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    - 2008
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    .

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    Per gentile concessione dell'editore (ediscere), pubblichiamo un estratto dell'ultimo libro di Alexander Wild per la serie Giocare a scacchi, I matti. Per scaricarlo, clicca qui.

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    apici sinistraIl silenzio all'inizio del primo turno. Di un torneo così. Le prime mosse, quando tutto è ancora possibile. Quando ancora tutti i sogni hanno diritto di cittadinanza. Quei primi minuti. In cui non si alza nessuno. In cui davvero tutti, tutta una sala, centinaia di persone, condividono gli stessi sentimenti.apici destra

    Mauro Kob Cereda, Foto

    Link ai racconti di Kob.

La scacchiera: davvero uno spazio conquistato!

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Per il terzo anno consecutivo si è svolto il laboratorio di attività psicomotoria su scacchiera gigante presso l’Istituto Comprensivo Marco Polo di Fabriano (AN), (descritto nei precedenti post).

COSTRUZIONE E DISTRUZIONE

Una delle attività preliminari, e basilari, del nostro percorso è la costruzione e “distruzione” della scacchiera, accompagnata dalle relative canzoncine.

Il materiale per la costruzione consiste in 64 quadrati  (25 cm x 25 cm) con una faccia scura e una chiara (double face) da inserire in un perimetro quadrato, delineato da quattro grandi fasce nere in materiale plastico. Tutta la scacchiera viene utilizzata per gli esercizi, comprese le fasce laterali.

Riteniamo quest’attività molto importante sia per lo sviluppo delle abilità sociali che quello cognitivo. I bambini insieme dovranno trovare una strategia per costruire in modo ordinato e corretto la scacchiera. All’inizio vengono lasciati liberi nel ricercare una soluzione, poi sono accompagnati, delicatamente, a trovare il modo per costruirla. Si è, così, osservato come nascano autonomamente dei ruoli: quelli che le distribuiscono, quelli che le posano, quelli che osservano e quelli che correggono.

La settimana scorsa abbiamo assistito ad un evento esilarante: durante la costruzione quattro maschi del gruppo si sono messi seduti, appoggiati al muro, con in mano il mucchietto delle case da disporre mentre le femmine andavano a prenderle e a posizionarle. Che idea  hanno delle donne questi bambini?!

La costruzione della scacchiera con la relativa canzoncina di “apertura” prepara i bambini alla concentrazione richiesta in seguito, durante il racconto della fiaba e l’esecuzione degli esercizi. Alla fine di ogni lezione viene cantata una filastrocca di “chiusura” simmetrica a quella di apertura, che servirà per la fase “distruttiva”.

FILASTROCCA DI APERTURA

Una casa Bianca e una casa Nera,
ecco pronta la nostra scacchiera.

Presto bambini che ci divertiamo
una scacchiera tutti insieme costruiamo
Incontreremo Re Regine e Fanti
nella scacchiera ci stanno tutti quanti!
RIT.
La solida Torre e il bizzarro cavallo
Voglion tutti andare al gran ballo
E il piccolo pedone se in fondo arriverà
in una Regina si trasformerà.
RIT.

FILASTROCCA DI CHIUSURA

Una casa nera e una casa bianca
la nostra scacchiera è proprio stanca.

Ora bambini la scacchiera va a riposare
Tanto abbiam saltato che è stufa di giocare.
Piano pianino le casette riponiamo
nel gran sacco che qui troviamo.
RIT.
Il Re la Regina vanno a dormir
Insieme al cavallo che vuol nitrire
Anche la torre , il pedone e i fanti
Non voglion piu’ andare avanti
RIT.

Durante tutto il laboratorio, la costruzione e lo smantellamento diventa esso stesso un percorso, suddiviso in varie fasi.

I FASE: Costruzione libera della scacchiera.

Ai bambini viene richiesto di seguire la canzoncina e di costruire una scacchiera (anche se non ne hanno mai vista una). Quindi, vengono invitati a prendere da un sacco, senza un ordine preciso, le case e di posizionarle liberamente partendo contemporaneamente da più punti. Metteremo solo il tappetino sotto per non far scivolare le case e le fasce laterali di contenimento. Gli insegnanti osservano senza dare nessun tipo di suggerimento o commento, poi aggiustano senza dire nulla.

II FASE: Scopriamo l’alternanza Bianco/Nero (la visione locale).

Prima di iniziare la costruzione della scacchiera viene fatto notare come i quadrati che servono per comporre la scacchiera possano essere bianchi o neri a seconda del lato osservato.

Posate le fasce laterali i bambini vi salgono sopra e percorrono il perimetro girando intorno, contando i lati e stando attenti a non uscire dalle fasce.

In questo modo sperimentano il quadrato e il suo perimetro

Si comincia con il rituale della costruzione della scacchiera accompagnandolo dalla filastrocca cantata di “Apertura”. Ora, si invitano i bambini a prendere, in modo ordinato, uno alla volta,  i quadrati da porre a terra; mentre i primi partono da un angolo che gli è stato indicato come una casa bianca (H1), un gruppetto viene invitato ad iniziare dal lato opposto; potrebbe accadere la non compatibilità dei colori tra le due aree indipendenti e qualcuno noterà l’errore; la linea di contatto potrebbe essere ampia e la correzione dell’errore un compito piuttosto difficile.
La correzione è il vero problema da risolvere, in maniera pacata, si cerca di insegnare ai bambini a non far prevalere le proprie convinzioni su quelle degli altri, chiedendo di argomentare la soluzione.
Nel momento della correzione abbiamo visto come i comportamenti siano i più diversi; spesso partono dei bambini a girare velocemente le case con l’intento di sistemare, girando sequenze anche lunghe di case, qualcuno arriva perfino alla casa d’angolo con cui è iniziata la costruzione; l’azione simultanea di tutti fa perdere qualsiasi riferimento di “casa buona”, per cui i bambini lavorano senza arrivare mai a una conclusione, fino all’intervento dell’insegnante che blocca le modifiche sulle parti corrette; i bambini, infatti gestiscono molto bene e rapidamente le situazioni localizzate, alla loro portata, ma non sono capaci di vedere la scacchiera nella sua globalità e di prevedere cause esterne all’ambito loro circoscritto.

III FASE: La diagonale (quando si introduce l’alfiere)

Questa fase è affrontata  quando viene presentato l’alfiere e il suo movimento in diagonale. Si procede con la costruzione della scacchiera disponendo le quattro case d’angolo, poi viene chiesto ai bambini di notare qualcosa di particolare: su una diagonale ci sono due case bianche e su quella opposta due case nere e si chiede ai bambini di percorrere un’immaginaria diagonale. La fanno tutti come se camminassero su un filo sospeso in aria.In seguito, divisi in quattro gruppi per angolo, costruiranno in autonomia la scacchiera al suono della filastrocca di apertura.

In questo modo focalizzeremo l’esperienza su i quattro vertici del quadrato e la diagonale.

Le modalità di costruzione possono essere differenti, un gruppo costruisce riproducendo un quadrato sempre più grande mentre un altro procede linearmente; alcuni bambini tendono ad unirsi rapidamente a quelli di un gruppo vicino, altri sembrano voler continuare ignorando chi gli sta accanto. Terminata la scacchiera di osservano le case con molta attenzione e si correggono gli spazi creati durante gli accostamenti. Viene riproposto di camminare lungo la diagonale, che ora è resa evidente dalle case dello stesso colore (strada del latte e della cioccolata), e, infine, si chiede di percorrere altre strade simili alla diagonale: linee parallele ad essa formate dalle case a fianco.

IV FASE: Con compostezza (quando si introduce la regina)

Si comincia a far costruire la scacchiera, in maniera diversa dalla precedente, questa volta richiedendo lo sforzo di seguire uno o piu’ “capocantieri” che, seduti su una sedia, consegneranno due case alla volta ai bambini, sistemati ordinatamente in fila indiana, oppure si puo’ dividere la classe in due gruppi: un gruppo consegnera’ le case e stara’ a guardare mentre l’altro le poserà in terra in silenzio.  L’esercizio di costruzione della scacchiera (apertura) e decostruzione (chiusura) della stessa sono due momenti che devono essere curati in modo particolare.

Durante il posizionamento i bambini discutono sul come metterle giungendo ad una soluzione diversa dalla precedente: mettere prima le case intorno al bordo poi procedere a riempire l’interno.

Il lavoro verrà  svolto in modo calmo e ordinato, massimo quattro bambini contemporaneamente sopra la scacchiera, con una riuscita sicuramente eccellente, infatti gli errori di posizionamento sono frequenti quando si inizia contemporaneamente in più punti.

Abbiamo osservato come quest’ultima fase nasca ogni volta spontaneamente, come se i bambini sentissero l’esigenza, dopo tanto disordine, di compostezza.

LE TRASFORMAZIONI 

Costruita la scacchiera, prima di introdurre i pezzi e’ possibile farle subire delle trasformazioni  e creare eventualmente delle tassellature. Una scacchiera rimovibile double face permette un maggior numero di attività, benché alcune di queste si possano fare anche con 32 case bianche e 32 nere. Dopo che l’insegnante ne ha guidato la costruzione quelle piu’ semplici vengono riprodotte anche su un foglio di carta in un momento diverso del laboratorio.


Si puo’ supplire alla mancanza di una scacchiera gigante con delle tessere adesive come descritto da  Sebastiano Paulesu nel suo blog.

Durante la settimana vengono svolte alcune attività di rinforzo, come nell’esempio che segue a supporto di quella descritta nel post “C’era una volta un Re…a San Michele. 2. Le trasformazioni“, dove la scacchiera è trasformata in una 4×4 e una 2×2.

Il primo disegno richiesto è quello di rappresentare liberamente le tre scacchiere che sono disegnate come una piccola, una media e una grande scacchiera in quanto sono percepite di dimensioni diverse. Nel secondo disegno, invece, viene proposto un reticolo pre-impostato da colorare.

Reticolo per scacchiera  8×8 / 4×4  / 2×2

Bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia

Insieme alla maestra Luana stiamo preparando un quaderno operativo, semplice, che può essere utilizzato durante la settimana, tra un laboratorio e l’altro, comprendente una serie di attività di potenziamento e rinforzo.

♦♦♦

Le puntate della prima esperienza:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo
10 : L’umile pedone

C’era una volta un Re…a San Michele (10) L’umile Pedone

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 10 : L’umile Pedone


Seguendo sempre la traccia dal prezioso libro  “I bambini e gli scacchi. Appunti per una teoria della mente” di A.Pompa, R. Miletto, M.R. Fucci, F. Morrone. presentiamo, in questa lezione, l’ultimo (non per questo meno importante ) personaggio del mondo degli scacchi: l’umile Pedone.

Riuscirà un personaggio piccolo come un bambino a catturare l’attenzione di altri bambini come sono riusciti a fare un Re, una Torre e gli altri personaggi? A rafforzare l’esile natura del Pedone ci saranno altri Pedoni, pronti a fare gruppo e a mostrare tutta la loro forza di squadra. I bambini saranno invitati a collaborare in attività di gruppo per sperimentare il senso di coesione e sincronizzazione. La vita del pedone è un’allegoria della vita di un bambino che è metamorfosi; se ben difeso e protetto potrà sfarfallare e diventare decisivo per il mondo circondante.

L’avventura cui va incontro un Pedone è intensa di significati: nel suo lento percorso è quasi sempre affiancato da altri Pedoni e sostenuto da amici più grandi di lui; partecipa alle operazioni perseguendo, oltre allo scopo comune, anche un desiderio individuale, quello di crescere e di affermarsi.
In molti contesti i personaggi degli scacchi vengono utilizzati per indicare livelli di crescita progressiva: il Pedone rappresenta il livello di partenza, lo stadio iniziale, Re e Regina quello di arrivo. Ai piccoli allievi oggi verrà spiegato che ogni percorso ha un inizio e che per arrivare da qualsiasi parte bisogna intraprendere un cammino. Il senso di solitudine scompare quando si riconosce la presenza forte degli altri e ci si sente sostenuti e protetti.

Con tranquillità e la conquistata cura componiamo, cantando, la scacchiera; ormai i bambini hanno raggiunto la capacità di costruirla senza bisogno di nessuna indicazione, con ritmo. Sono presenti due capocantieri: offrono le case della scacchiera ai loro compagni senza autorità, e i manovali le ricevono senza pretesa; sembra che ogni ruolo sia veramente compreso e accettato.

I colletti colorati

I giorni precedenti a questo incontro le maestre Valeria e Luana, insieme ai bambini, hanno preparato dei preziosi colletti di carta crespa colorata; “Sono per il nuovo personaggio degli scacchi”, hanno tenuto a precisare i bambini, un po’ per dimostrare di essere attenti e preparati, un po’ per giustificare quello strano indumento, che, a dire il vero, non tutti indossano volentieri. Anche il Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” indossa un colletto e, quando tutti sono pronti, racconta la natura di questo personaggio: il Pedone è soltanto un bambino, quello che conta è di essere in tanti, diversi, ognuno con il proprio talento.

Filastrocca del Pedone

Sulla scacchiera il MMS “Mauro” presenta la marcia dei pedoni mostrando che, essendo piccolini, partono sempre dalla seconda traversa (o dalla settima) in modo da essere davanti ai pezzi più grandi, come si fa per le fotografie; viene, quindi, proposta la filastrocca del Pedone con il ritornello da marcetta. Le parole del ritornello, imparate rapidamente dai bambini, serviranno per giocare con i passi; quelle delle strofe aiutano a dare valore al gruppo di pedoni.

Pin pan ma che scatto, pin pan poi pianino
Pin pan sempre dritto, pin pan nel cammino
Pin pan arrivo in fondo, pin pan ben contento
Pin pan quel che voglio, pin pan io divento

Otto fratellini bianchi, otto fratellini neri
si tengono per mano per andare avanti fieri
fanno spazio ai loro amici senza allontanarsi tanto
non è bello stare in fila, non aver nessuno accanto

(Ritornello)

Se la strada avrai sbarrata resta fermo ad aspettare
con qualcuno il tuo posto di traverso puoi scambiare
quando è libero il cammino puoi viaggiare senza affanno
i tuoi amici, attenti e forti, sempre ti proteggeranno

(Ritornello)

La canzoncina dei Pedoni è rivolta in modo molto diretto ai piccoli allievi con il colletto, e da come ascoltano, sembrano ben immedesimati nel personaggio. Quel “io divento” del ritornello diventa un intenso momento di riflessione e discussione: arrivando in fondo si diventa quello che si vuole: chi una infermiera, chi una principessa; e le bambine sembrano già più determinate per il loro futuro!

La storia: I sette corvi

I bambini ascoltano con attenzione la fiaba

La fiaba dei Sette Corvi, dei fratelli Grimm, è complessa e densa di significato. I fratellini cercano di primeggiare l’uno con l’altro per andare alla fontana mentre vanno a prendere l’acqua e, così finiscono per rompere la brocchetta; traspare, allora un comportamento antitetico dei bambini, che entrano in confusione e appaiono indecisi, e il padre che preso dall’impazienza, senza pensarci, li maledice; ogni decisione ha un proprio tempo, deve avvenire né troppo lentamente e né troppo in fretta. La sorellina, in seguito, andrà alla ricerca di tutti i fratellini, che vivono uniti; si farà aiutare dalle stelle, che anche loro, in armonia, stanno tutte insieme, e non dal rovente Sole o dalla glaciale Luna; e solo quando la bambina sacrificherà una parte di sé stessa i corvi si ritrasformano in umani. Nel racconto il MMS impersona uno dei fratelli trasformati in corvi; il senso di unione è stato rafforzato dalle belle immagini della storia: “la nostra sorellina ha fatto di tutto per ritrovarci, è fuggita dal sole e dalla luna che vivono soli nel cielo, si è seduta accanto alle stelline, tante e piccole”.

I pedoni pur non avendo una rilevante forza individuale possono, insieme, creare attacchi e difendere i pezzi più “grandi”. Non devono essere isolati o doppiati e come i corvi volano a forma di V. Le varie strutture che si possono creare con i pedoni ci permettono sulla scacchiera gigante di sperimentare diverse configurazioni, benché sarebbe stato meglio avere le case un po’ più grandi.

La marcetta

Alla partenza

Sfalsati

 

 

 

 

 

Otto bambini salgono sulla scacchiera per passeggiare a ritmo di filastrocca; il MMS “Mauro” li dispone tutti in fila nella posizione di partenza; dovranno muoversi sui PIN PAN del ritornello. Ogni movimento verrà eseguito in gruppo perciò, contemporaneamente, nel primo PIN PAN, chi sta sulla casa bianca fa solo un passo e raggiunge la casa nera, mentre chi sta sulla casa nera compie due passi raggiungendo sempre una casa nera. A questo punto ad ogni PIN PAN (senza cantare le strofe) i bambini si muoveranno all’unisono, compatti, un passo alla volta, fino a terminare con “io divento”; seppur partendo sfalsati arriveranno tutti comunque alla meta.

Ripetiamo l’esercizio, con un altro gruppo; si sperimenta anche una partenza in sequenza, in modo da avanzare con una catena in diagonale; ogni bambino partirà in un momento diverso dagli altri, ma poi proseguirà con il gruppo, con un movimento coordinato.

Il passo che permette al Pedone di avanzare costituisce uno degli elementi più importanti del nostro lavoro con i bambini. Il percorso che ognuno di noi intraprende per raggiungere obiettivi più o meno ardui, assomiglia al cammino del Pedone (“io divento”); anche un giocatore di scacchi potrebbe paragonare il suo lento progredire nella pratica e nella conoscenza del gioco al modo di avanzare del più modesto dei pezzi, e a noi piace vedere i piccoli allievi del nostro laboratorio di scacchi come tanti Pedoni desiderosi di crescere restando uniti.

La lezione termina con la canzoncina di chiusura: è arrivato il momento di riporre la scacchiera che è davvero “proprio stanca”.

Questa è l’ultima lezione di presentazione dei pezzi, nelle successive lavoreremo per la preparazione della festa di fine anno.

♦♦♦

Le puntate precedenti:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo

C’era una volta un Re…a San Michele (8) Lezioni di compostezza

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 8 : Lezioni di compostezza

Il Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” ha deciso che che è giunto il momento di chiedere ai bambini un pochino più di impegno e ordine nella partecipazione alle attività; ascoltare con più attenzione oppure saper aspettare il proprio turno, se anche c’è da pazientare un po’, sono qualità importanti per ogni età; egli ha, quindi deciso di provare ad entusiasmarli con esercizi più pacati dei precedenti, pronto a ripiegare sulla linea “allegra” nel caso la lezione fosse sembrata troppo pesante e noiosa.

Una costruzione ordinata

Si comincia a far costruire la scacchiera, in maniera diversa dalla precedente, questa volta richiedendo lo sforzo di seguire  “Il capocantiere F.” che, seduto su una sedia, consegnerà due case alla volta ai bambini, sistemati ordinatamente in fila indiana. L’esercizio di costruzione della scacchiera (apertura) e decostruzione (chiusura) della stessa sono due momenti che si intende curare in modo particolare.

Durante il posizionamento i bambini discutono sul come metterle giungendo ad una soluzione diversa dalla precedente: hanno messo prima le case intorno al bordo poi hanno proceduto a riempire l’interno.

Il lavoro è svolto in modo calmo e ordinato, con un leggero ritardo rispetto alle volte precedenti, e con una riuscita eccellente (gli errori di posizionamento, frequenti quando si inizia contemporaneamente da più punti, questa volta non ci sono stati, e non dovendo rimaneggiare le case, gli accostamenti erano meglio eseguiti); al MMS “Mauro” è bastato congratularsi con i piccoli operai per far capire loro quanto fosse stato importante organizzarsi con il capo cantiere; ora avevamo una scacchiera perfetta per giocare tutti insieme!

La volta scorsa avevamo presentato una Regina “molto” affascinante e in questa lezione, vista l’importanza di questo pezzo, la incontreremo di nuovo, approfondendone i movimenti in verticale, in orizzontale e  in diagonale .

Regina Reginella

Molti giochi classici possono essere utilizzati nel gioco degli scacchi, iniziamo a giocare sulla scacchiera proponendo un riadattamento ad un classico dei giochi dell’infanzia Regina Reginella :

Regina Reginella
quanti passi devo fare
per raggiungere il tuo castello
tutto d’oro, tutto bello?

Regine Reginelle

Nel nostro adattamento due bambine interpretano una Regina d’Oro e una d’Argento con dei copricapo in testa e sono posizionate sulle loro case di partenza (case “d1” e “d8”); ad ogni Regina sono affiancati due bambini: due soldatini; i due soldatini si muovono in coppia secondo un certo numero (uno o due o tre) ed un tipo (Alfiere o Torre) di passi stabilito dalla Regina opposta, recitando la filastrocca Regina Reginella e cercando di raggiungerla.

Nel percorso gli altri soldatini potranno essere d’ostacolo, perciò la Regina dovrà prestare attenzione se effettivamente la sua richiesta è efficace, mentre il bambino, a cui tocca muoversi, sceglie liberamente la direzione da prendere.

Dopo sei turni (tre movimenti per ogni schieramento) tutti i bambini arrivano a destinazione; tra l’applauso generale e le congratulazioni molto sentite del MMS “Mauro”, questi piccoli protagonisti sorridono contenti, dimostrando di non aver sentito il peso del lungo e faticoso esercizio (per esempio nel porre attenzione che un passo equivale ad una casa). La successiva edizione del gioco, con gli altri sei bambini, riscuote altrettanto successo; gli spettatori, come i giocatori, sono rimasti composti per tutto il tempo.

La scelta di muovere le coppie dei bambini alternativamente in modo che raggiungano la meta allo stesso tempo nasce nel cercare di limitare la competizione, che a nostro avviso non è appropriata per questa fascia di età.

I Colori della Frutta

Inizialmente, per questo gioco avevamo pensato di utilizzare la frutta, poi, purtroppo, i kiwi che avevamo portato non hanno avuto una buona sorte, perciò abbiamo ripiegato su dei mattoncini colorati.

Sulla scacchiera sono stati disposti dodici mattoncini colorati: tre rossi, tre gialli, tre blu e tre verdi; dopo aver assegnato ognuno dei quattro colori ad altrettanti bambini (per iniziare abbiamo scelti i bambini più grandi) marcandoli con dei nastrini colorati, questi sono invitati a posizionarsi sulle case d’angolo; muovendosi come una Torre, ogni bambino deve raggiungere in due mosse la casa di un mattoncino del suo colore, raccoglierlo e portarlo in un cestino posto accanto alla scacchiera; dopo averlo depositato, torna nella casa d’angolo per dirigersi verso il prossimo mattoncino del proprio colore. Ogni movimento è scandito da un tamburello (il “gong”), per cui ogni giocatore è invitato a scegliere preventivamente il mattoncino da raggiungere, e a focalizzare la casa su cui deve terminare il primo movimento (in corrispondenza della traversa contenente il mattoncino). Quando tutti i mattoncini sono raccolti MMS conta chi ne ha raccolti di più e …magicamente risulta che hanno raccolto tutti tre mattoncini (per essere sicuri del risultato anche i bambini li contavano ).

Seguendo le quattro ultime mosse della bambina vestita di fucsia che raccoglie i mattoncini gialli:

La partenza: individuazione del percorso

La partenza: I bambini devono individuare il percorso per arrivare  in due mosse al mattoncino che gli compete.

Prima mossa :l'avvicinamento al mattoncino

Prima mossa: la bambina si deve muovere fino al punto dove sarà possibile prendere il mattoncino con mossa da Torre. Non è scontato e i bambini si muovono con incertezza, finché arrivano alla casa corretta con eureka!

Seconda mossa: la cattura del mattoncino

Seconda mossa: il mattoncino è raggiunto e per raccoglierlo (o mangiare nel caso della frutta) bisogna andare proprio sopra la casella del mattoncino.

L'arrivo: deposizione del mattoncino

L’arrivo:  il mattoncino raccolto viene depositato in un contenitore che si trova fuori dalla scacchiera e si ricomincia da capo nel caso ci siano altri mattoncini da raccogliere.

Nel preparare il gioco occorre fare attenzione quando si posizionano i mattoncini in modo che non ci siano scontri nel percorso. Successivamente, come variante è stato proposto la possibilità di recuperare i mattoncini seguendo un percorso continuativo, senza bisogno di riposizionarsi nelle case di partenza.

Lo stesso gioco viene proposto ai bambini più piccoli e infine  con le mosse dell’Alfiere.

Tre gruppi di quattro bambini si sono succeduti in questo gioco non poco impegnativo; inutile dire che hanno giocato tutti con compostezza, e il MMS ne è stato molto gratificato. Sarebbe stato veramente troppo proporre lo smantellamento della scacchiera con tanto di capo cantiere: lo faremo le prossime volte; per oggi si raccolgono le case in piena libertà e con la canzoncina di chiusura.

 

♦♦♦

Le puntate precedenti:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere
7 : Profumo di Regina
8 : Lezioni di compostezza
9 : Il Bizzarro Cavallo
10 : L’umile pedone

C’era una volta un Re…a San Michele (7) Profumo di Regina

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 7 : Profumo di Regina

In questa lezione presentiamo la tanto attesa (soprattutto dalle bambine) Regina, e non la Donna; pur seguendo nella presentazione dei personaggi lo schema  proposto nell’illuminante libro “I bambini e gli scacchi” di A. Pompa, F. Morrone, R. Miletto, M.R. Fucci, preferiamo parlare ai bambini usando il termine Regina, in quanto evoca l’immagine di potenza e bellezza.  Sembrerebbe che il termine fosse stato sostituito in quanto era improponibile, nella cultura cristiana, l’avere più regine ovvero più mogli (il caso del Pedone che si trasforma in Regina); in realtà la regina non era inizialmente così potente ed aveva meno possibilità di movimento, simboleggiava il consigliere o il generale in grado di comprendere e suggerire la tattica migliore per giocare la partita. E dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna.

I bambini mostrano in maniera molto concreta la loro “fretta” di conoscere il nuovo personaggio: iniziano a costruire da soli la scacchiera (sanno gestire con molta autonomia il materiale necessario, estraendolo dal borsone in cui era stato riposto la settimana scorsa) e la completano molto rapidamente  (per la canzoncina non hanno neanche bisogno dell’accompagnamento).

Il pezzo della Regina viene presentato, come è stato fatto fino ad ora, da una nuova dolce filastrocca musicata che ispira serenità e calma; tra le canzoni proposte risulterà quella più amata. Mentre il Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” si prepara per suonarla si lascia sfuggire un “Devo correggere un accordo”,  allora F. sussurra ad un altro bambino “Ha detto che deve correggere l’accordo. Mauro ha studiato tanto!”. Molti bambini hanno trovato interessante la chitarra vedendola suonare dall’amato MMS; anche se non vorranno giocare a scacchi magari vorranno suonare uno strumento.

Filastrocca della Regina

Regine reginelle
Brillate come stelle
Seguite gli otto venti
Nei vostri movimenti

Danzate sui raggi del sole
Belle come le fresche viole
Con coraggio andate avanti
Tra cavalli torri e fant
i

(Ritornello)

Prima del vostro viaggio
Scegliete in modo saggio
Con tanta attenzione
La giusta direzione

(Ritornello)

Biancaneve

Le bambine s’immedesimano immediatamente nella canzone e mentre il MMS va a chiamare la Regina (e si trasforma) e si mettono una accanto all’altro intonando, come un piccolo spettacolo, la canzoncina facilmente orecchiabile. Sembrano affascinate dalle parole che accompagnano la melodia e che suggeriscono movimenti circolari, morbidi ed eleganti; le stelle numerose e i venti che arrivano da tutte le direzioni sono elementi molto utili per descrivere l’ampiezza e la forza con cui agisce la Regina.

Ecco arriva la Regina per raccontare la fiaba di Biancaneve e, ad annunciare il suo arrivo, si sente nell’aria un forte profumo (spruzziamo a loro insaputa un’essenza di lavanda e timo). La Regina è bellissima (!!) e con grazia fa il suo ingresso. Tra tutti i personaggi in cui il MMS si è trasformato, questo è senza dubbio il più difficile da smascherare (ci sono addirittura due grandi ciglia finte che spiazzano anche i più grandi): giocando con una voce in falsetto a volte tradita da un tono basso e rauco, riesce a provocare nei bambini più intraprendenti una interessante perplessità, a metà strada tra lo scherzo da accettare e il ruolo da attore da riconoscere. Comunque, alla fine, tutti vengono rapiti dal racconto, pronti ad associare nuovi sentimenti al mondo degli scacchi. Riuscire a entrare in un mondo immaginario accompagnati da nuovi personaggi per conoscere le loro storie e provare nuove emozioni, corrisponde perfettamente al desiderio più intimo di un giocatore di scacchi. E intendere questo desiderio quando si dice “giocare a scacchi” significa anche saper riconoscere la straordinaria bellezza di quel mondo e dei suoi personaggi.

La fiaba nella versione originale è molto complessa, benché D. dimostri di ricordarsi perfettamente tutti i particolari; nonostante siamo appena entrati in primavera, il giorno prima di questa lezione è nevicato e la fiaba, all’inizio, descrive proprio la Regina (la vera mamma di Biancaneve) che vede cadere i fiocchi di neve. In un’atmosfera di forte coinvolgimento, i bambini rivivono gli stati d’animo di Biancaneve, nuova autentica Regina che la matrigna vuole annientare; per fuggire, ha imparato a correre (nel bosco) in tutte le direzioni (piccola licenza che aiuterà a giustificare il movimento sulla scacchiera), e alla sua bellezza luminosa fa eco la saggezza dei sette nani, pronti a proteggerla dalle insidie della strega malefica.

I raggi del sole: le otto direzioni

Ba Gua

La Regina si muove nelle otto direzioni, perciò abbiamo cucito una gonna (verde, ma per la recita saranno preparate una d’oro e una d’argento) formata da otto lunghe strisce rappresentanti proprio le direzioni.

A. indossa per prima la gonna e otto bambini prendono una striscia ognuno; MMS chiede a cosa assomiglia e i bambini rispondono convinti “Al sole”. “E queste?” domanda MMS indicando le strisce distese dai bambini, “Ai raggi del sole !”. La trasformazione della piccola Regina sulla scacchiera in un sole raggiante è un momento molto bello, una coreografia ben riuscita.Con un piccolo aiuto gli otto bambini riescono a posizionarsi sulle linee e sulle diagonali che partono dalla casa occupata dalla Regina;

lei gira su se stessa e sceglie un bambino tra quelli che le stanno intorno, poi delicatamente si sposta verso di lui; il movimento del gruppo richiede un impegno notevole per non risultare scomposto. Un’altra bambina diventa Regina e l’esercizio viene ripetuto; un po’ per l’entusiasmo, un po’ per la padronanza del movimento, il nuovo sole oltrepassa i confini della scacchiera, con i bambini che in maniera compatta si muovono come la Regina. Padronanza e metodo anche in chiusura, con lo smantellamento veloce della scacchiera.

Nell’ultima fase, intorno ai cinque anni, il vocabolario grafico infantile si amplia e troviamo proprio il simbolo della doppia croce immersa nel cerchio; si tratta di un simbolo antichissimo,  e lo possiamo trovare sia in molte incisioni rupestri, come simbolo solare-lunare, che negli antichi calendari (cinese, ma anche nuragico). Questo tema avrebbe meritato un ulteriore approfondimento.

Riferimenti
Roberto Carretta “Lo scenario conquistato”, Leone Verde, 2001
Michaela Strauss “Il linguaggio degli scarabocchi”, Filadelfia Editore
Le puntate precedenti:

1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre
6 : Lo Spinoso Alfiere

C’era una volta un Re…a San Michele (6) Lo Spinoso Alfiere

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Lezione 6: Lo spinoso Alfiere

L’incontro con l’Alfiere si prospetta misterioso, quasi sfuggente: si tratta del personaggio meno conosciuto dai bambini, e non è semplice associarlo a figure fiabesche; troppo complicato parlare di messaggeri, consiglieri, cavalieri (questi poi si confonderebbero con i cavalli), o cammelli; il Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” compensa questa poca chiarezza iniziale svelando apertamente chi si nasconde dietro il personaggio che arriverà tra poco: “Oggi arriverà un Alfiere”.

Costruiamo il nostro mondo degli scacchi come le altre volte, con la scacchiera, la filastrocca cantata e la fiaba tanto attesa, ma anche con un pizzico di consapevolezza in più, quasi a voler dire che stiamo crescendo. Un altro semplice preliminare è quello di concordare con i bambini il programma delle attività, motivando quanto verrà fatto: “Impareremo il ritornello della nuova canzone per cantarlo insieme all’Alfiere”; si sentono molto coinvolti e gli sorridono grati per come li sta considerando.

Uso improprio di una scacchiera

Il concetto di “diagonale”, importantissimo per caratterizzare il personaggio di oggi, è stato abilmente introdotto dalle maestre Luana e Valeria nei giorni scorsi: le salite e le discese (l’asilo è situato in collina), i profili dei tetti, le linee oblique disegnate su un foglio, la piega che trasforma un tovagliolo quadrato in una salvietta triangolare sono elementi sicuramente utili per imparare a costruire geometricamente il collegamento tra due angoli opposti di un quadrato.

Dimostrano volentieri e con orgoglio la loro abilità geometrica durante la costruzione della scacchiera: dopo aver posizionato le fasce laterali contenitive delle case, la maestra Luana chiede ai bambini di disegnare con i passi la diagonale; A. subito si propone e con passo sicuro attraversa il quadrato da un angolo all’altro; seguono altri Alfieri, tutti vogliono provare a disegnare con i piedi; qualcuno sembra cammini su un filo e qualcuno sulle uova; anche B. che è piccolissima ha compreso cosa bisogna fare e attraversa la diagonale con molta cura. D. la attraversa tantissime volte; poi i bambini cominciano a camminare divertiti lungo le fasce laterali attenti a non cadere fuori; camminare sui cordoli è un gioco che sempre entusiasma i bambini.Si sarebbe potuto sperimentare di farli camminare all’indietro, oppure, ancora più emozionante, farli provare ad occhi chiusi.

Una scacchiera da comporre con più elementi si presta a tante variazioni ludiche e sperimentazioni.

Procediamo con la costruzione della scacchiera; sugli angoli disponiamo le prime quattro case, poi chiediamo ai bambini se notano qualcosa di particolare; subito apprezzano che su una diagonale ci sono due case bianche e su quella opposta due case nere; poi divisi in quattro gruppi, ognuno su un angolo, costruiscono in autonomia la scacchiera al suono della filastrocca di apertura; in questo modo sperimentano i quattro vertici del quadrato. Tre gruppi costruiscono riproducendo un quadrato sempre più grande mentre un altro procede linearmente; alcuni bambini tendono ad unirsi rapidamente a quelli di un gruppo vicino, altri sembrano voler continuare ignorando chi gli sta accanto. Terminata la scacchiera emergono i più pignoli: osservano le case con molta attenzione e correggono gli spazi creati durante gli accostamenti. Di nuovo viene riproposto di camminare lungo la diagonale, che ora è resa evidente dalle case dello stesso colore. Il MMS chiede ai bambini di salire ora sulla diagonale bianca, ora su quella nera; la attraversano lentamente, sempre con molta attenzione per non passare al di fuori. Poi si chiede di percorrere altre strade simili alla diagonale: le linee parallele ad essa formate dalle case a fianco e il gioco continua, tutti vogliono provare.

Come da programma, impariamo in anticipo la canzone dell’Alfiere per utilizzarla dopo averlo conosciuto; il ritornello suona allegro e ripropone molto chiaramente il movimento che i bambini hanno mostrato sulla scacchiera; lo memorizzano in un battibaleno.

Giochiamo con la lettera Z; l’alfiere è caratterizzato da un movimento a zig zag; in Mongolia, scrive Rodolfo Pozzi, era rappresentato da un cammello, essendo necessario affrontare un deserto con un  movimento similare.

Filastrocca dell’Alfiere

Zicchete Zi Zicchete Za
La diagonale attraverserà
Zicchete Zi Zicchete Za
Velocemente ritorna qua

Leggiadro come un cavallo
Lo vogliono per il Gran Ballo
Si muove  velocemente
se davanti non ha niente

(Ritornello)

Case bianche ad un alfiere
A quell’altro case nere
Di traverso si muoveranno
Tante spine sembreranno

(Ritornello)

Rosaspina

Finalmente è arrivato il tanto atteso momento di ogni lezione: un nuovo personaggio sta per raccontare ai bambini la sua fiaba. Alcuni bambini chiedono che ritorni il Re a raccontarla, non tutti sono convinti che sia davvero Mauro. Questa volta, a differenza delle altre, conosceranno un personaggio poco consueto; tutti i bambini si siedono e sono pronti ad ascoltare il loro maestro più attenti del solito; insieme a lui indossano tanti cappelli a punta, da loro preparati e decorati con righe oblique colorate; si tratta di una trasformazione molto semplice, e averla condivisa li aiuta a non restare disorientati per via della strana natura dell’Alfiere: “Sono la spina di un grande cespuglio e non faccio passare nessuno; anche voi siete spine come me, sentite quanto pungono le punte dei nostri cappelli!”. Non è stato necessario nessun chiarimento: i bambini hanno immediatamente preso confidenza con lo spinoso Alfiere.

La storia che viene raccontata è Rosaspina, meglio conosciuta come “La Bella Addormentata nel Bosco“. Il MMS interpreta il roseto che proteggeva il castello della principessa a seguito dell’incantesimo e narra di cose vissute tanto tempo fa. Un racconto diretto e coinvolgente, con accenti importanti da porre sui tanti elementi che possono essere facilmente ricollegati al mondo degli scacchi; ad esempio l’arrivo del principe, che giunge al castello e vi può entrare  solo quando il tempo è compiuto, trova sicuramente attinenza con la gestione attenta del tempo nelle sequenze di mosse del gioco degli scacchi.

I trenini e le gallerie

Giochi sulla scacchiera: trenini e gallerieI giochi proposti per conoscere le movenze dell’alfiere sono dedicate al treno e ai suoi fantastici viaggi.
I primi giochi sono caratterizzati da semplici percorsi sulle diagonali principali della scacchiera: quattro bambini si dispongono ai quattro angoli della scacchiera e al suono della canzoncina vengono fatti incontrare al centro, si scambiano di posto e attraversano la diagonale come nel ritornello; fuori della scacchiera, durante ogni strofa della canzone, gli altri bambini eseguono un balletto (per mantenere l’attenzione dei piccoli).

Un’altra versione di questo gioco prevede che, giunti in centro, i bambini facciano marcia indietro; poi vengono coinvolti più bambini: quattro per angolo, uno dietro l’altro, si preparano ad entrare sulla diagonale, la percorrono fino al centro della scacchiera (per metà) per poi ritornare nella posizione di partenza; quando tutte le case delle due diagonali principali sono occupate, queste due importanti linee appaiono ben tracciate dai convogli disposti su tutta la loro lunghezza.

I bambini formano una galleriaSuccessivamente, viene tracciata, prima al di fuori e poi sulla diagonale della scacchiera, una galleria fatta dai bambini che formano archi a due a due tenendosi per mano: dopo che un trenino ha attraversato la galleria, i suoi bambini si trasformano immediatamente in altri archi del tunnel; riassemblando trenini con i bimbi della prima parte del tunnel, il gioco prosegue per un po’; la galleria sopra la diagonale rappresenta un’architettura perfetta: viene mantenuta fissa per dare la possibilità ad un treno di attraversarla più volte. Un bambino fa il macchinista e guida tutti gli altri vagoni (partecipano anche i bambini di tre anni) attraversando paesi e montagne; l’ultimo attraversamento avviene da parte dal MMS che fa il solletico ai bambini con le braccia alzate.

I bambini fanno il trenino sulla scacchieraIl gioco conclusivo inizia con un solo bambino, il macchinista, che attraversa le diagonali della scacchiera e deve inoltre raccogliere, ad una stazione affollatissima, il numero di passeggeri suggerito di volta in volta dal MMS. Alla fine tutti quanti i bambini attraversano la diagonale in gran corsa divertendosi a lasciare indietro quelli che si trovano alle loro spalle.

Lo smantellamento della scacchiera chiude la movimentata lezione sull’Alfiere.

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Le puntate precedenti:
1 : C’era una volta un Re…a San Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re
5 : La Solida Torre

C’era una volta un Re…a San Michele (5) La Solida Torre

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Le Torri di creta

Lezione 5: La Solida Torre

Per introdurre i pezzi inizieremo sempre con una fiaba dei fratelli Grimm che possa racchiudere le caratteristiche del pezzo e del gioco degli scacchi. Il Mago “Mauro” del Mondo degli Scacchi impersonerà ogni volta un personaggio diverso che racconterà la fiaba prescelta, mostrerà il movimento del pezzo attraverso delle filastrocche cantate , e durante la settimana si lavorerà sull’espressione figurativa (modellaggio, disegno, pittura).
Le volte scorse abbiamo presentato il Re e le sue movenze, mentre in questo incontro conosceremo la Torre; presentare ai bambini la Torre non è certamente un compito facile: un oggetto non animato (così lo immaginano) deve dialogare ed entrare in confidenza con loro.

Torrauro

Torrauro

Il MMS ha stabilito un rapporto particolare con i bambini che lo accolgono sempre festosi ed entusiasti, così vuole costruire il vestito da Torre addosso sotto i loro occhi, come una metamorfosi. Arriva con un grande scatolone vuoto (un po’ distante dalle torri dei castelli); “La Torre vuole raccontarvi la sua storia, e anche insegnarvi una canzone!” esclama, mentre cerca di coinvolgerli in un crescendo di forme e dettagli (va come una scheggia con il temperino).

Ripiega opportunamente lo scatolone e intaglia i merli sulla parte alta; alla prima parvenza di Torre i bambini si mostrano entusiasti di come sta svolgendo il lavoro; i bambini sono attentissimi e sembrano trasmettere tutto il loro desiderio di apprendere la tecnica e l’arte del fare.

Due fori laterali per le braccia, una finestra all’altezza del viso ed ecco che MMS indossa il nuovo vestito: la Torre ha preso vita. I bambini siedono per terra, di fronte alla Torre: è il momento della fiaba; nonostante il MMS sia in ginocchio, cerca di mantenere il portamento austero di una costruzione altissima e i piccoli auditori lo osservano come fosse un monumento importante; ora si aprirà alla loro sensibilità e svelerà una storia accaduta tantissimi anni or sono.

Raperonzolo

Raperenzolo

La fiaba è quella di Raperonzolo, esposta da chi, grazie alla sua posizione alta e privilegiata, ha potuto assistere in diretta a tutti gli eventi: la Torre nel bosco ha notato ogni piccolo particolare, e nonostante sia passato molto tempo, si ricorda perfettamente di quanto fosse bella Raperonzolo e di come cantasse bene, protetta proprio da questa Torre; le pietre della costruzione impersonano il testimone più affidabile e con la memoria più duratura, un’associazione perfetta con la Torre solida ed efficiente del gioco degli scacchi. Anche questa volta (come già è accaduto per il Re) il racconto da parte di un personaggio presente nella storia ha portato i bambini ad affezionarsi alla Torre e ora sono pronti ad apprendere da lei nuovi insegnamenti.

La seconda fase della lezione prevede un momento musicale, in cui i bambini impareranno una nuova canzone; le parole nascondono il segreto del movimento della Torre; MMS canta con la chitarra la filastrocca e insegna ai bambini il ritornello.

Filastrocca della Torre

Spostati a destra, arriva fin qua
oppure a sinistra, così vai di là
Corri in avanti fino a laggiù
Presto, indietro ritorna quassù

Ecco le torri alte e pesanti
Mosse soltanto da forti elefanti.
Due sono bianche, due sono nere
Ai quattro angoli delle scacchiere

(Ritornello)

Unite insieme sulla stessa via
Proteggono tutta la compagnia.
Aiutano sempre grandi e piccini
Amici lontani oppure vicini.

Le quattro direzioni

...oppure a sinistra, così vai di là...

La melodia piace molto ai piccoli cantori (che se la canticchieranno per tutta la settimana), ed aiuta la rapida memorizzazione delle parole. A questo punto vengono mostrati i passi dei movimenti nelle quattro direzioni, a tempo di musica tutti i bambini (otto alla volta) lo ripetono insieme a MMS, muovendosi secondo la coreografia di un balletto; ben sincronizzati saltellano a destra e a sinistra, in avanti e all’indietro; non sembrano provati per l’impegno, comunque di una certa complessità, ed eseguono tranquillamente il compito sorridendo e divertendosi. Dopo tutto questo correre il MMS decide di farli fermare per un po’, così da riprendere fiato (soprattutto lui!) e spezzare il crescendo di novità, ma riesce a mala pena a trattenerli, tanto forte è la carica che hanno dentro. Vogliono tutti indossare il vestito da Torre; dopo che il primo bambino, da dentro, ha infilato le braccia nei fori, apre le antine della finestra di cartone e il MMS saluta ossequiosamente: “Buongiorno, signora Torre!”. Lui si sporge un po’ fuori con il viso e, con atteggiamento serio e compiaciuto, osserva i suoi compagni; Nel frattempo con altri scatoloni si costruiscono altre torri; sono tutti desiderosi di trasformarsi per un attimo in quel personaggio importante. Il MMS è talmente calato nella parte che lui e i bambini si credono veramente delle Torri, e si comportano di conseguenza.

Rotolamento

Rotola la ToRRe...

L’ultima parte della lezione serve per fissare meglio l’immagine del movimento possente e regolare della Torre. Giochiamo con la consonante R con una filastrocca (esercizio molto liberamente tratto dall’Euritmia). Nella ToRRe ci sono tante R, e sembra che in origine la raffigurazione iniziale per la Torre fosse un caRRo da guerra (dove ci sono anche le Ruote che Rotolano), come spesso ritrovato in Mongolia (Scacchitalia 2009/3, pagg. 60-68). I bambini coinvolti nel laboratorio partono da circa quattro anni e non tutti pronunciano ancora correttamente la R .


Filastrocca del Rotolamento sul quadrato

Rotola la toRRe sul caRRo che coRRe
Si ferma un momento, poi scivola di lato
Rotola indietro Rotola Rotola
Scivola nuovamente per fare il quadrato

MMS ne prende due per mano e, roteando le braccia come per simulare una ruota che rotola, li conduce in un divertente percorso mimato sui lati di un grande quadrato immaginario. Scivolando sull’ultimo lato simulano un capitombolo, cosa che ai bambini piace tantissimo. Due alla volta, tutti hanno voluto “rotolare” e “scivolare” come Torri; la conoscenza con i personaggi del mondo degli scacchi sta suscitando affetto e la simpatia.

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Le puntate precedenti:
1 : C’era una volta un Re…a San  Michele
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta
4 : L’incontro dei Re

C’era una volta un Re…a San Michele (4) L’incontro dei due Re

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari

Il passo dell'elefante

La giornata è proprio d’inizio primavera, profumata e tersa, e troviamo i bambini a giocare nel giardino dell’asilo. Il Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” introduce la lezione nel cortile con una deliziosa filastrocca popolare sui passi. Chi si differenzia per un qualche aspetto lo farà anche nel modo di camminare: una filastrocca simpatica sui passi leggeri di un gatto, passi rumorosi, passi da gigante e passi tremolanti, canticchiata e rappresentata da tanti bambini allegri.

Uno dei bambini più curiosi (lo sono tutti, ma c’è sempre quello che fa la prima domanda) chiede al MMS chi verrà oggi; egli risponde che tornerà il Re, perchè vuole essere sicuro che tutti abbiano visto come cammina. Dai loro sorrisi si capisce che sono entrati in confidenza con il personaggio, forse per la fiaba che ha raccontato, forse perché assomiglia molto al MMS che adorano.

Il cerchio

Cantando "un passo alla volta"

La maestra Luana ha la felice idea di portare lo scatolone con gli strumenti musicali, principalmente cembali e maracas; i bambini li afferrano al volo e proviamo a ricordare la filastrocca del Re Ora è arrivata una bella sorpresa: mentre cantano la filastrocca, tutti i bambini, da soli, all’unisono su battere e levare suonano il loro strumento e formano un  cerchio.

Tutti al lavoro! I piccoli sudditi, accompagnati dalla chitarra, costruiscono rapidamente la scacchiera; hanno regolato i tempi per ultimarla insieme alla canzone, una prima sorpresa tecnica, che ha una meravigliosa somiglianza con la capacità dello scacchista di adattarsi all’orologio.

Il MMS si assenta un attimo e si ripresenta senza occhiali, con scettro, corona, mantello e barba bianca; i bambini, seduti sulla panca lunga, lo ricevono meno timorosi della volta scorsa. Qualche parola di apprezzamento per la scacchiera ed espone la su richiesta: “Vorrei tanto mostrarvi come passeggio sulla scacchiera”. Le parole della filastrocca musicata vengono facilmente tradotte in una sequenza di passi precisi, eseguiti uno alla volta per spostarsi da una casa all’altra; i bambini  iniziano a canticchiare la canzone, sono molto coinvolti. Il vecchio Re li mette subito alla prova: dovranno cantare e contemporaneamente passeggiare in fila sulle case periferiche della scacchiera (traverse “1” e “8”, colonne “a” e “h”). Quando viene mostrata la passeggiata del Re, egli ha camminato in maniera ritmata, con la cadenza musicale.

Il dono

Sono stati veramente bravissimi, il Re sente il desiderio di portare un regalo. Ecco che dalla sacca magica tira fuori i due pezzi giganti del Re Bianco e del Re Nero e li consegna ai bambini spiegando loro che diventeranno preziosi compagni di gioco, per sempre.

Caccia al tesoro del Re

Cominciamo subito con una caccia al tesoro sulla scacchiera (è li che giocano i due Re): MMS posiziona il Re Bianco in “h8” e il Re Nero in “a8”; dai due angoli partono i “segnalini”, e i bambini vengono guidati a spostare i Re di una casa alla volta; sarà il bambino di turno a scegliere la casa, basta seguire la direzione indicata dallo scettro (tenuto dal Re e opportunamente posizionato); dopo che tutti hanno aiutato i due Re a spostarsi, il Re Bianco approda nella casa “e1” mentre il Re Nero nella casa “e8”; il tesoro deve essere proprio li sotto: alziamo i quadrati delle case di arrivo e troviamo due fogli, il primo con impressa una grande “R” e il secondo con un’altrettanto marcata “E”; ora è tutto chiaro: il vero tesoro è sapere quali sono le case scelte dai due Re, confermate dalle lettere che ne compongono il nome.

Il labirinto

Ora tocca ai bambini: due di loro indossano le mantelline d’oro e d’argento e la corona; partono da case lontane e, un passo alla volta, alternandosi, devono aggirare barriere fatte dagli altri bambini per incontrarsi e darsi la mano. La passeggiata è per entrambi piuttosto solenne, ogni passo va scandito con l’annuncio del movimento e con un battito di mani; al momento dell’incontro il vecchio Re li invita a salutarsi e a stringersi la mano. Lo fanno con molto rispetto; sembra di vedere i giocatori di scacchi all’inizio di una partita, quando di fronte alla scacchiera si stringono la mano; chissà se questi bambini, se mai giocheranno da grandi, percepiranno nei loro incontri di scacchi il ricordo di questo momento? Ripetono l’esercizio altre coppie di piccoli Re, e all’ultima stretta di mano invita allo smantellamento musicato della scacchiera.

Questa lezione risulta un po’ più tecnica: il movimento semplice del Re consente di introdurre qualche fondamentale, come l’alternarsi del diritto di muoversi e la realizzazione di percorsi (l’esecuzione di più movimenti in sequenza).

Riferimenti:

Psicomotricità per bambini in età pre-scolare di Sebastiano Paulesu
La scacchiera come palestra. Il programma di psicomotricità di Paola Russo di Stefano Tescaro

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Le puntate precedenti:
1 : C’era una volta un Re…a San  Michele (1)
2 : Le trasformazioni
3 : Il Re si presenta

C’era una volta un Re…a San Michele. (3) Il Re si presenta

Questo articolo è stato scritto da
Maria Beatrice Rapaccini e Mauro Gaspari.

Lezione 3 : Arriva il vecchio e saggio Re

Un gran fermento si respira nell’aria dell’asilo di San Michele. I bambini sono stati avvertiti dalle maestre, Valeria e Luana, dell’arrivo del vecchio Re.

 La mattina le nostre straordinarie insegnanti hanno fatto costruire ad ogni bambino una corona di cartoncino, tempestata di diamanti e pietre preziosissime.

All’arrivo del Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” i bambini le mettono subito in testa per dimostrargli che hanno lavorato per gli scacchi anche al di fuori della lezione, fieri come se avessero superato un esame. Il MMS ne approfitta per rassicurare loro che quelle corone piaceranno tantissimo al Re. Sono tutti molto entusiasti e trattengono a stento l’esuberanza con cui iniziano anche questa lezione; i bambini partecipano sempre con una carica fortissima di energia, tanto da rendere la conduzione della lezione un compito impegnativo, ma anche molto gratificante.

Il Re si presenta

Il MMS propone di imparare una nuova canzone e annuncia “Al Re farà molto piacere se impariamo la sua canzone!”; sorridono tutti quando vedono la chitarra. La filastrocca musicata permetterà di presentare il nuovo personaggio, la sua calma, il suo desiderio di non correre; sarà più austero di un bambino, poiché non è più spericolato, e viene per soddisfare la curiosità di tutti, ma lo farà con la sua lentezza e compostezza “regale”.

Si comincia cantando le strofe, e loro rispondono attenti con il ritornello.

Filastrocca del Re

Un passo alla volta può solo fare
È tanto vecchio e non vuole strafare (2 volte)

Ecco che arriva il nobile Re
Zitti zitti vi spiego il perché
Buongiorno bambini, buongiorno Maesta’
Ma che fatica arrivare fin qua

Un passo alla volta può solo fare
È tanto vecchio e non vuole strafare (2 volte)

Ora il segreto tu dirci dovrai
Ci vuoi qui con te ma perche’ mai?
Un passo alla volta pianin pianino
E ve lo dico mentre cammino.

Un passo alla volta può solo fare
È tanto vecchio e non vuole strafare (2 volte)

La giusta tensione per l’attesa è stata creata e così, si può intervallare la prossima attività proponendo “Facciamogli trovare la scacchiera pronta!”.

La canzone di apertura accompagna il solito rituale della composizione con i quadrati bianchi e neri; durante la fase finale della correzione degli errori, il MMS si assenta e si trasforma in Re. Ai bambini viene detto che il Re sta arrivando e che tutti si devono sedere sulla panca ad aspettarlo in “religioso silenzio”; si crea, così, un po’ di tensione e il Re bussa energicamente alla porta: “Eccolo!” esclamano stupiti nel vederlo. Indossa la corona, la barba, il mantello e lo scettro (un manico di scopa) e si è tolto perfino gli occhiali, nella speranza di spiazzare un pochino i piccoli, ma tra loro c’è qualcuno che se ne accorge F. “Mauro, sei tu! Ti ho riconosciuto dalle scarpe!”.

Non fa nulla, bastano parole di sorpresa e di ammirazione per la scacchiera appena costruita e per le loro corone che il vecchio Re prende vita, e con voce roca annuncia: “Vi stavo cercando, devo raccontarvi la mia storia”.

La Regina delle api

Il Re racconta ai bambini la fiaba della Regina delle Api, dei fratelli Grimm, dicendo loro che il più piccolo dei principi ero proprio lui, e che aveva più o meno la loro età; parlare con la voce del protagonista di una fiaba rende la storia molto coinvolgente e i bambini manifestano tutto il loro apprezzamento per il comportamento corretto e giusto del protagonista. “Come avrei fatto se non mi avessero aiutato le formiche, e le anatre, e le api?”. Il vecchio Re ripropone ai bambini quell’insegnamento che apprese da piccolo e che costituisce la ragione della sua venuta: “Sono qui per chiedervi aiuto, non si può fare nulla senza gli amici; volete aiutarmi a non diventare di pietra e a sposare la principessa?”. Non sanno neanche cosa devono fare e già esplodono con un coro di “Siiiii!”.

La fiducia totale nei confronti del Re consente di non dover spiegare troppo fin da subito, e si limita a dir loro che faranno una cosa bellissima insieme a lui. In seguito, si troverà il modo per descrivere accuratamente la missione: preparare una festa per il Gran Ballo degli Scacchi.

Il Passo Regale

Il Re spiega ai bambini che desidera fare sempre le cose con calma, fermandosi e controllando ad ogni passo; sale sulla scacchiera e mostra cosa s’intende per “passo regale”: batte tre volte il suo lungo scettro a terra (un manico di scopa che tutti i bambini vorrebbero), esegue un passo e chiede ai bambini di fare un inchino. Sono tutti molto presi dal semplice e rispettoso movimento; ai due più grandi viene proposto di celebrarlo prendendo il suo posto. Con una semplice mantellina dorata e argentata i due nuovi Re salgono sulla scacchiera; il Re cede lo scettro a quello che dovrà muoversi per primo, e gli mette anche la barba finta; batte tre volte a terra, fa un bel passo e tutti si inchinano (è difficile dimenticare la sua aria compiaciuta); è il turno del secondo, spetta a lui la prossima mossa: scettro e barba conferiscono il diritto del passo, e si ripete il cerimoniale.

 

Seguono con gran fermento, tutti gli altri, ognuno accetta  volentieri di impersonare il Re, anche le bambine mettono contente la barba (cosa può desiderare di più un vecchio Re?).  Non tutti i bambini eseguono “un passo alla volta” sulla scacchiera; è troppa la gioia di tenere lo scettro che qualcuno compie, con fierezza, un passo lungo anche tre case.

Alla fine quando tutti sono diventati Re  si tuffano sopra la scacchiera come fosse un piccolo stagno, starnazzando. Per completare l’opera riporranno la scacchiera nel sacco, un quadrato alla volta, con la canzoncina di chiusura.

Il Gran Ballo nel Mondo degli Scacchi

 Si comincia a delineare la storia da rappresentare: cinque personaggi (i pezzi degli scacchi) richiamati da una misteriosa melodia si dirigono faticosamente verso la cima della montagna incantata dove si trova un castello tutto d’oro. Raggiunto il castello trovano il portone dell’ingresso serrato e mentre cercano di escogitare un modo per entrare, il piccolo pedone, assetato, beve da una fontana che si trova li accanto, ed ecco che il portone si apre un poco, ma non abbastanza, per entrarvi dentro. Anche gli altri, assetati, bevono alla fontana; il portone ora si spalanca fragorosamente. Si addentrano con timore e giungono alla sala del trono dove vi trovano ad attenderli, il Re d’oro. ll Re insegnerà ai cinque protagonisti i passi per il Gran Ballo del Mondo degli Scacchi affidando a ciascuno movenze particolari (come lo sono quelle dei pezzi); Il Gran Ballo si terrà nel magico Mondo degli Scacchi di fronte ad altrettanti personaggi al seguito del Re d’Argento. Si preannunciano storie belle e coinvolgenti, e una festa finale che premierà la gentilezza e l’impegno degli amici del Re.

Riferimenti

Salto, scavalco, sorvolo? di Matelda Paiella e Giovanna Sogni

Pantagruel e  Gargantua di F. Rabelais
Nel capitolo XXIV descrive di un ballo tra uno schieramento d ‘oro e uno d’argento  a modo di torneo di scacchi.

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Lezione 1 :C’era una volta un Re…a San  Michele (1)
Lezione 2 :C’era una volta un Re…a San Michele (2)


Insegnare scacchi ai bambini al di fuori della scuola.

Nei corsi per principianti che tengo a bambini fuori dall’orario scolastico e su basi volontarie, velocizzo  e cambio il programma.
Nell’ultimo corso (18 ore, un’ora a settimana) non uso il libro GS1. I bambini sono 7 (da 7 anni fino a 10) fra i quali uno diagnosticato ADHD. Nelle prime 4 ore, sulla scacchiera, impariamo il movimento di tutti pezzi, iniziando con il Cavallo, i pedoni e le partite ridotte. Partite ridotte che si rivelano molto efficaci. Fino alla decima ora circa possono catturare il Re per vincere. All’undicesima ora impariamo il matto con le due Torri e con la Donna. Da quel momento in poi è necessario dare matto per vincere, ma sono previsti punti di penalità se il Re rimane sotto scacco. Finora accade spesso che vincano grazie ai punti di penalità. 

Il ragazzo con ADHD dopo 15 minuti inizia di solito a far casino e siccome sono convinto che più che la “malattia” la causa principale del suo comportamento sia da ricercare in ambito sociale, gli spiego che il suo comportamento lo interpreto come un attacco personale e che mi confronta con un sacco di problemi nel gestire le lezioni. 
Le ore seguenti si controlla per 30 minuti, ma poi inizia nuovamente a disturbare e i rimproveri verbali non funzionano, egli ha difficoltà ad accettare autorità. Gli spiego nuovamente che interpreto il suo comportamento in modo personale, lo spedisco fuori e gli vieto di tornare l’ora seguente.  Quando torna la situazione non cambia di molto, lo lascio fare per qualche minuto e poi gli spiego che ha avuto qualche minuto per esprimersi , ma ora deve cercare di giocare nuovamente in silenzio. Funziona un po’ meglio di prima, ma rimane comunque un fattore di disturbo visto che i più piccoli si lasciano trasportare.

Un fatto interessante si è presentato alla sedicesima ora, quando ho regalato loro una copia di GS1. Nelle scuole, dopo 15-20 minuti di esercizi, i bambini iniziano a perdere la pazienza e chiedono spesso “Ma quando si gioca?”. Per questo motivo a scuola fisso una base di due pagine di esercizi, a seconda delle difficoltà, e poi chi ha finito si cerca un avversario e gioca. In questo gruppo, dove tutti sono portati per il gioco e hanno piacere nel giocare, si è scatenato l’entusiasmo per gli esercizi,  e non c’è stato verso di farli giocare. Negli altri gruppi gestiti finora, dove ho accompagnato i corsi con il libro, gli esercizi erano sempre iniziati con qualche brontolio.

Il ragazzo con ADHD, una volta capito il meccanismo degli esercizi, rimane concentrato come mai prima d’ora. Dopo la fatidica mezz’ora  diventa irrequieto, ma questa volta decido di agire immediatamente e gli chiedo solamente se ha intenzione di ricominciare, mi capisce al volo e risponde di no.  Infatti è rimasto attento e ha lavorato fino alla fine anche lui, condizionato probabilmente dall’entusiasmo degli altri. Presumo che la differenza fra questo gruppo e i gruppi scolastici, sia che nel gruppo sono tutti interessati: non capita spesso un gruppo cosi omogeneo; a scuola c’è sempre un buon 30% di disinteressati.

Sulla base di questa sorpresa ho considerato l’opzione di tralasciare gli esercizi anche a scuola, velocizzare il programma, in modo da farli arrivare prima a giocare partite complete, e poi inserire gli esercizi del libro.
Alcuni fattori che hanno pesato sulla decisione di continuare con il metodo ormai consolidato nelle scuole sono stati:

  1. Il libro è un metodo diverso per spiegare gli scacchi; più metodi uso più possibilità ho di raggiungere tutta la classe.
  2. Gli esercizi mi danno la possibilità di controllare e aiutare individualmente più bambini.
  3. Gli esercizi rallentano il programma e consentono ai meno interessati e ai meno veloci di assimilare meglio la materia.
  4. La differenza fra un gruppo di bambini interessati e una normale classe scolastica è troppo ampia per fare paragoni utili. Questa differenza spesso non è tenuta abbastanza in considerazione quando, da agonisti o da insegnanti, si sviluppano programmi per la scuola.

Matto del “carabiniere”

 L’insegnamento non può prescindere dall’apprendimento.

Il Re come un "carabiniere"!

Il Re come un "carabiniere"!

Uno dei problemi maggiori per gli scacchisti di un certo livello quando hanno a che fare con i bambini è quello che non riescono a “dimenticare” tutto quello che sanno e cercano di insegnare ai bambini l’ultimo grado della loro competenza (senza considerare che persino loro l’hanno raggiunta per gradi e in molto tempo).
È quello che accadeva anche a me alle prime esperienze di insegnamento. Il problema è dato dal fatto che i bambini non sono in grado di raggiungere subito un tale livello di competenza senza prima aver incontrato tutte le difficoltà della pratica; senza contare che persino il linguaggio dell’istruttore rischia di essere troppo “strutturato” e complesso.

Tempo fa – anche con bambini piccoli – introducevo tutti i pezzi sin dalla prima lezione, per farli subito giocare dopo venti minuti di istruzioni; quindi riprendevo le stesse informazioni per almeno 3 o 4 lezioni. Ora, con i più piccoli, introduco un pezzo per volta e li faccio giocare solo con i pezzi già spiegati. Ho notato che apprendono meglio. 

Ho sperimentato, insomma, un metodo che “costruisce”  per gradi la conoscenza dei bambini, senza preoccuparmi – a volte – di dare informazioni incomplete… Per esempio spiego l’arrocco e la presa en-passant almeno dopo 5 lezioni di pratica di gioco con tutti i pezzi.

Oppure insegno dei metodi più lunghi ma più facili da ricordare: faccio un esempio tipico: il matto fondamentale di Re e Torre contro Re può essere eseguito rapidamente col meccanisco “dell’inscatolamento” cioè confinare il Re difendente in spazi sempre più ridotti sino a costringerlo ad un angolo e dargli matto. Per anni ho insegnato questo sistema ai miei bambini (dopo una decina di lezioni preliminari), ma ora ho capito due cose: primo che non è il metodo più adatto, secondo che al momento di giocarlo in torneo vanno semplicemente nel pallone!

 Così da qualche anno ho sperimentato il “Matto del Carabiniere”, che seppure più lungo come procedimento è molto più facile da imparare e memorizzare.

Il matto del carabiniere. Diagr. 1, posizione di partenza

1.Ta4  (Si fa notare ai bambini che la Torre impedisce al Re l’accesso a metà scacchiera)

Il matto del carabiniere. Diagr. 2.

1…Rd5  (il difensore cerca di catturare la “sentinella” avvicinandosi)

Il matto del carabiniere. Diagr. 3

2.Rd2 Rc5 3.Rc3 Rb5 (ora il Re cerca di catturare la Torre, ma…) 
Il matto del carabiniere. Diagr. 4
4.Th4 (questa si trasferisce dall’altro lato!) 4…Rc5 (il Re, si dirige verso la Torre, ma si pone di fronte al Re avversario)  
5.Th5+Quando è attaccata la Torre si trasferisce di lato
Il matto del carabiniere. Diagr. 5

5…Rd6 6.Rd4 Re6 7.Ta5 (una mossa di attesa: si aspetta che il Re torni di fronte al “Carabiniere”) 

Il matto del carabiniere. Diagr. 6

7…Rf6 8.Re4 Rg6 9.Rf4 Rf6 (nel bordo il Re perderebbe ancora prima!) 10.Ta6+ Re7 11.Re5 Rd7 12.Th6 (mossa di attesa) Rc7 13.Rd5 Rb7 14.Rc5 (si insegue un Re, come farebbe un carabiniere) Rc7 15.Th7+ Rd8 16.Rd6 Re8 17.Ta7 (mossa di attesa)

Il matto del carabiniere. Diagr. 7

17…Rf8 18.Re6 (il carabiniere insegue) Rg8 19.Rf6 Rh8 20.Rg6 (ora il Re è costretto a portarsi in “opposizione”)

Il matto del carabiniere. Diagr. 8

20…Rg8 21.Ta8#

Ai Giochi sportivi studenteschi di Jesolo del 2008  un mio allievo è venuto da me esultante: “Ho fatto il  matto del carabinere!”, redarguito da uno stupefatto arbitro che prima lo ha apostrofato “Vai a rimettere a posto i pezzi” (il bambino voleva orgogliosamente farmelo vedere) e poi esclamando tra sé e sé: “Matto del carabiniere, mah!”

francesca

Torre2

Tutti i disegni sono di mia nipote Francesca!