our kindergarten, which does not have a gymnasium.

It is believed that this activity if very important both for the cognitive development of the child, and also for the social abilities involved. The children, working together, will have to find a strategy to build up the whole of the chessboard in a proper and orderly arrangement.
At the beginning they are left free to find a solution, then they are invited to argument the suggested solutions, and finally to implement them. The solution may be relevant to localised problems (for example a square has been placed incorrectly) or generalised problems (for example what is the best way to start building up the chessboard). In the process, it has been observed how roles are taken up autonomously: those distributing the squares, those who place the squares down, those observing and those adjusting.

The building up of the chessboard with its relevant “opening” song, prepares the children for the right concentration which is needed later on, during the narration of the fairy-tale and the performance of the exercises. To come to a close, at every lesson a “closing” rhyme is sung, complementary to the opening one, which is necessary to accompany the “dismantling” phase.

The Transformations of the Chessboard

Everything acquires value thanks to its opposite and it lives with it; darkness is illuminated by light and light is darkened by darkness in the movement of opposites: an active and a passive movement, one offensive and one defensive. Black and White may be transformed into one another. Exploiting the reversibility of the squares of our chessboard, the children are faced with simple transformation activities of it.

The chessboard, therefore, may be transformed from 8 by 8 squares in one which is 4 by 4, which is easier for the children to handle, and where calculation exercises are possible. Subsequently, in a simpler 2 by 2 one, to achieve a black board (all black) or a white board (all white). Then there are surprising exercises for the children, those relevant to the creation of some check schemes, as they were playing with large pieces of a mosaic, doing special tasselation. Some examples:

The exercises

The activities performed during the lessons are mainly drawn from the italian book “Gli scacchi e i bambini: appunti per una teoria della mente” (Chess and the children: notes for a mind theory”  by A. Pompa et al., and from some posts on Psychomotricity appeared on Stefano Tescaro’s web site Scacchi012.

The chessboard related activities, some of which are explained in the above mentioned posts, concern two types of exercises: walks, whereby the child moves in order to carry out exercises; and transformations, whereby the squares are moved.

The walks

These are both individual and group exercises. There are exercises aimed at exploring space; exercises of alternation in the rhythm, in the colour and in the type of movement; exercises of orderly and disorderly arrangement; laterality exercises; exercises for the formation of configurations while moving; identification and positioning of the coordinates of a house. Group exercises: games with letters, colourful skittles, syllable jig-saws, purposely made cards.

The transformations

Use of a double-sided chessboard enabling both sides to be uses: histograms and games with numbers; construction of special “chessboards”; tesselation exercises and walking within “walls” created by the various arrangements created (internal, external, in and out; and, in the whirl movement, converging and diverging).

Complementary activities

The workshop takes place once a week and it lasts approximately one hour. During the week the teachers start complementary activities including drawing, sculpting, painting, piece constructions, dress-up costume preparation, performing reinforcement exercises, intertwining, and so forth.
The prompts for activities to implement after every lesson are varied and they may be explored in depth. In particular drawing is an aspect which is worth studying in detail, bringing it into relation with the child’s school readiness.
During this school year we have started the accomplishment of a simple practical workbook for kindergarten.

Future developments

An aspect of this workshop that we care very much about is the affective and emotional aspect involved in this experience. Furthermore, it has been observed that the game and the pieces acquire a more empathic value for children. After three years the children still remember with enthusiasm the rhymes, the movements and the games suggested.

The game of chess, therefore, offers a very wide interdisciplinary curriculum approach, and it is not limited to the mere development of logical and mathematics abilities; it helps towards stress and emotion control, towards effective decision making, even though in Italy, unfortunately, this game is not so widespread in schools.

An encouraging piece of news comes from the European Union. The European Parliament have stated, thanks also to the intervention of Garry Kasparov, that chess is not only a game, but a true sport, in that it helps children’s development, and they have provided indications for the future to ensure allocation of more funds to implement chess workshops in schools.

The European Parliament declaration dated 15th March 2012 invites the Commission to:

– encourage the introduction of the programme “Chess in Schools” in the educational system of the Member States;

-in its forthcoming communication on sport, to pay the necessary attention to the program ‘Chess in School’ and to ensure sufficient funding for it from 2012 onwards;

– dtake into consideration the results of any studies on the effects of this programme on children’s development;

The advantages of chess in schools are now well known. Last May a Conference was held in Turin on “Chess and mathematics : learning by playing”, which was a continuation of the conference held in 2009 “Chess: a game to grow up with”, where it is shown how the advantages involve the various disciplines, as well as the aspects relevant to socialization and ethics.

Our speech on the Conference in Turin:

Resources concerning the advantages of chess may be found in the World Chess Federation (FIDE) website.

For further information concerning the exercises, the rhymes or the project in general please write to the following email address: kinderchess(at)yahoo.it

La scacchiera: davvero uno spazio conquistato!

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Per il terzo anno consecutivo si è svolto il laboratorio di attività psicomotoria su scacchiera gigante presso l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Fabriano (AN), (descritto nei precedenti post).

COSTRUZIONE E DISTRUZIONE

Una delle attività preliminari, e basilari, del nostro percorso è la costruzione e “distruzione” della scacchiera, accompagnata dalle relative canzoncine.

Il materiale per la costruzione consiste in 64 quadrati  (25 cm x 25 cm) con una faccia scura e una chiara (double face) da inserire in un perimetro quadrato, delineato da quattro grandi fasce nere in materiale plastico. Tutta la scacchiera viene utilizzata per gli esercizi, comprese le fasce laterali.

Riteniamo quest’attività molto importante sia per lo sviluppo delle abilità sociali che quello cognitivo. I bambini insieme dovranno trovare una strategia per costruire in modo ordinato e corretto la scacchiera. All’inizio vengono lasciati liberi nel ricercare una soluzione, poi sono accompagnati, delicatamente, a trovare il modo per costruirla. Si è, così, osservato come nascano autonomamente dei ruoli: quelli che le distribuiscono, quelli che le posano, quelli che osservano e quelli che correggono.

La settimana scorsa abbiamo assistito ad un evento esilarante: durante la costruzione quattro maschi del gruppo si sono messi seduti, appoggiati al muro, con in mano il mucchietto delle case da disporre mentre le femmine andavano a prenderle e a posizionarle. Che idea  hanno delle donne questi bambini?!

La costruzione della scacchiera con la relativa canzoncina di “apertura” prepara i bambini alla concentrazione richiesta in seguito, durante il racconto della fiaba e l’esecuzione degli esercizi. Alla fine di ogni lezione viene cantata una filastrocca di “chiusura” simmetrica a quella di apertura, che servirà per la fase “distruttiva”.

FILASTROCCA DI APERTURA

Una casa Bianca e una casa Nera,
ecco pronta la nostra scacchiera.

Presto bambini che ci divertiamo
una scacchiera tutti insieme costruiamo
Incontreremo Re Regine e Fanti
nella scacchiera ci stanno tutti quanti!
RIT.
La solida Torre e il bizzarro cavallo
Voglion tutti andare al gran ballo
E il piccolo pedone se in fondo arriverà
in una Regina si trasformerà.
RIT.

FILASTROCCA DI CHIUSURA

Una casa nera e una casa bianca
la nostra scacchiera è proprio stanca.

Ora bambini la scacchiera va a riposare
Tanto abbiam saltato che è stufa di giocare.
Piano pianino le casette riponiamo
nel gran sacco che qui troviamo.
RIT.
Il Re la Regina vanno a dormir
Insieme al cavallo che vuol nitrire
Anche la torre , il pedone e i fanti
Non voglion piu’ andare avanti
RIT.

Durante tutto il laboratorio, la costruzione e lo smantellamento diventa esso stesso un percorso, suddiviso in varie fasi.

I FASE: Costruzione libera della scacchiera.

Ai bambini viene richiesto di seguire la canzoncina e di costruire una scacchiera (anche se non ne hanno mai vista una). Quindi, vengono invitati a prendere da un sacco, senza un ordine preciso, le case e di posizionarle liberamente partendo contemporaneamente da più punti. Metteremo solo il tappetino sotto per non far scivolare le case e le fasce laterali di contenimento. Gli insegnanti osservano senza dare nessun tipo di suggerimento o commento, poi aggiustano senza dire nulla.

II FASE: Scopriamo l’alternanza Bianco/Nero (la visione locale).

Prima di iniziare la costruzione della scacchiera viene fatto notare come i quadrati che servono per comporre la scacchiera possano essere bianchi o neri a seconda del lato osservato.

Posate le fasce laterali i bambini vi salgono sopra e percorrono il perimetro girando intorno, contando i lati e stando attenti a non uscire dalle fasce.

In questo modo sperimentano il quadrato e il suo perimetro

Si comincia con il rituale della costruzione della scacchiera accompagnandolo dalla filastrocca cantata di “Apertura”. Ora, si invitano i bambini a prendere, in modo ordinato, uno alla volta,  i quadrati da porre a terra; mentre i primi partono da un angolo che gli è stato indicato come una casa bianca (H1), un gruppetto viene invitato ad iniziare dal lato opposto; potrebbe accadere la non compatibilità dei colori tra le due aree indipendenti e qualcuno noterà l’errore; la linea di contatto potrebbe essere ampia e la correzione dell’errore un compito piuttosto difficile.
La correzione è il vero problema da risolvere, in maniera pacata, si cerca di insegnare ai bambini a non far prevalere le proprie convinzioni su quelle degli altri, chiedendo di argomentare la soluzione.
Nel momento della correzione abbiamo visto come i comportamenti siano i più diversi; spesso partono dei bambini a girare velocemente le case con l’intento di sistemare, girando sequenze anche lunghe di case, qualcuno arriva perfino alla casa d’angolo con cui è iniziata la costruzione; l’azione simultanea di tutti fa perdere qualsiasi riferimento di “casa buona”, per cui i bambini lavorano senza arrivare mai a una conclusione, fino all’intervento dell’insegnante che blocca le modifiche sulle parti corrette; i bambini, infatti gestiscono molto bene e rapidamente le situazioni localizzate, alla loro portata, ma non sono capaci di vedere la scacchiera nella sua globalità e di prevedere cause esterne all’ambito loro circoscritto.

III FASE: La diagonale (quando si introduce l’alfiere)

Questa fase è affrontata  quando viene presentato l’alfiere e il suo movimento in diagonale. Si procede con la costruzione della scacchiera disponendo le quattro case d’angolo, poi viene chiesto ai bambini di notare qualcosa di particolare: su una diagonale ci sono due case bianche e su quella opposta due case nere e si chiede ai bambini di percorrere un’immaginaria diagonale. La fanno tutti come se camminassero su un filo sospeso in aria.In seguito, divisi in quattro gruppi per angolo, costruiranno in autonomia la scacchiera al suono della filastrocca di apertura.

In questo modo focalizzeremo l’esperienza su i quattro vertici del quadrato e la diagonale.

Le modalità di costruzione possono essere differenti, un gruppo costruisce riproducendo un quadrato sempre più grande mentre un altro procede linearmente; alcuni bambini tendono ad unirsi rapidamente a quelli di un gruppo vicino, altri sembrano voler continuare ignorando chi gli sta accanto. Terminata la scacchiera di osservano le case con molta attenzione e si correggono gli spazi creati durante gli accostamenti. Viene riproposto di camminare lungo la diagonale, che ora è resa evidente dalle case dello stesso colore (strada del latte e della cioccolata), e, infine, si chiede di percorrere altre strade simili alla diagonale: linee parallele ad essa formate dalle case a fianco.

IV FASE: Con compostezza (quando si introduce la regina)

Si comincia a far costruire la scacchiera, in maniera diversa dalla precedente, questa volta richiedendo lo sforzo di seguire uno o piu’ “capocantieri” che, seduti su una sedia, consegneranno due case alla volta ai bambini, sistemati ordinatamente in fila indiana, oppure si puo’ dividere la classe in due gruppi: un gruppo consegnera’ le case e stara’ a guardare mentre l’altro le poserà in terra in silenzio.  L’esercizio di costruzione della scacchiera (apertura) e decostruzione (chiusura) della stessa sono due momenti che devono essere curati in modo particolare.

Durante il posizionamento i bambini discutono sul come metterle giungendo ad una soluzione diversa dalla precedente: mettere prima le case intorno al bordo poi procedere a riempire l’interno.

Il lavoro verrà  svolto in modo calmo e ordinato, massimo quattro bambini contemporaneamente sopra la scacchiera, con una riuscita sicuramente eccellente, infatti gli errori di posizionamento sono frequenti quando si inizia contemporaneamente in più punti.

Abbiamo osservato come quest’ultima fase nasca ogni volta spontaneamente, come se i bambini sentissero l’esigenza, dopo tanto disordine, di compostezza.

LE TRASFORMAZIONI 

Costruita la scacchiera, prima di introdurre i pezzi e’ possibile farle subire delle trasformazioni  e creare eventualmente delle tassellature. Una scacchiera rimovibile double face permette un maggior numero di attività, benché alcune di queste si possano fare anche con 32 case bianche e 32 nere. Dopo che l’insegnante ne ha guidato la costruzione quelle piu’ semplici vengono riprodotte anche su un foglio di carta in un momento diverso del laboratorio.


Si puo’ supplire alla mancanza di una scacchiera gigante con delle tessere adesive come descritto da  Sebastiano Paulesu nel suo blog.

Durante la settimana vengono svolte alcune attività di rinforzo, come nell’esempio che segue a supporto di quella descritta nel post “C’era una volta un Re…a San Michele. 2. Le trasformazioni“, dove la scacchiera è trasformata in una 4×4 e una 2×2.

Il primo disegno richiesto è quello di rappresentare liberamente le tre scacchiere che sono disegnate come una piccola, una media e una grande scacchiera in quanto sono percepite di dimensioni diverse. Nel secondo disegno, invece, viene proposto un reticolo pre-impostato da colorare.

Reticolo per scacchiera  8×8 / 4×4  / 2×2

Bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia

Insieme alla maestra Luana stiamo preparando un quaderno operativo, semplice, che può essere utilizzato durante la settimana, tra un laboratorio e l’altro, comprendente una serie di attività di potenziamento e rinforzo.

♦♦♦

Le puntate della prima esperienza:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo
10 : L’umile pedone

C’era una volta un Re…a San Michele (10) L’umile Pedone

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 10 : L’umile Pedone


Seguendo sempre la traccia dal prezioso libro  “I bambini e gli scacchi. Appunti per una teoria della mente” di A.Pompa, R. Miletto, M.R. Fucci, F. Morrone. presentiamo, in questa lezione, l’ultimo (non per questo meno importante ) personaggio del mondo degli scacchi: l’umile Pedone.

Riuscirà un personaggio piccolo come un bambino a catturare l’attenzione di altri bambini come sono riusciti a fare un Re, una Torre e gli altri personaggi? A rafforzare l’esile natura del Pedone ci saranno altri Pedoni, pronti a fare gruppo e a mostrare tutta la loro forza di squadra. I bambini saranno invitati a collaborare in attività di gruppo per sperimentare il senso di coesione e sincronizzazione. La vita del pedone è un’allegoria della vita di un bambino che è metamorfosi; se ben difeso e protetto potrà sfarfallare e diventare decisivo per il mondo circondante.

L’avventura cui va incontro un Pedone è intensa di significati: nel suo lento percorso è quasi sempre affiancato da altri Pedoni e sostenuto da amici più grandi di lui; partecipa alle operazioni perseguendo, oltre allo scopo comune, anche un desiderio individuale, quello di crescere e di affermarsi.
In molti contesti i personaggi degli scacchi vengono utilizzati per indicare livelli di crescita progressiva: il Pedone rappresenta il livello di partenza, lo stadio iniziale, Re e Regina quello di arrivo. Ai piccoli allievi oggi verrà spiegato che ogni percorso ha un inizio e che per arrivare da qualsiasi parte bisogna intraprendere un cammino. Il senso di solitudine scompare quando si riconosce la presenza forte degli altri e ci si sente sostenuti e protetti.

Con tranquillità e la conquistata cura componiamo, cantando, la scacchiera; ormai i bambini hanno raggiunto la capacità di costruirla senza bisogno di nessuna indicazione, con ritmo. Sono presenti due capocantieri: offrono le case della scacchiera ai loro compagni senza autorità, e i manovali le ricevono senza pretesa; sembra che ogni ruolo sia veramente compreso e accettato.

I colletti colorati

I giorni precedenti a questo incontro le maestre Valeria e Luana, insieme ai bambini, hanno preparato dei preziosi colletti di carta crespa colorata; “Sono per il nuovo personaggio degli scacchi”, hanno tenuto a precisare i bambini, un po’ per dimostrare di essere attenti e preparati, un po’ per giustificare quello strano indumento, che, a dire il vero, non tutti indossano volentieri. Anche il Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” indossa un colletto e, quando tutti sono pronti, racconta la natura di questo personaggio: il Pedone è soltanto un bambino, quello che conta è di essere in tanti, diversi, ognuno con il proprio talento.

Filastrocca del Pedone

Sulla scacchiera il MMS “Mauro” presenta la marcia dei pedoni mostrando che, essendo piccolini, partono sempre dalla seconda traversa (o dalla settima) in modo da essere davanti ai pezzi più grandi, come si fa per le fotografie; viene, quindi, proposta la filastrocca del Pedone con il ritornello da marcetta. Le parole del ritornello, imparate rapidamente dai bambini, serviranno per giocare con i passi; quelle delle strofe aiutano a dare valore al gruppo di pedoni.

Pin pan ma che scatto, pin pan poi pianino
Pin pan sempre dritto, pin pan nel cammino
Pin pan arrivo in fondo, pin pan ben contento
Pin pan quel che voglio, pin pan io divento

Otto fratellini bianchi, otto fratellini neri
si tengono per mano per andare avanti fieri
fanno spazio ai loro amici senza allontanarsi tanto
non è bello stare in fila, non aver nessuno accanto

(Ritornello)

Se la strada avrai sbarrata resta fermo ad aspettare
con qualcuno il tuo posto di traverso puoi scambiare
quando è libero il cammino puoi viaggiare senza affanno
i tuoi amici, attenti e forti, sempre ti proteggeranno

(Ritornello)

La canzoncina dei Pedoni è rivolta in modo molto diretto ai piccoli allievi con il colletto, e da come ascoltano, sembrano ben immedesimati nel personaggio. Quel “io divento” del ritornello diventa un intenso momento di riflessione e discussione: arrivando in fondo si diventa quello che si vuole: chi una infermiera, chi una principessa; e le bambine sembrano già più determinate per il loro futuro!

La storia: I sette corvi

I bambini ascoltano con attenzione la fiaba

La fiaba dei Sette Corvi, dei fratelli Grimm, è complessa e densa di significato. I fratellini cercano di primeggiare l’uno con l’altro per andare alla fontana mentre vanno a prendere l’acqua e, così finiscono per rompere la brocchetta; traspare, allora un comportamento antitetico dei bambini, che entrano in confusione e appaiono indecisi, e il padre che preso dall’impazienza, senza pensarci, li maledice; ogni decisione ha un proprio tempo, deve avvenire né troppo lentamente e né troppo in fretta. La sorellina, in seguito, andrà alla ricerca di tutti i fratellini, che vivono uniti; si farà aiutare dalle stelle, che anche loro, in armonia, stanno tutte insieme, e non dal rovente Sole o dalla glaciale Luna; e solo quando la bambina sacrificherà una parte di sé stessa i corvi si ritrasformano in umani. Nel racconto il MMS impersona uno dei fratelli trasformati in corvi; il senso di unione è stato rafforzato dalle belle immagini della storia: “la nostra sorellina ha fatto di tutto per ritrovarci, è fuggita dal sole e dalla luna che vivono soli nel cielo, si è seduta accanto alle stelline, tante e piccole”.

I pedoni pur non avendo una rilevante forza individuale possono, insieme, creare attacchi e difendere i pezzi più “grandi”. Non devono essere isolati o doppiati e come i corvi volano a forma di V. Le varie strutture che si possono creare con i pedoni ci permettono sulla scacchiera gigante di sperimentare diverse configurazioni, benché sarebbe stato meglio avere le case un po’ più grandi.

La marcetta

Alla partenza

Sfalsati

 

 

 

 

 

Otto bambini salgono sulla scacchiera per passeggiare a ritmo di filastrocca; il MMS “Mauro” li dispone tutti in fila nella posizione di partenza; dovranno muoversi sui PIN PAN del ritornello. Ogni movimento verrà eseguito in gruppo perciò, contemporaneamente, nel primo PIN PAN, chi sta sulla casa bianca fa solo un passo e raggiunge la casa nera, mentre chi sta sulla casa nera compie due passi raggiungendo sempre una casa nera. A questo punto ad ogni PIN PAN (senza cantare le strofe) i bambini si muoveranno all’unisono, compatti, un passo alla volta, fino a terminare con “io divento”; seppur partendo sfalsati arriveranno tutti comunque alla meta.

Ripetiamo l’esercizio, con un altro gruppo; si sperimenta anche una partenza in sequenza, in modo da avanzare con una catena in diagonale; ogni bambino partirà in un momento diverso dagli altri, ma poi proseguirà con il gruppo, con un movimento coordinato.

Il passo che permette al Pedone di avanzare costituisce uno degli elementi più importanti del nostro lavoro con i bambini. Il percorso che ognuno di noi intraprende per raggiungere obiettivi più o meno ardui, assomiglia al cammino del Pedone (“io divento”); anche un giocatore di scacchi potrebbe paragonare il suo lento progredire nella pratica e nella conoscenza del gioco al modo di avanzare del più modesto dei pezzi, e a noi piace vedere i piccoli allievi del nostro laboratorio di scacchi come tanti Pedoni desiderosi di crescere restando uniti.

La lezione termina con la canzoncina di chiusura: è arrivato il momento di riporre la scacchiera che è davvero “proprio stanca”.

Questa è l’ultima lezione di presentazione dei pezzi, nelle successive lavoreremo per la preparazione della festa di fine anno.

♦♦♦

Le puntate precedenti:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo

C’era una volta un Re…a San Michele (9) Il Bizzarro Cavallo

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 9 : Il Bizzarro Cavallo

La vita, istruzione per l’uso di G. Perec Percorso del cavallo scacchiera 10×10

La lezione sul Cavallo appagherà molto i bambini, così come è stata tanto apprezzata, dalle bambine, quella sulla Regina.  Il Cavallo è un pezzo il cui movimento è molto particolare, alterna ad ogni mossa il bianco con il nero e per un bambino prevedere la successiva posizione non è poi cosi’ banale.

Nell’immaginario di molti, il cavallo degli scacchi è l’emblema della mutevolezza improvvisa, il compagno di viaggio verso direzioni nuove e inesplorate, affascinanti e irrinunciabili. I giocatori di scacchi di tutte le epoche subiscono il fascino delle manovre combinate dei pezzi e con essi intraprendono un viaggio che è quasi un’avventura; spesso vivono la solidità della Torre o l’introversia dell’Alfiere; ma ancora di più cercano e sperimentano il voler essere Cavalli bizzarri, quasi illogici, per spezzare la regolarità in cui rischiano di fossilizzarsi. Ai bambini verrà presentato un personaggio con uno spirito estremamente vitale, più scalmanato di loro.

Iniziamo la lezione costruendo la scacchiera accompagnati dalla ormai nota Filastrocca di Apertura al “Mondo degli Scacchi”; come nel precedente incontro e’ stato designato il capocantiere pero’ qualcuno si mette seduto vicino a lui e a Mauro, il Mago del Mondo degli Scacchi, ad osservare e commentare il lavoro svolto dagli altri. Per costruire la scacchiera impiegano circa due minuti con grande concentrazione e partecipazione di tutti; si percepisce che iniziano a sentire e a vivere la scacchiera come spazio proprio.

Il modo con il quale i bambini costruiscono la scacchiera ne svela il temperamento: alcuni mostrano grande cura e pacatezza mostrando attenzione a non lasciare spazi tra le case, altri depongono le case velocemente e alla rinfusa, altri, invece, con sicurezza e decisione, infine alcuni rimangano a guardare.

Il cavallo del Re

“Oggi viene a trovarci il Cavallo del Re!”  – esclama MMS. I bambini rispondono entusiasti, in particolare i maschi, che cominciano ad imitarlo saltellando dappertutto. Siamo in un asilo della campagna marchigiana e in famiglia qualcuno lo possiede pure un cavallo. Non hanno, pero’, capito che ogni volta arriva un nuovo personaggio, e aspettano sempre l’arrivo del Re; egli occupa ogni spazio nel loro cuore.

Il MMS esce a chiamare il cavallo che sembra trovarsi di fuori e fa credere ai bambini che sia enorme, poi entra e invece e’ piccolo piccolo: un cavallino di lana impaurito e un po’ timido, pronto a catturare l’affetto dei bimbi e desideroso di raccontare la sua storia piena di peripezie, sono tutti molto emozionati.

Mauro chiede ai bambini di indovinare il nome del cavallo e tutti propongono nomi improbabili. Il Mago del Mondo degli Scacchi, usandolo come una marionetta, intavola un siparietto con lui, svelando cosi’ il suo nome : Luce.

La storia di Luce (storia araba)

La storia, una fiaba araba piena di simbolismi, è presa dal libro “Storie di cavalli” di N. Vézinet e R. Causse; riguarda una coppia di genitori, ormai in età avanzata, che desiderano tanto avere un figlio. La donna andando al mercato incontra una vecchia che le offre un’arancia(e qui Mauro mostra una bell’arancia) predicendole l’arrivo del tanto desiderato figlio, pero’  se sarà femmina, sarà di sua proprietà al compiere di 6 anni. Nasce proprio una bellissima bambina.,Aida, che verrà sottratta dalla strega come era stato predetto e portata in un palazzo in mezzo al deserto, lontano da qualsiasi contatto umano. Dopo qualche tempo la ragazza (ormai cresciuta) si accorge di non essere sola in quel luogo desolato e scopre che in una delle innumerevoli stanze è rinchiuso un principe con il suo cavallo, che si chiama Luce; purtroppo stanno morendo d’inedia, così di nascosto dalla strega gli porta del cibo fino a che non siano abbastanza forti da poter sopportare la fuga. Ad un certo punto riescono a fuggire in groppa a Luce, che si rivela davvero speciale. La strega li insegue e per tre volte Luce riesce a sconfiggerla ergendo delle barriere,dei fronti, che nascono allo scalpitio degli zoccoli: la prima volta una siepe spinosa, la seconda una catena altissima di montagne e infine una grande onda che sotterra definitamente la strega. Ogni volta che Luce sconfigge la strega riparte al galoppo (i bambini tutte le volte imitano il rumore dei zoccoli con la voce e battono ritmicamente i piedi  tutti insieme).

Finalmente i ragazzi si salvano raggiungendo la casa paterna e si sposano vivendo per sempre felici e contenti insieme a Luce, ora il cavallo del Re.

Filastrocca del Cavallo

Quando si chiede ai bambini di prepararsi a cantare un nuovo ritornello, partecipano sempre contenti, un po’ per fare felice il personaggio che è venuto a trovarli, un po’ perché vogliono prendere parte della musica e della poesia ritmata, senza rendersi conto di essere essi stessi a generarle. Tutto questo entusiasmo e energia verranno trasformati in attività vocale e motoria. Il Mago MMS “Mauro” introduce la filastrocca creata per il cavallo e dopo averne mostrato il suo movimento fuori dalla scacchiera, chiede a tutti i bambini di imitarlo al ritmo della nuova canzoncina: tanti piccoli cavalli dritti sulle zampe posteriori sono pronti a fare due salti, a girarsi da una parte e a completare la mossa con un terzo salto.

Opplì Opplì Opplà
L’allegro cavallo si muoverà
Opplì Opplì Opplà
Salta due case e svolta di la’

Il Re e la Regina hanno i loro cavalli
Con cui attraversano monti e valli
Volano al vento le belle criniere
Su case bianche e su case nere.

(Ritornello)

Nessun ostacolo potrà fermarlo
Se vuoi che scappi, prova a domarlo
Quando alla fine stanco sarai
Che bella sorpresa, accanto lo avrai.

(Ritornello)

Le passeggiate dei Cavalli

Sale sulla scacchiera, nella posizione A2, la maestra Sbagliona che mostra la mossa del cavallo, ovviamente sbagliando, mentre i bambini non vedevano l’ora di correggerla.

Ora salgono quattro bambini alla volta ed effettuano, al ritmo della canzoncina, il movimento ocorretto  due salti nella stessa direzione e poi un salto girandosi a destra o a sinistra; arrivano alle case centrali scalpitando con le mani/zampe e poi ritornano al punto di partenza (con alcuni si tentano delle coreografie).

Le parole della filastrocca aiutano molto e fanno sembrare il movimento abbastanza semplice, ma coordinare la sequenza di piccoli salti non è affatto facile. Sono tentato a rallentare la musica per regalare pause utili, ma forse l’esecuzione veloce obbliga a fare movimenti meno ragionati e comunque quasi sempre corretti.

Il MMS  “Mauro” invita a salire anche i bimbi di quattro anni che hanno qualche difficoltà con questo strano movimento, e, condotti dal mago li facciamo incontrare sui bordi, effettuando un percorso diverso dai grandi.

Quando tutti i bambini hanno completato l’esperienza, vengono fatti salire tutti sulla scacchiera e eseguendo il movimento del cavallo si accorgono subito che è possibile scegliere contemporaneamente la stessa casa di altri bambini, così si finisce tutto con un bell’abbraccio che viene sciolto da un saltellamento convulso sia da cavallo che da ranocchio.

Un tenero abbraccio

Il percorso del cavallo è tra i piu’ affascinanti e largamente studiati in matematica e permette di operare con con svariate geometrie.

Quadrati e Diamanti

Vari usi delle fasce laterali

Alla fine smantellano come cavalli impazziti la scacchiera, mentre le fasce laterali diventano la stola di un cardinale o le briglie di un cavallo. Dello smantellamento amano molto il ripiegare con cura il tessuto che viene messo sotto la scacchiera per non farlo scivolare. La scacchiera come il maiale,si apprezza tutto!

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Le puntate:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo
10 : L’umile pedone

C’era una volta un Re…a San Michele (8) Lezioni di compostezza

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 8 : Lezioni di compostezza

Il Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” ha deciso che che è giunto il momento di chiedere ai bambini un pochino più di impegno e ordine nella partecipazione alle attività; ascoltare con più attenzione oppure saper aspettare il proprio turno, se anche c’è da pazientare un po’, sono qualità importanti per ogni età; egli ha, quindi deciso di provare ad entusiasmarli con esercizi più pacati dei precedenti, pronto a ripiegare sulla linea “allegra” nel caso la lezione fosse sembrata troppo pesante e noiosa.

Una costruzione ordinata

Si comincia a far costruire la scacchiera, in maniera diversa dalla precedente, questa volta richiedendo lo sforzo di seguire  “Il capocantiere F.” che, seduto su una sedia, consegnerà due case alla volta ai bambini, sistemati ordinatamente in fila indiana. L’esercizio di costruzione della scacchiera (apertura) e decostruzione (chiusura) della stessa sono due momenti che si intende curare in modo particolare.

Durante il posizionamento i bambini discutono sul come metterle giungendo ad una soluzione diversa dalla precedente: hanno messo prima le case intorno al bordo poi hanno proceduto a riempire l’interno.

Il lavoro è svolto in modo calmo e ordinato, con un leggero ritardo rispetto alle volte precedenti, e con una riuscita eccellente (gli errori di posizionamento, frequenti quando si inizia contemporaneamente da più punti, questa volta non ci sono stati, e non dovendo rimaneggiare le case, gli accostamenti erano meglio eseguiti); al MMS “Mauro” è bastato congratularsi con i piccoli operai per far capire loro quanto fosse stato importante organizzarsi con il capo cantiere; ora avevamo una scacchiera perfetta per giocare tutti insieme!

La volta scorsa avevamo presentato una Regina “molto” affascinante e in questa lezione, vista l’importanza di questo pezzo, la incontreremo di nuovo, approfondendone i movimenti in verticale, in orizzontale e  in diagonale .

Regina Reginella

Molti giochi classici possono essere utilizzati nel gioco degli scacchi, iniziamo a giocare sulla scacchiera proponendo un riadattamento ad un classico dei giochi dell’infanzia Regina Reginella :

Regina Reginella
quanti passi devo fare
per raggiungere il tuo castello
tutto d’oro, tutto bello?

Regine Reginelle

Nel nostro adattamento due bambine interpretano una Regina d’Oro e una d’Argento con dei copricapo in testa e sono posizionate sulle loro case di partenza (case “d1” e “d8”); ad ogni Regina sono affiancati due bambini: due soldatini; i due soldatini si muovono in coppia secondo un certo numero (uno o due o tre) ed un tipo (Alfiere o Torre) di passi stabilito dalla Regina opposta, recitando la filastrocca Regina Reginella e cercando di raggiungerla.

Nel percorso gli altri soldatini potranno essere d’ostacolo, perciò la Regina dovrà prestare attenzione se effettivamente la sua richiesta è efficace, mentre il bambino, a cui tocca muoversi, sceglie liberamente la direzione da prendere.

Dopo sei turni (tre movimenti per ogni schieramento) tutti i bambini arrivano a destinazione; tra l’applauso generale e le congratulazioni molto sentite del MMS “Mauro”, questi piccoli protagonisti sorridono contenti, dimostrando di non aver sentito il peso del lungo e faticoso esercizio (per esempio nel porre attenzione che un passo equivale ad una casa). La successiva edizione del gioco, con gli altri sei bambini, riscuote altrettanto successo; gli spettatori, come i giocatori, sono rimasti composti per tutto il tempo.

La scelta di muovere le coppie dei bambini alternativamente in modo che raggiungano la meta allo stesso tempo nasce nel cercare di limitare la competizione, che a nostro avviso non è appropriata per questa fascia di età.

I Colori della Frutta

Inizialmente, per questo gioco avevamo pensato di utilizzare la frutta, poi, purtroppo, i kiwi che avevamo portato non hanno avuto una buona sorte, perciò abbiamo ripiegato su dei mattoncini colorati.

Sulla scacchiera sono stati disposti dodici mattoncini colorati: tre rossi, tre gialli, tre blu e tre verdi; dopo aver assegnato ognuno dei quattro colori ad altrettanti bambini (per iniziare abbiamo scelti i bambini più grandi) marcandoli con dei nastrini colorati, questi sono invitati a posizionarsi sulle case d’angolo; muovendosi come una Torre, ogni bambino deve raggiungere in due mosse la casa di un mattoncino del suo colore, raccoglierlo e portarlo in un cestino posto accanto alla scacchiera; dopo averlo depositato, torna nella casa d’angolo per dirigersi verso il prossimo mattoncino del proprio colore. Ogni movimento è scandito da un tamburello (il “gong”), per cui ogni giocatore è invitato a scegliere preventivamente il mattoncino da raggiungere, e a focalizzare la casa su cui deve terminare il primo movimento (in corrispondenza della traversa contenente il mattoncino). Quando tutti i mattoncini sono raccolti MMS conta chi ne ha raccolti di più e …magicamente risulta che hanno raccolto tutti tre mattoncini (per essere sicuri del risultato anche i bambini li contavano ).

Seguendo le quattro ultime mosse della bambina vestita di fucsia che raccoglie i mattoncini gialli:

La partenza: individuazione del percorso

La partenza: I bambini devono individuare il percorso per arrivare  in due mosse al mattoncino che gli compete.

Prima mossa :l'avvicinamento al mattoncino

Prima mossa: la bambina si deve muovere fino al punto dove sarà possibile prendere il mattoncino con mossa da Torre. Non è scontato e i bambini si muovono con incertezza, finché arrivano alla casa corretta con eureka!

Seconda mossa: la cattura del mattoncino

Seconda mossa: il mattoncino è raggiunto e per raccoglierlo (o mangiare nel caso della frutta) bisogna andare proprio sopra la casella del mattoncino.

L'arrivo: deposizione del mattoncino

L’arrivo:  il mattoncino raccolto viene depositato in un contenitore che si trova fuori dalla scacchiera e si ricomincia da capo nel caso ci siano altri mattoncini da raccogliere.

Nel preparare il gioco occorre fare attenzione quando si posizionano i mattoncini in modo che non ci siano scontri nel percorso. Successivamente, come variante è stato proposto la possibilità di recuperare i mattoncini seguendo un percorso continuativo, senza bisogno di riposizionarsi nelle case di partenza.

Lo stesso gioco viene proposto ai bambini più piccoli e infine  con le mosse dell’Alfiere.

Tre gruppi di quattro bambini si sono succeduti in questo gioco non poco impegnativo; inutile dire che hanno giocato tutti con compostezza, e il MMS ne è stato molto gratificato. Sarebbe stato veramente troppo proporre lo smantellamento della scacchiera con tanto di capo cantiere: lo faremo le prossime volte; per oggi si raccolgono le case in piena libertà e con la canzoncina di chiusura.

 

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Le puntate precedenti:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo
10 : L’umile pedone

C’era una volta un Re…a San Michele (6) Lo Spinoso Alfiere

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 6: Lo spinoso Alfiere

L’incontro con l’Alfiere si prospetta misterioso, quasi sfuggente: si tratta del personaggio meno conosciuto dai bambini, e non è semplice associarlo a figure fiabesche; troppo complicato parlare di messaggeri, consiglieri, cavalieri (questi poi si confonderebbero con i cavalli), o cammelli; il Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” compensa questa poca chiarezza iniziale svelando apertamente chi si nasconde dietro il personaggio che arriverà tra poco: “Oggi arriverà un Alfiere”.

Costruiamo il nostro mondo degli scacchi come le altre volte, con la scacchiera, la filastrocca cantata e la fiaba tanto attesa, ma anche con un pizzico di consapevolezza in più, quasi a voler dire che stiamo crescendo. Un altro semplice preliminare è quello di concordare con i bambini il programma delle attività, motivando quanto verrà fatto: “Impareremo il ritornello della nuova canzone per cantarlo insieme all’Alfiere”; si sentono molto coinvolti e gli sorridono grati per come li sta considerando.

Uso improprio di una scacchiera

Il concetto di “diagonale”, importantissimo per caratterizzare il personaggio di oggi, è stato abilmente introdotto dalle maestre Luana e Valeria nei giorni scorsi: le salite e le discese (l’asilo è situato in collina), i profili dei tetti, le linee oblique disegnate su un foglio, la piega che trasforma un tovagliolo quadrato in una salvietta triangolare sono elementi sicuramente utili per imparare a costruire geometricamente il collegamento tra due angoli opposti di un quadrato.

Dimostrano volentieri e con orgoglio la loro abilità geometrica durante la costruzione della scacchiera: dopo aver posizionato le fasce laterali contenitive delle case, la maestra Luana chiede ai bambini di disegnare con i passi la diagonale; A. subito si propone e con passo sicuro attraversa il quadrato da un angolo all’altro; seguono altri Alfieri, tutti vogliono provare a disegnare con i piedi; qualcuno sembra cammini su un filo e qualcuno sulle uova; anche B. che è piccolissima ha compreso cosa bisogna fare e attraversa la diagonale con molta cura. D. la attraversa tantissime volte; poi i bambini cominciano a camminare divertiti lungo le fasce laterali attenti a non cadere fuori; camminare sui cordoli è un gioco che sempre entusiasma i bambini.Si sarebbe potuto sperimentare di farli camminare all’indietro, oppure, ancora più emozionante, farli provare ad occhi chiusi.

Una scacchiera da comporre con più elementi si presta a tante variazioni ludiche e sperimentazioni.

Procediamo con la costruzione della scacchiera; sugli angoli disponiamo le prime quattro case, poi chiediamo ai bambini se notano qualcosa di particolare; subito apprezzano che su una diagonale ci sono due case bianche e su quella opposta due case nere; poi divisi in quattro gruppi, ognuno su un angolo, costruiscono in autonomia la scacchiera al suono della filastrocca di apertura; in questo modo sperimentano i quattro vertici del quadrato. Tre gruppi costruiscono riproducendo un quadrato sempre più grande mentre un altro procede linearmente; alcuni bambini tendono ad unirsi rapidamente a quelli di un gruppo vicino, altri sembrano voler continuare ignorando chi gli sta accanto. Terminata la scacchiera emergono i più pignoli: osservano le case con molta attenzione e correggono gli spazi creati durante gli accostamenti. Di nuovo viene riproposto di camminare lungo la diagonale, che ora è resa evidente dalle case dello stesso colore. Il MMS chiede ai bambini di salire ora sulla diagonale bianca, ora su quella nera; la attraversano lentamente, sempre con molta attenzione per non passare al di fuori. Poi si chiede di percorrere altre strade simili alla diagonale: le linee parallele ad essa formate dalle case a fianco e il gioco continua, tutti vogliono provare.

Come da programma, impariamo in anticipo la canzone dell’Alfiere per utilizzarla dopo averlo conosciuto; il ritornello suona allegro e ripropone molto chiaramente il movimento che i bambini hanno mostrato sulla scacchiera; lo memorizzano in un battibaleno.

Giochiamo con la lettera Z; l’alfiere è caratterizzato da un movimento a zig zag; in Mongolia, scrive Rodolfo Pozzi, era rappresentato da un cammello, essendo necessario affrontare un deserto con un  movimento similare.

Filastrocca dell’Alfiere

Zicchete Zi Zicchete Za
La diagonale attraverserà
Zicchete Zi Zicchete Za
Velocemente ritorna qua

Leggiadro come un cavallo
Lo vogliono per il Gran Ballo
Si muove  velocemente
se davanti non ha niente

(Ritornello)

Case bianche ad un alfiere
A quell’altro case nere
Di traverso si muoveranno
Tante spine sembreranno

(Ritornello)

Rosaspina

Finalmente è arrivato il tanto atteso momento di ogni lezione: un nuovo personaggio sta per raccontare ai bambini la sua fiaba. Alcuni bambini chiedono che ritorni il Re a raccontarla, non tutti sono convinti che sia davvero Mauro. Questa volta, a differenza delle altre, conosceranno un personaggio poco consueto; tutti i bambini si siedono e sono pronti ad ascoltare il loro maestro più attenti del solito; insieme a lui indossano tanti cappelli a punta, da loro preparati e decorati con righe oblique colorate; si tratta di una trasformazione molto semplice, e averla condivisa li aiuta a non restare disorientati per via della strana natura dell’Alfiere: “Sono la spina di un grande cespuglio e non faccio passare nessuno; anche voi siete spine come me, sentite quanto pungono le punte dei nostri cappelli!”. Non è stato necessario nessun chiarimento: i bambini hanno immediatamente preso confidenza con lo spinoso Alfiere.

La storia che viene raccontata è Rosaspina, meglio conosciuta come “La Bella Addormentata nel Bosco“. Il MMS interpreta il roseto che proteggeva il castello della principessa a seguito dell’incantesimo e narra di cose vissute tanto tempo fa. Un racconto diretto e coinvolgente, con accenti importanti da porre sui tanti elementi che possono essere facilmente ricollegati al mondo degli scacchi; ad esempio l’arrivo del principe, che giunge al castello e vi può entrare  solo quando il tempo è compiuto, trova sicuramente attinenza con la gestione attenta del tempo nelle sequenze di mosse del gioco degli scacchi.

I trenini e le gallerie

Giochi sulla scacchiera: trenini e gallerieI giochi proposti per conoscere le movenze dell’alfiere sono dedicate al treno e ai suoi fantastici viaggi.
I primi giochi sono caratterizzati da semplici percorsi sulle diagonali principali della scacchiera: quattro bambini si dispongono ai quattro angoli della scacchiera e al suono della canzoncina vengono fatti incontrare al centro, si scambiano di posto e attraversano la diagonale come nel ritornello; fuori della scacchiera, durante ogni strofa della canzone, gli altri bambini eseguono un balletto (per mantenere l’attenzione dei piccoli).

Un’altra versione di questo gioco prevede che, giunti in centro, i bambini facciano marcia indietro; poi vengono coinvolti più bambini: quattro per angolo, uno dietro l’altro, si preparano ad entrare sulla diagonale, la percorrono fino al centro della scacchiera (per metà) per poi ritornare nella posizione di partenza; quando tutte le case delle due diagonali principali sono occupate, queste due importanti linee appaiono ben tracciate dai convogli disposti su tutta la loro lunghezza.

I bambini formano una galleriaSuccessivamente, viene tracciata, prima al di fuori e poi sulla diagonale della scacchiera, una galleria fatta dai bambini che formano archi a due a due tenendosi per mano: dopo che un trenino ha attraversato la galleria, i suoi bambini si trasformano immediatamente in altri archi del tunnel; riassemblando trenini con i bimbi della prima parte del tunnel, il gioco prosegue per un po’; la galleria sopra la diagonale rappresenta un’architettura perfetta: viene mantenuta fissa per dare la possibilità ad un treno di attraversarla più volte. Un bambino fa il macchinista e guida tutti gli altri vagoni (partecipano anche i bambini di tre anni) attraversando paesi e montagne; l’ultimo attraversamento avviene da parte dal MMS che fa il solletico ai bambini con le braccia alzate.

I bambini fanno il trenino sulla scacchieraIl gioco conclusivo inizia con un solo bambino, il macchinista, che attraversa le diagonali della scacchiera e deve inoltre raccogliere, ad una stazione affollatissima, il numero di passeggeri suggerito di volta in volta dal MMS. Alla fine tutti quanti i bambini attraversano la diagonale in gran corsa divertendosi a lasciare indietro quelli che si trovano alle loro spalle.

Lo smantellamento della scacchiera chiude la movimentata lezione sull’Alfiere.

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Le puntate precedenti:
1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre